Consigli e ricette

Non soltanto ricette, ma tutto ciò che le rende tali: esperienza, passione, perfezione. Tutto ha un perché e niente è lasciato al caso.

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Featured DRINK: COCO-RITA

Carlo Dutto
Jonathan Bergamasco, bar manager di Portico 4 cafè & lounge bar di Vercelli
 

INGREDIENTI:
40 ml tequila blanco
20 ml Batida de Côco Mangaroca
15 ml sciroppo d’ananas
15 ml succo di lime fresco

Bicchiere: coppa champagne
Garnish: crusta di sale al cocco e spicchio di lime opzionale

PREPARAZIONE:

Su metà della coppetta da margarita o coppa champagne precedentemente raffreddata, realizzare una crusta, bordatura di sale al cocco. Versare la Batida de Côco Mangaroca e gli altri ingredienti con del ghiaccio in un cobbler shaker e shakerare energicamente. Filtrare il tutto nella coppetta e completare, se si vuole, con uno spicchio di lime fresco.

IL DRINK:
Ultima creazione della signature drink list di Jonathan Bergamasco, già finalista al Premio Strega Mixology e bar manager di Portico 4 Cafè & Lounge Bar, novità dell’estate 2020 post-lockdown a Vercelli. Una drink list che permette di realizzare il giro del mondo in sei cocktail, per compiere viaggi a lungo negati dalla pandemia di Covid-19. Nello specifico, il Coco-Rita è un twist, una rivisitazione del classico Margarita, che riporta con il gusto alle spiagge del Messico e del Brasile. Basta chiudere gli occhi e assaporare il gusto vellutato e coinvolgente del drink, dato dalla Batida de Côco Mangaroca, liquore al cocco, cremoso e delicato prodotto sulla base della tipica ricetta brasiliana con latte, alcool e aromi di cocco.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: SEND IN THE CLOWNS

Carlo Dutto

ispirato al film ‘Joker’, di Todd Phillips, 2019

Christian Costantino, Head Bartender del Marina Del Nettuno Lounge Bar di Messina

INGREDIENTI:
40 ml Seven Hills Italian Dry Gin
40 ml vino bianco Grillo
15 ml Bitter Pallini
15 ml Limoncello Pallini
Pennellata di pittura aromatizzata al bergamotto

Bicchiere: coppetta

PREPARAZIONE:
Con la tecnica dello stir and strain, versare tutti gli ingredienti in un mixing glass, aggiungere il ghiaccio e miscelare per una decina di secondi. Versare e filtrare il drink in una coppetta fredda. Completare con una pennellata di colore. Per la pittura al bergamotto: nebulizzare il colore alimentare con gli oli essenziali.

ISPIRAZIONE:
Il drink, ispirato al film Joker, prende il nome da “Send in the clowns“, una delle canzoni della colonna sonora, nella versione cantata da Frank Sinatra, che recita: “Se capita qualcosa di brutto, distraiti, non ci far caso, che entrino i pagliacci!“. I clown, coloro i quali hanno il compito di divertire gli spettatori, proprio come fa un buon cocktail. Joker, Arthur Fleck – interpretato da un incredibile Joaquin Phoenix, non a caso premiato per questa interpretazione con il Premio Oscar – sogna di diventare un cabarettista, nel frattempo lavora come clown per guadagnarsi da vivere. Soffre di una risata incontrollabile, che spesso viene fuori in momenti di tensione. Spesso bullizzato e ridicolizzato, reagisce alle provocazioni trasformandosi in un criminale, tanto odiato quanto invece acclamato dalla folla che lo vede come un oppresso che si ribella ai più ricchi al grido di “siamo tutti clown”. Gli ingredienti del drink interpretano la personalità del clown, riassumendo la trama del film. Il Seven Hills Italian Dry Gin rappresenta in pieno il protagonista: dal carattere deciso, con note delicate, quelle caratteristiche di sensibilità che il protagonista lascia intravedere pur nella sua follia. Il Bitter Pallini è la nota amara piena di sfaccettature, la goccia che porta al cambiamento. Il Limoncello Pallini, best seller dell’azienda romana e vincitore della Medaglia d’Oro allo Spirit Selection del Concours Mondial de Bruxelles 2020, rappresenta la scena-cult del film, quella del ballo sulle scale, improvvisato e irrefrenabile. Scriveva Impalà nella sua poesia: “Danzano felici le foglie di limone in cima alla collina dell’esistere”. Il vino bianco Grillo, siciliano, rappresenta la risata, talvolta incontrollabile, come quella di Arthur. Infine, una pennellata di pittura al bergamotto… il trucco che non andrà più via dalla faccia di Arthur Fleck.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: L’IMMORTALE

Carlo Dutto

ispirato a ‘L’Immortale’ di Marco D’Amore, 2019

Stefano Santucci, head barman dell’Hotel Hassler di Roma

INGREDIENTI:
2 cl Ramsbury Gin
2 cl Campari
2 cl Carpano Antica Formula
2 cl Spremuta di Melograno
2 gocce di sciroppo homemade al rosmarino

Bicchiere: Old Fashioned
Garnish: rametto di rosmarino, chicchi di melograno, grattata di pepe nero lungo del Bengala

PREPARAZIONE:
Preparazione direttamente con ghiaccio in the rocks in un bicchiere basso Old Fashioned, con aggiunta di una decorazione piccante di pepe nero del Bengala e, per bilanciare, l’aroma speziato del rosmarino e quello acidulo del melograno.ISPIRAZIONE:
Il cocktail è stato creato da Stefano Santucci per festeggiare i suoi primi 13 anni da Head Barman all’Hotel Hassler di Roma. L’ispirazione è il classico Negroni che proprio lo scorso anno festeggiava il Centesimo anniversario, drink italiano tra i più richiesti nel mondo. Quindi, per combinare i due anniversari, Santucci ha creato questo cocktail, nel menu tra gli special drink della carta dell’Hassler Bar. Un delizioso ed elegante cocktail bar quello dell’hotel Hassler di Roma, avvolto dai colori caldi del cuoio e del legno scuro, riporta indietro nel glamour degli anni Quaranta e ricorda un luogo dove si potrebbero incontrare per caso un Humphrey Bogart o una Audrey Hepburn che sorseggiano un cocktail. Ma anche l’attore Marco D’Amore e Quentin Tarantino, che hanno davvero avuto un incontro al bancone di questo bar in occasione di una visita di Tarantino a Roma per la promozione di un suo film. Da qui l’ispirazione di creare un twist del classico Negroni, intramontabile, “immortale”, proprio come la figura di Ciro Di Marzio, personaggio della serie Gomorra interpretato proprio da Marco D’Amore. Il Ramsbury Gin, inglese, dai toni floreali con finale rinfrescante e tono speziato si unisce quindi al bitter del Campari e al dolce del vermouth.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: VANILLA SKIN

Carlo Dutto
BARTENDER: Marco Riccetti, head bartender dell’Inside Restaurant & Cocktail Bar di Torin

INGREDIENTI
18 cl Rum Don Papa 7 anni
6 cl succo di maracuja
3 cl sciroppo di cocco
24 cl thè alla vaniglia
3 cl succo di limone
2 cucchiaini di zucchero bianco
Mirtilli, bacche di Goji
Succo di un quarto di limone o arancia
2 top di cannella in polvere

PREPARAZIONE:
Con la tecnica build, versare i succhi e lo sciroppo in una boule o un decanter, mescolare bene con un cucchiaino. Aggiungere due tazzine da caffè di thè alla vaniglia e, infine, una tazzina di Rum Don Papa. Riempire il bicchiere con del ghiaccio, versare il tutto e guarnire con una fetta di limone, quello usato per il succo. La ricetta per un drink di gruppo, da servire in una boule, prevede la stessa ricetta con le quantità moltiplicate per tre. 

IL DRINK:
Un twist, una rivisitazione del classico Punch, con il Don Papa Rum al centro. Forte del grande successo ottenuto fin dal suo lancio nel 2012 in alcune nazioni, il Rum Don Papa – il primo rum premium delle Filippine con lotti limitati e selezionati – ha in Italia, grazie al distributore Rinaldi1957, un trend di consumo che va oltre le più ottimistiche aspettative. Il bouquet che caratterizza Rum Don Papa sprigiona note di vaniglia, miele e frutta candita con una lunga e avvolgente trama gustativa nel finale, rimandando alle atmosfere dell’isola di Negros Occidentale, dove viene distillato e invecchiato per oltre sette anni in botti di rovere americano. Il rum è la perfetta rappresentazione del paesaggio lussureggiante e colorato dell’isola e l’irriverenza della storia di Papa Isio, l’eroe rivoluzionario che ha ispirato il nome di Don Papa. Nelle venature di Rum Don Papa si percepiscono la straordinaria flora e fauna, le montagne, i vulcani, gli animali esotici e le guerriglie del passato fra le colline di questo luogo, noto anche come Sugarlandia e considerato una delle più ricche e interessanti località al mondo.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: BORGO TRE CASE SLING

Carlo Dutto

ispirato a ‘Il ragazzo di campagna‘ di Castellano e Pipolo, 1984

Alessio Ciucci, bartender del Borgo La Chiaracia Resort & SPA, di Castel Giorgio (Terni)

INGREDIENTI:
3,5 cl Ginepraio Gin
1 cl bitter homemade con caffè di cicoria, scorze di arancia e boccioli di rosa
1,5 cl liquore alla ciliegia
4 cl succo di mela Fuji o Smith
2 cl succo di pompelmo

Bicchiere: highball
Garnish: bocciolo di rosa, due fettine di mela e cannella


PREPARAZIONE:

Per il bitter homemade, in 1 cl di bitter, lasciare per 5/10 minuti in infusione a freddo un cucchiaino caffè di cicoria in un barattolo sterile. Sostituire i chicchi di caffè di cicoria con 5- 8 boccioli di rosa (si trovano in erboristeria) e le scorze di un arancio e lasciare in infusione per 3-5 giorni, passati i quali infine si deve filtrare il tutto e il bitter aromatizzato è pronto. Versare quindi il Ginepraio Gin, il bitter e tutti gli altri ingredienti in uno shaker e agitare, senza ghiaccio. Versare in un bicchiere highball con ghiaccio e decorare con un bocciolo di rosa, due fettine di mela e una leggera spruzzata di cannella. IL DRINK:
Il cocktail Borgo Tre Case Sling è un twist ‘alla paesana’ del classico Singapore Sling (classe 1915),reinterpretato dal bartender Alessio Ciucci che si ispira al cult-movie Il ragazzo di campagna con protagonista Renato Pozzetto. Alessio si affida come ingrediente principale al Ginepraio, gin toscano biologico realizzato con tre varietà di ginepro: il Valtiberina, il Chianti e il Riviera – che cresce spontaneo in Maremma, in prossimità del mare. Gin, liquore alla ciliegia e il bitter aromatizzato homemade rappresentano le donne del protagonista, Artemio: sua madre, Maria Rosa (la ragazza che, secondo sua madre, Artemio doveva sposare) e Angela, la ragazza milanese di cui si invaghisce il protagonista, rappresentata anche dal frutto del peccato per eccellenza, la mela. Il suggerimento è di estrarre la mela Fuji, che rimane dolce e non farinosa. Il succo di pompelmo dona un tocco citrico al drink, che viene servito – TAAAC, direbbe il protagonista – in un bicchiere highball con della paglia intorno, a rappresentare la vita contadina di Artemio. Sottobicchiere e cannuccia facoltativa cartonati e TAAAC, il drink è servito!

Carlo Dutto

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Featured DRINK: NEGRONI ROOTS

Carlo Dutto
BARTENDER: Nicola Ruggiero, proprietario del ‘Katiuscia – Cocktail e altri rimedi‘ di Giovinazzo (Bari)

INGREDIENTI:
3 cl Seven Hills Italian Dry Gin
3 cl Vermouth Del Professore
2 cl bitter bianco
1,5 cl Amaro Snake Oil
Aria di caffè di cicoria homemade

Bicchiere: tumbler

PREPARAZIONE:
Per realizzare l’aria di caffe di cicoria homemade, utilizzare quella solubile, diluirla in acqua calda e aspettare che si raffreddi. Aggiungere della lecitina di soia e inglobarle, utilizzando un mixer a immersione. Quindi, con la tecnica dello stir & strain, versare in un mixing glass il Seven Hills Italian Dry Gin e tutti gli altri ingredienti – tranne l’aria di caffè di cicoria – e mescolare con del ghiaccio, fin quando il tutto si è raffreddato. Versare il composto in un tumbler alto, con un unico pezzo di ghiaccio rettangolare della dimensione del bicchiere e adagiare l’aria sul drink.

IL DRINK:
Il Negroni Roots di Nicola Ruggiero è un twist sul cocktail italiano più famoso nel mondo. Qui è declinato con protagonista assoluto il Seven Hills Italian Dry Gin, gin italiano che, grazie al suo carattere aromatico e fruttato risulta ingrediente ideale per il Negroni e i suoi sentori di camomilla romana e la freschezza del sedano, si legano perfettamente all’aria di caffè di cicoria. Il drink trae ispirazione dalla domanda se possa esistere o meno un alimento che rende invisibili. Nelle credenze popolari del Nord Europa, la cicoria era considerata una pianta magica, attraverso la quale si poteva arrivare al piacere dell’amore, a spezzare incantesimi, a diventare invulnerabili e anche invisibili! A Roma furono i medici Galeno e Plinio i primi a lodarne la pianta: il primo definendola ‘amica del fegato’, il secondo attribuendole preziose virtù rinfrescanti. Per ottenere questi effetti era però necessario dissotterrare la radice nel giorno di San Pietro e Paolo, avvalendosi di un pezzo d’oro o delle corna di un cervo. Fin dal Seicento la cicoria fu impiegata come surrogato del caffè e si diffuse anche grazie a Napoleone, quando vietò le importazioni di prodotti provenienti dall’Inghilterra e dalle sue colonie. Nella metà del Novecento era utilizzata in gastronomia – nelle minestre; in cosmesi – nelle maschere purificanti e in fitoterapia – nelle tisane digestive. I suoi fiori hanno la caratteristica di aprirsi al mattino sempre alla stessa ora e di chiudersi nella seconda parte del pomeriggio. Per questo, in alcune zone delle Alpi, la cicoria viene chiamata ‘orologio dei pastori’: quando i suoi fiori si chiudono, infatti, i montanari mungono le mucche al pascolo. Nel Negroni Roots il Vermouth Del Professore e il bitter bianco richiamano l’invisibilità, mentre lo Snake Oil è un amaro che si ispira ai finti rimedi miracolosi, spacciati dai ciarlatani che si fingevano medici.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: CORDIALE E CORTESE

Carlo Dutto
BARTENDER: Giovanni Torre, proprietario e bar manager di Circus Cocktail Bar, a Catania

INGREDIENTI:
60 ml cordiale homemade alcolico chiarificato di mela verde e alloro
Top Cortese Pure Tonic

Bicchiere: highball
Garnish: foglia di alloro

PREPARAZIONE:
Per il cordiale homemade: mettere sottovuoto zucchero, mela verde e alloro per un paio di giorni, ottenendo così uno sciroppo, quindi aggiungere del London Dry Gin e acido citrico. Il drink si prepara con la tecnica build: versare il cordiale homemade filtrato, quindi il top di Cortese Pure Tonic direttamente in un bicchiere highball ‘panciuto’, con un grosso cubotto di ghiaccio, miscelare delicatamente e servire. Decorare con una foglia di alloro.

IL DRINK: Il cocktail Cordiale e Cortese nasce dall’esigenza di adattarsi a questo periodo, che ha reso tutti vulnerabili, ma con una grande voglia di uscirne e di non mollare. Per questo e senza la possibilità di aprire, come di consueto, durante la notte, lo stesso bartender catanese Giovanni Torre, come tanti altri colleghi lungo tutto lo Stivale, ha aperto il suo cocktail bar dalla mattina al pomeriggio. Il drink altro non è che una rivisitazione del classico Gin Tonic, pensato in una variante ‘mattutina’, con un cordiale poco alcolico a base di mela verde e alloro al posto del gin e la Cortese Pure Tonic, prodotta in Italia da Bevande Futuriste, tonica naturale che contiene solo acqua, sali minerali, zucchero e autentico chinino naturale.

Carlo Dutto

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Featured ALIVE WITH THE SEASONS OF JAPAN

Carlo Dutto

Roku Gin lancia per la prima volta in Italia, una campagna di comunicazione a 360°

Nel 2021 Roku Gin, prodotto nuovo per il mercato italiano (lanciato nel 2018) lancia per la prima volta in Italia, una campagna di comunicazione a 360°. Questa nuova campagna ruota intorno alle stagioni del Giappone, di cui Roku è l’emblema. Il claim è semplice, chiaro, diretto, non c’è bisogno di altro: “Alive with seasons of Japan”. Il protagonista unico è questo Gin Giapponese, ROKU GIN. Per inciso, Roku Gin è un prodotto che fa parte del portafoglio Beam Suntory, distribuito in Italia da Stock Spirits Srl, di cui è il distributore unico ed esclusivo.

Perché Roku? Perché Beam Suntory e Stock investono su questo prodotto? Perché Roku nasce per essere vincente e ha tutti gli elementi per esserlo: è un gin premium, artigianale e prodotto con 6 botaniche giapponesi.

Perché il claim “Alive with seasons of Japan”? Perché Roku è fatto “con” e “dalle” stagioni del Giappone. Ogni sua goccia. Naturalmente per essere tale, non può essere come gli altri gin. C’è bisogno di 1 anno intero per raccogliere le 6 botaniche giapponesi che lo contraddistinguono. Inoltre, queste botaniche vengono raccolte nell’esatto momento dello “Shun”, ossia il momento di massima fioritura. In primavera vengono raccolti i fiori e le foglie di Sakura. In estate viene raccolto il tè Sencha e il tè Gyokuro, in autunno viene raccolto il pepe Sansho e in inverno viene raccolto lo Yuzu. Il meglio di ogni stagione, raccolto, infuso e distillato. Cosa ci dice Roku? Che la Natura è viva. Che il dono di ogni stagione è prezioso. Ci dice che lo “Shun” lo si può “catturare”, “sentire”. E che nel momento della condivisione, ogni Roku Drinker può avvicinarsi al proprio “Shun”

Roku è la tradizione di casa Suntory proiettata in epoca moderna. Il nostro gin infatti racchiude l’anima del primo gin giapponese presentato sul mercato. Era il 1936 quando un giovane Shinjiro Torii, fondatore di Suntory, disse “Un giorno, il gin prodotto in Giappone sarà amato in tutto il mondo” presentando Hermes Gin. Hermes era un gin senza compromessi, di stampo inglese, basato su 8 botanicals molto classici per la produzione di un buon gin. I master distiller di casa Suntory, creando Roku nel 2017, hanno voluto dare nuova vita al gin di Shinjiro Torii, avvalendosi degli elementi che la natura giapponese mette a disposizione. La missione è stata quella di valorizzare la ricetta originale, senza snaturarla, amplificando le caratteristiche intrinseche che già nel 1936 Gin Hermes esprimeva. Roku, l’ideogramma impresso sulla bottiglia, significa 6, come sei sono i botanicals giapponesi e raccolti a mano presenti nel nostro gin. Ogni botanical, raccolto durante lo shun, rappresenta una stagione e le quattro stagioni dell’anno rappresentano il legame indissolubile tra Roku e la natura giapponese. Lo shun è quello specifico momento dell’anno in cui un elemento della natura esprime le sue massime caratteristiche, e questo specifico momento è a volte racchiuso in poche giornate. Così sono i fiori e le foglie del Sakura, il famoso e coloratissimo ciliegio giapponese, che raccolte in sole due settimane l’anno, rappresentano la primavera, conferendo a Roku il suo appagante aroma floreale. Questi due botanicals vengono distillati in un alambicco di acciaio e sottovuoto, con la tecnica della distillazione a freddo. Questa tecnica permette di mantenere inalterate le delicatissime caratteristiche del Sakura. Il sakura è stato scelto per amplificare le note floreali già presenti nella ricetta originale, date dall’utilizzo dei semi di coriandolo. L’autunno è rappresentato dal pepe sansho, un pepe molto particolare che viene raccolto e distillato fresco. Questo, a differenza di quanto si possa immaginare, regala una speziatura agrumata e delicatamente pungente a Roku Gin. L’inverno è la stagione degli agrumi anche in Giappone, e per rappresentarlo viene utilizzato lo yuzu, tipico agrume giapponese dal profumo inebriante. Questo botanical viene distillato in un alambicco discontinuo di rame e viene utilizzato solo il cuore della distillazione, dove è presente la maggior concentrazione di olii aromatici. Pepe sansho e yuzu sono stati scelti per amplificare le note agrumate che Torii diede a gin Hermes utilizzando scorze di arancia amara e limone. Infine l’estate viene rappresentata dal tè verde. Vengono utilizzati due tipi di tè: il tè sencha e il tè gyokuro, che durante l’estate regalano il loro miglior raccolto, detto Summer Flush. È proprio durante la stagione estiva che le lunghe giornate assolate portano alla pianta di Camelia sinensis, la pianta del tè, il maggior apporto di clorofilla. Questi due tè conferiscono la nota erbacea e leggermente amaricante avvertibile sul finale. La scelta dell’utilizzo del tè viene presa per dare forza alle note leggermente amare e speziate che Torii aveva individuato utilizzando cannella, cardamomo e angelica.Il ginepro ovviamente rimane al centro della scena, proprio per evidenziare il retaggio di cui Roku è figlio.

Carlo Dutto

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Featured DRINK: ANCORA UNA VOLTA

Carlo Dutto
BARTENDER: Jonathan Bergamasco, bar manager di Portico 4 cafè & lounge bar di Vercelli

INGREDIENTI:
4 cl Liquore Strega
2 cl gin
1,5 cl succo di limone
1,5 cl miele di ginepro Honey Mix Dzenevrà
tre foglie di menta

Bicchiere: Tumbler basso
Garnish: menta fresca e zest di limone

PREPARAZIONE
Versare tutti gli ingredienti in uno shaker, aggiungere ghiaccio a cubi e shakerare energicamente. Filtrare il cocktail in un tumbler basso precedentemente raffreddato con ghiaccio e servire con ciuffo di menta fresca e zest di limone. 

IL DRINK
Drink realizzato da Jonathan Bergamasco per la finale del Premio Strega Mixology 2018 e presentato in anteprima assoluta durante la serata del Premio Strega letterario al Ninfeo di Valle Giulia a Roma nel luglio 2018. Per realizzare il drink a base di Liquore Strega, il bar manager di Portico 4 Cafè & Lounge Bar – novità dell’estate 2020 post-lockdown a Vercelli – ha attinto ai ricordi felici e agli affetti familiari, per ricordare da dove fosse partito. Utilizzando uno di quei ricordi d’infanzia che ti fanno dire ‘vorrei poterlo vivere ancora una volta’

Carlo Dutto

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Featured DRINK: QUADRILATERO ROMANO

Carlo Dutto
BARTENDER: Marco Riccetti, head bartender dell’Inside Restaurant & Cocktail Bar di Torino

INGREDIENTI
5 cl Don Papa Rum
3 cl Amaro Parej
1 cl OSCAR.697 Vermouth Rosso
1 cl Frangelico
2 cucchiai zucchero muscovado
q.b. soda

Bicchiere: Old Fashioned
Garnish: cioccolato e lamponi

PREPARAZIONE:
In un bicchiere Old Fashioned versare due cucchiai di zucchero muscovado e versare la soda, per sciogliere lo zucchero. Girare con un cucchiaio fino alla completa diluizione, aggiungere l’amaro, l’OSCAR.697 Vermouth Rosso , il Frangelico, aggiungere del ghiaccio, girare per diluire un poco, aggiungere il Rum Don Papa, girare nuovamente per amalgamare e guarnire con cacao a scaglie e lamponi freschi.

ISPIRAZIONE:
Il drink Quadrilatero Romano si ispira a una delle zone più famose di Torino, conosciuta anche come il “salotto” della città. L’uso dell’OSCAR.697 Vermouth Rosso è un richiamo al vino aromatizzato creato nel 1786 proprio a Torino, in onore della città, come la nocciola del Frangelico. E, a sostenere il tutto, troviamo il filippino rum Don Papa, che esprime al massimo la multi-etnicità del Mercato di Porta Palazzo, con tutte le sue spezie.

Carlo Dutto