Consigli e ricette

Non soltanto ricette, ma tutto ciò che le rende tali: esperienza, passione, perfezione. Tutto ha un perché e niente è lasciato al caso.

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: MALÈNA

Carlo Dutto

ispirato al film “Malèna”, di Giuseppe Tornatore, 2000

BARTENDER: Carmine Angelone, bar manager de La Fesseria di NapolI

INGREDIENTI:

60 ml di Seven Hills Italian Dry Gin
20 ml di succo di limone fresco
20 ml di sciroppo di mandorle
1 rondella di cetriolo pestato
2 dash angostura bitter

PREPARAZIONE:
Con la tecnica dello shake and strain, versare il succo di limone e lo sciroppo di mandorla nello shaker, pestare in quest’ultimo la rondella di cetriolo per poi terminare con Seven Hills Italian Dry Gin e due dash di angostura bitter. Prendere una coppetta ghiacciata, shakerare e versare con doppia filtrata.

ISPIRAZIONE:
La Sicilia, ambientazione del film di Tornatore con Monica Bellucci, è terra seducente, ricca di profumi inebrianti con la sua umanità meravigliosa… il contesto perfetto per bere un drink in riva al mare, perdendosi negli occhi di una donna dal carattere mediterraneo. E allora, via con i limoni del siracusano e la freschezza del cetriolo per dissetarsi in una calda giornata estiva, la dolcezza della mandorla, protagonista indiscussa della pasticceria sicula, il tutto legato dalla straordinaria struttura del Seven Hills Italian Dry Gin, che conferisce al drink quel carattere forte proprio della natura dell’isola.

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: KALAYAAN

Carlo Dutto

ispirato al film Ma’ Rosa, di Brillante Mendoza, 2016

BARTENDER: Jonathan Bergamasco, bar manager di Portico 4 cafè & lounge bar di Vercelli

INGREDIENTI
4,5 cl rum Don Papa
1,5 cl Sherbet di agrumi
1 cl sciroppo di zenzero homemade
Top di prosecco Valdobbiadene

Garnish: peel di limone

PREPARAZIONE
Raffreddare molto bene il bicchiere di servizio, quindi versare tutti gli ingredienti in uno shaker (eccetto il prosecco). Shakerare energicamente, con tecnica double strain nel bicchiere e completare con un top di prosecco, per bilanciare la dolcezza del rum Don Papa. Servire con un peel di limone.

ISPIRAZIONE
Un drink ispirato a San Valentino con un’anima dolce, ma decisa, come si vorrebbe sempre fosse il nostro amore, ma anche al film Ma’ Rosa del regista filippino Brillante Mendoza, vincitore del Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 2016 e scelto per rappresentare le Fillippine ai Premi Oscar 2017 nella categoria Miglior film in lingua straniera. L’ispirazione alle Filippine si ritrova anche nella storia della nascita del rum Don Papa, a cui è dedicato questo cocktail, all’amore che non sempre è tra uomo e donna, ma che può essere anche manifestato da un uomo – un eroe in questo caso – per la sua terra e per il suo popolo: l’amore che Dionisio Magbuelas (meglio conosciuto come Papa Isio) unì al senso di giustizia per portare alla liberazione le Filippine dalla dominazione spagnola. Amore è anche libertà.

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: MARY FLOWER

Carlo Dutto
BARTENDER: Gioacchino Coppola, bar manager del Riserva RoofTop di Napoli

INGREDIENTI:
40 ml Mezcal Los Siete Misterios Doba-Yej
15 ml Italicus rosolio di bergamotto
Top-up soda all’anguria e lime

Garnish: anguria e fiore

PREPARAZIONE:
Il drink si prepara con la tecnica build: versare il mezcal Los Siete Misterios e gli altri ingredienti direttamente nel bicchiere pieno di ghiaccio, mescolare delicatamente con un bar spoon e servire, decorando con dell’anguria fresca e un fiore.

IL DRINK:
Un cocktail perfetto per l’estate, il Mary Flower, realizzato da Gioacchino Coppola, bar manager di Riserva RoofTop, location lussuosa e suggestiva di recente apertura, con vista sul golfo di Napoli. Molto semplice nella sua realizzazione, il cocktail è dedicato dal bartender alla compagna, che spesso chiede un drink ‘fresco e non pesante’ e che ha nell’anguria uno dei suoi frutti preferiti. Un cocktail fresco da bere in spiaggia o nel dopo-cena, realizzato con il messicano Los Siete Misterios Doba-Yej, mezcal artigianale distillato in alambicco di rame, dal carattere sottile, prodotto cuocendo l’agave in forno interrato con legno e pietre di fiume e con la fresatura realizzata con la grande pietra tahona, trainata da cavallo. I suoi toni fruttati di limone e lime, le sue note lievemente affumicate di legni dolci, un leggero accenno di mirtilli e un finale che lascia una lunga scia di caramello con numerosi rimandi fruttati di agrumi lo rendono perfetto per i cocktail freschi e dal basso contenuto alcolico.

Ufficio stampa Pallini spa
Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: ONETWO

Carlo Dutto

ispirato al film “RocknRolla”, di Guy Ritchie, 2008

BARTENDER: Vasyl Voloshchuk, junior bartender di Zuma a Roma

INGREDIENTI:
2,5 cl Suntory Whisky Toki
2,5 cl Gosling’s Black Seal Rum
1 cl sciroppo al tabacco
2 gocce di Angostura Bitter

Bicchiere: Japanese Old Fashioned
Garnish: rim di carbone dolce

PREPARAZIONE:
Raffreddare il bicchiere con ghiaccio, quindi versare in un mixing glass tutti gli ingredienti, riempire con il ghiaccio il mixing glass, mescolare il drink e filtrare il contenuto nel bicchiere di servizio.

ISPIRAZIONE:
Il film da cui il barman ucraino trae ispirazione per il drink è RocknRolla, nella sua nuda e cruda realtà e ne cattura l’essenza legandosi nello specifico al personaggio Johnny Quid – interpretato da Toby Kebbell – e a un breve monologo in cui esamina le contraddizioni della vita, del bene e del male, e di come queste siano strettamente legate e, a volte, mascherate le une dalle altre. Il drink rispecchia proprio queste contraddizioni nella scelta del whisky giapponese Suntory Toki con un taglio di rum Gosling’s Black Seal, con le gocce di Bitter, amare, come sa essere la vita, con lo zucchero al tabacco, dolce, come sa essere la vita. Citando proprio Johnny Quid, “Ciò che inizia amaro finisce dolce e ciò che inizia dolce finisce amaro”…

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured CALABRIA: AMARO RUPES, IL NUOVO MODO DI BERE AMARO CALABRESE

Carlo Dutto

Premiato come Miglior Amaro al mondo ai World Liqueur Awards 2020, e recentemente insignito anche dei Premi World’s Best Herbal e Best Italian Herbal 2021, l’Amaro Rupes, dal carattere inconfondibilmente calabrese, deve il suo nome alla rupe nelle vicinanze di Roccella Ionica, dove, a fine Ottocento, l’avo dell’odierno proprietario preparava l’amaro clandestinamente. Gusto deciso, ma raffinato, l’Amaro Rupes racconta un territorio e le sue eccellenze, grazie alle trenta erbe officinali e aromatiche del luogo raccolte a mano, tra cui spiccano il finocchietto selvatico, le radici di liquirizia calabrese e l’alloro. Nella motivazione del premio viene descritto come ‘classico all’olfatto e gusto, con sfumature di erbe, lascia al palato una morbidezza composita. Sentori di cioccolatoallo zenzero e un’amarezza contenuta lo rendono ricco e allettante‘.

La metodologia a freddo prevede l’infusione di queste componenti botaniche in una soluzione idroalcolica per almeno venti giorni, in grandi tini d’acciaio e la successiva riduzione della gradazione alcolica, mediante l’aggiunta di acqua e zucchero. La macerazione consente di estrarre pienamente le proprietà delle erbe, conferendo all’Amaro Rupes freschezza, persistenza di gusto, carattere e gradevolezza al palato. Tale processo consente, inoltre, di estrarre i principi attivi amari che stimolano la digestione.

Un piacere da gustare in relax dopo i pasti o per serate da meditazione. Anche in miscelazione, con acqua frizzante o ghiaccio. Su tutto, il forte legame con il territorio: la storia e la ricetta dell’Amaro Rupes – nel portfolio distributivo italiano di Rinaldi 1957 – sono tramandate di generazione in generazione. La nascita dell’amaro, infatti, si collega al periodo dell’Unità d’Italia, pervasa dai moti carbonari. Tutto ha avuto inizio, infatti, intorno alla prima metà dell’Ottocento, ai piedi della famosa rupe di Roccella Ionica, anticamente nota come Amphisya. In questo luogo isolato, un giovane di nome Vincenzo, capostipite della famiglia Errigo, di notte distillava le erbe officinali raccolte ai piedi della parete rocciosa e, di nascosto, vendeva gli infusi agli amici più fidati. Gli ingredienti utilizzati e la modalità con cui realizzava il suo liquore sono racchiusi in una ricetta segreta, tramandatagli dalla madre. Una notte, durante una distillazione, conosce Pietro, giovane avvocato del luogo, che, a pochi passi, si riunisce con un gruppo di intellettuali patrioti, precursori dei moti carbonari. Vincenzo, inizialmente diffidente, pur non sapendo nulla degli argomenti di discussione del gruppo, accetta di far provare il suo infuso ai giovani: ogni tanto sente in lontananza Pietro chiamare il liquore ‘Rupes’, mentre insieme ai suoi amici alza il calice esclamando ‘Evviva la libertà‘, ‘Evviva la Patria‘. Da lì a poco, Pietro e i suoi amici vengono giustiziati pubblicamente e Vincenzo non sa dare una spiegazione a quelle morti. Custodisce gelosamente il segreto di quegli incontri notturni e, per paura, smette di produrre il suo Rupes. Il tempo passa e, prima di morire, strappa una promessa al figlio, dopo avergli raccontato di quei giovani e del loro sogno di libertà. La ricetta dell’amaro dovrà essere tramandata, ma il racconto di quelle riunioni dovrà rimanere un segreto, almeno per un secolo. La promessa viene mantenuta e la ricetta viene custodita gelosamente e tramandata di padre in figlio, per quattro generazioni.

SCHEDA TECNICA E NOTE DI DEGUSTAZIONE
Colore:
ambrato
Profumo: spiccate note erbacee in cui dominano il finocchietto selvatico e la liquirizia
Palato: fresco, grazie alle note di alloro, persistente e con una buona carica amara, dovuta alle erbe e alla non eccessiva quantità di zucchero
Finale: lungo e persistente, grazie alla liquirizia, esaltatore naturale di gusto
Volume: 28%
Formato: 70 cl e 100 clPer maggiori informazioni:
www.amarorupes.com
www.facebook.com/amarorupes
www.rinaldi1957.it
info@amarorupes.com

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured PIEMONTE: VERMOUTH DI TORINO CLASSICO DEL PROFESSORE

Carlo Dutto

L’aperitivo piemontese come da tradizione

Il Vermouth di Torino Classico Del Professore è un aperitivo pronto all’uso, in perfetto stile piemontese, che riporta in auge lo stile di vermouth in voga in Italia all’inizio del Diciannovesimo secolo. Il vino-base è impreziosito da erbe aromatiche e officinali, raccolte sui declivi alpini che contornano Torino, e da numerose spezie di origine esotica, come da tradizione. Un bouquet che comprende, quindi, sentori di agrumi, assenzio, genziana, vaniglia, menta, chiodi di garofano e macis. Un vermouth che ha la precisa ambizione di riappropriarsi del ruolo che deve competergli di aperitivo. È un prodotto vivo, in continua evoluzione, dalla vasca di infusione alla bottiglia. Ha colore ambrato, un complesso profumo di fiori, frutti maturi e spezie. Al palato offre una sottile sensazione in prezioso equilibrio tra dolcezza, note rinfrescanti di agrumi e cannella e un finale delicatamente amaro, di china e genziana. Un drink facile da realizzare, da servire puro o con ghiaccio, è il ‘Vermouth and Soda’, preparato con 5 cl di Vermouth di Torino Classico Del Professore, top di soda ghiacciata e zest di limone.

Il Vermouth di Torino Classico Del Professore fa parte di una gamma di prodotti premium dell’azienda Del Professore, nata nel 2013, dopo una lunga e minuziosa analisi storica e tecnica e grazie alla geniale creatività dei ragazzi del The Jerry Thomas Project di Roma, il primo speakeasy italiano e da anni tra i migliori cocktail bar del mondo. Realizzati in collaborazione con la distilleria Quaglia, i Vermouth Del Professore hanno nel tempo raggiunto una visibilità internazionale e fidelizzato un vasto pubblico di appassionati ed intenditori.

SCHEDA TECNICA E NOTE DI DEGUSTAZIONE:
Colore: ambrato
Profumo: bouquet di fiori, frutti maturi e spezie
Palato: dolcezza, con note rinfrescanti di agrumi e cannella
Finale: delicatamente amaro, di china e genziana
Volume: 18%
Formato: 75 cl
Prezzo medio al pubblico: 25 euro

Per maggiori informazioni:
www.delprofessore.it
sales@delprofessore.it
www.facebook.com/VermouthDelProfessore/
www.instagram.com/delprofessore/

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: COCO-RITA

Carlo Dutto
Jonathan Bergamasco, bar manager di Portico 4 cafè & lounge bar di Vercelli
 

INGREDIENTI:
40 ml tequila blanco
20 ml Batida de Côco Mangaroca
15 ml sciroppo d’ananas
15 ml succo di lime fresco

Bicchiere: coppa champagne
Garnish: crusta di sale al cocco e spicchio di lime opzionale

PREPARAZIONE:

Su metà della coppetta da margarita o coppa champagne precedentemente raffreddata, realizzare una crusta, bordatura di sale al cocco. Versare la Batida de Côco Mangaroca e gli altri ingredienti con del ghiaccio in un cobbler shaker e shakerare energicamente. Filtrare il tutto nella coppetta e completare, se si vuole, con uno spicchio di lime fresco.

IL DRINK:
Ultima creazione della signature drink list di Jonathan Bergamasco, già finalista al Premio Strega Mixology e bar manager di Portico 4 Cafè & Lounge Bar, novità dell’estate 2020 post-lockdown a Vercelli. Una drink list che permette di realizzare il giro del mondo in sei cocktail, per compiere viaggi a lungo negati dalla pandemia di Covid-19. Nello specifico, il Coco-Rita è un twist, una rivisitazione del classico Margarita, che riporta con il gusto alle spiagge del Messico e del Brasile. Basta chiudere gli occhi e assaporare il gusto vellutato e coinvolgente del drink, dato dalla Batida de Côco Mangaroca, liquore al cocco, cremoso e delicato prodotto sulla base della tipica ricetta brasiliana con latte, alcool e aromi di cocco.

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: SEND IN THE CLOWNS

Carlo Dutto

ispirato al film ‘Joker’, di Todd Phillips, 2019

Christian Costantino, Head Bartender del Marina Del Nettuno Lounge Bar di Messina

INGREDIENTI:
40 ml Seven Hills Italian Dry Gin
40 ml vino bianco Grillo
15 ml Bitter Pallini
15 ml Limoncello Pallini
Pennellata di pittura aromatizzata al bergamotto

Bicchiere: coppetta

PREPARAZIONE:
Con la tecnica dello stir and strain, versare tutti gli ingredienti in un mixing glass, aggiungere il ghiaccio e miscelare per una decina di secondi. Versare e filtrare il drink in una coppetta fredda. Completare con una pennellata di colore. Per la pittura al bergamotto: nebulizzare il colore alimentare con gli oli essenziali.

ISPIRAZIONE:
Il drink, ispirato al film Joker, prende il nome da “Send in the clowns“, una delle canzoni della colonna sonora, nella versione cantata da Frank Sinatra, che recita: “Se capita qualcosa di brutto, distraiti, non ci far caso, che entrino i pagliacci!“. I clown, coloro i quali hanno il compito di divertire gli spettatori, proprio come fa un buon cocktail. Joker, Arthur Fleck – interpretato da un incredibile Joaquin Phoenix, non a caso premiato per questa interpretazione con il Premio Oscar – sogna di diventare un cabarettista, nel frattempo lavora come clown per guadagnarsi da vivere. Soffre di una risata incontrollabile, che spesso viene fuori in momenti di tensione. Spesso bullizzato e ridicolizzato, reagisce alle provocazioni trasformandosi in un criminale, tanto odiato quanto invece acclamato dalla folla che lo vede come un oppresso che si ribella ai più ricchi al grido di “siamo tutti clown”. Gli ingredienti del drink interpretano la personalità del clown, riassumendo la trama del film. Il Seven Hills Italian Dry Gin rappresenta in pieno il protagonista: dal carattere deciso, con note delicate, quelle caratteristiche di sensibilità che il protagonista lascia intravedere pur nella sua follia. Il Bitter Pallini è la nota amara piena di sfaccettature, la goccia che porta al cambiamento. Il Limoncello Pallini, best seller dell’azienda romana e vincitore della Medaglia d’Oro allo Spirit Selection del Concours Mondial de Bruxelles 2020, rappresenta la scena-cult del film, quella del ballo sulle scale, improvvisato e irrefrenabile. Scriveva Impalà nella sua poesia: “Danzano felici le foglie di limone in cima alla collina dell’esistere”. Il vino bianco Grillo, siciliano, rappresenta la risata, talvolta incontrollabile, come quella di Arthur. Infine, una pennellata di pittura al bergamotto… il trucco che non andrà più via dalla faccia di Arthur Fleck.

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: L’IMMORTALE

Carlo Dutto

ispirato a ‘L’Immortale’ di Marco D’Amore, 2019

Stefano Santucci, head barman dell’Hotel Hassler di Roma

INGREDIENTI:
2 cl Ramsbury Gin
2 cl Campari
2 cl Carpano Antica Formula
2 cl Spremuta di Melograno
2 gocce di sciroppo homemade al rosmarino

Bicchiere: Old Fashioned
Garnish: rametto di rosmarino, chicchi di melograno, grattata di pepe nero lungo del Bengala

PREPARAZIONE:
Preparazione direttamente con ghiaccio in the rocks in un bicchiere basso Old Fashioned, con aggiunta di una decorazione piccante di pepe nero del Bengala e, per bilanciare, l’aroma speziato del rosmarino e quello acidulo del melograno.ISPIRAZIONE:
Il cocktail è stato creato da Stefano Santucci per festeggiare i suoi primi 13 anni da Head Barman all’Hotel Hassler di Roma. L’ispirazione è il classico Negroni che proprio lo scorso anno festeggiava il Centesimo anniversario, drink italiano tra i più richiesti nel mondo. Quindi, per combinare i due anniversari, Santucci ha creato questo cocktail, nel menu tra gli special drink della carta dell’Hassler Bar. Un delizioso ed elegante cocktail bar quello dell’hotel Hassler di Roma, avvolto dai colori caldi del cuoio e del legno scuro, riporta indietro nel glamour degli anni Quaranta e ricorda un luogo dove si potrebbero incontrare per caso un Humphrey Bogart o una Audrey Hepburn che sorseggiano un cocktail. Ma anche l’attore Marco D’Amore e Quentin Tarantino, che hanno davvero avuto un incontro al bancone di questo bar in occasione di una visita di Tarantino a Roma per la promozione di un suo film. Da qui l’ispirazione di creare un twist del classico Negroni, intramontabile, “immortale”, proprio come la figura di Ciro Di Marzio, personaggio della serie Gomorra interpretato proprio da Marco D’Amore. Il Ramsbury Gin, inglese, dai toni floreali con finale rinfrescante e tono speziato si unisce quindi al bitter del Campari e al dolce del vermouth.

Carlo Dutto

Consigli e ricette In evidenza

Featured DRINK: VANILLA SKIN

Carlo Dutto
BARTENDER: Marco Riccetti, head bartender dell’Inside Restaurant & Cocktail Bar di Torin

INGREDIENTI
18 cl Rum Don Papa 7 anni
6 cl succo di maracuja
3 cl sciroppo di cocco
24 cl thè alla vaniglia
3 cl succo di limone
2 cucchiaini di zucchero bianco
Mirtilli, bacche di Goji
Succo di un quarto di limone o arancia
2 top di cannella in polvere

PREPARAZIONE:
Con la tecnica build, versare i succhi e lo sciroppo in una boule o un decanter, mescolare bene con un cucchiaino. Aggiungere due tazzine da caffè di thè alla vaniglia e, infine, una tazzina di Rum Don Papa. Riempire il bicchiere con del ghiaccio, versare il tutto e guarnire con una fetta di limone, quello usato per il succo. La ricetta per un drink di gruppo, da servire in una boule, prevede la stessa ricetta con le quantità moltiplicate per tre. 

IL DRINK:
Un twist, una rivisitazione del classico Punch, con il Don Papa Rum al centro. Forte del grande successo ottenuto fin dal suo lancio nel 2012 in alcune nazioni, il Rum Don Papa – il primo rum premium delle Filippine con lotti limitati e selezionati – ha in Italia, grazie al distributore Rinaldi1957, un trend di consumo che va oltre le più ottimistiche aspettative. Il bouquet che caratterizza Rum Don Papa sprigiona note di vaniglia, miele e frutta candita con una lunga e avvolgente trama gustativa nel finale, rimandando alle atmosfere dell’isola di Negros Occidentale, dove viene distillato e invecchiato per oltre sette anni in botti di rovere americano. Il rum è la perfetta rappresentazione del paesaggio lussureggiante e colorato dell’isola e l’irriverenza della storia di Papa Isio, l’eroe rivoluzionario che ha ispirato il nome di Don Papa. Nelle venature di Rum Don Papa si percepiscono la straordinaria flora e fauna, le montagne, i vulcani, gli animali esotici e le guerriglie del passato fra le colline di questo luogo, noto anche come Sugarlandia e considerato una delle più ricche e interessanti località al mondo.

Carlo Dutto