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Non soltanto ricette, ma tutto ciò che le rende tali: esperienza, passione, perfezione. Tutto ha un perché e niente è lasciato al caso.

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Featured FAGOTTINI DI CARNE: un secondo gustoso, semplice e creativo!

Cristina Corrieri

Questi fagottini sono irresistibili, una volta capito l’astuto procedimento, tutto è da inventare: il contenuto del ripieno, la forma, la cottura. Si possono cuocere in forno, in padella, con un sugo di pomodoro. Tuttavia, l’ingrediente che non può mancare dentro la farcitura è il formaggio, meglio filante. Possiamo accontentarci del formaggio e basta, oppure aggiungere qualche verdura senza cottura preliminare: una manciata di foglie di spinaci freschi, di rucola, striscette di zucchina cruda, pezzetti di pomodoro maturo, ecc…

Nella ricetta di oggi, il formaggio è, certo, quello che dà morbidezza al fagottino. Ma l’incontro inaspettato e molto gradevole è con il cavolo bianco cappuccio che, tagliato a listarelle, conferisce croccantezza al ripieno senza coprire gli altri sapori.

Prepariamo un bel piano di lavoro, comunque non si sporcherà niente grazie all’aiuto quanto mai prezioso della carta da forno. Per le dosi, ci vorranno, per un fagottino a testa, circa 140 g. di carne mista tritata che saliamo e pepiamo leggermente. La stringiamo un po’ fra le mani e la mettiamo al centro di un foglio di carta da forno, per l’appunto. Ricopriamo con un altro foglio e la appiattiamo, fino allo spessore di un centimetro circa, dandogli una forma ovale. Togliamo il foglio e prendiamo una piccola manciata di strisce (lavate e sgocciolate) di cavolo cappuccio e le disponiamo solo su una metà della carne. Aggiungiamo una sottiletta, dei pezzetti di provola oppure di mozzarella e con l’aiuto della carta forno, ripieghiamo la metà vuota di carne sul ripieno. Sigilliamo un po’ i bordi con le dita e il gioco è fatto!

 Se decidiamo di cuocere in padella i nostri fagottini, mettiamo un filo di olio extra vergine d’oliva sul fondo e li facciamo dorare a fuoco medio-alto, quindi proseguiamo la cottura per altri venti minuti a fuoco dolce, con un coperchio, rigirandola solo una volta. Se optiamo per il forno, prendiamo una teglia rivestita con la carta che abbiamo usato per la preparazione dei fagottini e li mettiamo a cuocere a 180-200 gradi per circa mezz’ora.

Chi se l’immaginava un’alternativa alle classiche polpette, così gustosa e divertente? 

Maria Cristina

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Featured CONCHIGLIE ALLA ZUCCA, una pasta di stagione!

Cristina Corrieri

Nel pieno dell’autunno, in mezzo alla natura che dà spettacolo di sé con il fogliame degli alberi dalle mille sfumature di arancio, l’ortaggio principe è senz’altro la colorata zucca. Ricca di vitamine, oltre al suo spiccato gusto dolce, la sua caratteristica è di essere molto versatile, infatti la possiamo consumare in una zuppa, a pezzetti con altri ortaggi, in un vellutato, ridotta a crema, in un risotto, nella pasta al forno, anche in un dolce oppure semplicemente come contorno.

Nella grande distribuzione, ci hanno facilitato il lavoro: troviamo la zucca in barchette di polistirolo, già tagliata a spicchi o anche a pezzetti. La ricetta di oggi è semplicissima e veloce: una pasta corta, con zucca a pezzettini e salsiccia, alla quale si abbina perfettamente.

Per 4 persone, occorrono circa 250 gr di zucca, una salsiccia, mezza cipolla, un po’ di panna da cucina, parmigiano o altro formaggio.

Sminuzziamo la salsiccia e la facciamo cuocere a fuoco molto dolce in una padella. Intanto, prendiamo il tagliere, un bel coltello e facciamo a fette la mezza cipolla che uniamo alla salsiccia. Sempre sopra il tagliere, riduciamo la nostra zucca a pezzettini che mettiamo in padella. Insaporiamo con sale, pepe e anche della paprika. Poi alziamo un po’ la fiamma al fine di ottenere una leggera rosolatura, prima che i pezzetti di zucca perdano consistenza. A fuoco spento, aggiungiamo due cucchiai di panna da cucina e formaggio come parmigiano, taleggio o anche gorgonzola a pezzetti. Mescoliamo il tutto e aggiustiamo di sale se occorre. Nel frattempo, avremmo messo a cuocere le nostre conchiglie o altra pasta corta: non ci resta che versarci sopra il condimento e gustare questo piatto che unisce morbidezza e gusto!

Buon appetito

Maria Cristina

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Featured CAVOLETTI DI BRUXELLES: più buoni gratinati!

Cristina Corrieri

Diciamocelo, tra la famiglia dei cruciferi, questi piccoli ortaggi tondi, anche se intriganti, son destinati a chi ama il sapore caratteristico dei cavoli. Mentre la verza ad esempio, si cuoce solitamente insieme alle patate che addolciscono il tutto, i cavoletti di Bruxelles, vanno mangiati da soli: che fare allora per magari mitigarne il sapore, anzi renderli addirittura…gustosi? Insaporirli con pancetta, aggiungere provola, ricoprire con besciamella e far gratinare in forno…tutt’ un’altra cosa!

Per 2-3 persone:    

  • 400 g. di cavoletti di Bruxelles
  • Pancetta dolce: 4 fette fine
  • Provola: 2 fette spesse
  • Pan grattato: 4 cucchiai
  • Besciamella: burro, latte, farina.

Procedimento:
Pulire i nostri cavoletti, eliminando qualche fogliolina esterna e eventuali parti un po’ rovinate. Lavarli cosi come sono poi buttarli in acqua bollente, abbondante e già salata, cominciando dai più grossi. In totale, non più di dieci minuti di bollitura. Nel frattempo, tritiamo la pancetta e la facciamo appena rosolare dentro una padella, meglio un po’ fonda, con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e un po’ di burro. Uniamo i nostri cavoletti scolati e li facciamo insaporire, rimestando, aggiungiamo un cucchiaio di vino bianco. Passati cinque minuti, li mettiamo in una piccola teglia da forno imburrata.
Realizziamo ora la besciamella:
In un pentolino, facciamo sciogliere a fuoco basso l’equivalente di una noce di burro. Mescolando con una piccola frusta, aggiungiamo un cucchiaio colmo di farina, si formerà subito una palletta. Adesso versiamo un bicchiere di latte. Mescoliamo ancora bene per evitare i grumi, sembra impossibile invece dopo poco, vedremo la nostra besciamella bella omogenea. Insaporiamo con sale, pepe e noce moscata. Se ci sembra un po’ troppo compatta, possiamo aggiungere, anche adesso, un po’ di latte. Aspettiamo un minuto, sempre muniti di frusta e sempre a fuoco basso. È pronta.
Riprendiamo la teglia con i cavoletti, cospargiamo la superficie con del pangrattato, distribuiamo a pezzetti la provola o anche delle scagliette di parmigiano e versiamo infine la nostra besciamella che non deve per forza ricoprire tutto. Mettiamo in forno a 180 gradi per una ventina di minuti, comunque fino a doratura.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured BISCOTTI RUSTICI E FANTASIA

Cristina Corrieri

Cosa fare con un pugno di frutta secca oltre che, ovviamente… sgranocchiarsela lì per lì? Magari viene anche voglia di preparare qualche biscotto da servire questa sera, accompagnati da un bicchierino di vino liquoroso?In poco tempo, possiamo realizzare questi deliziosi biscotti rustici che, in questa versione, prevedono noci ed uvetta ma, con lo stesso impasto, possiamo sbizzarrirci sostituendoli con mandorle, nocciole, cioccolato fondente, ecc…tutto quello che l’autunno ci mette a disposizione!
Con la dose descritta qui sotto, questi biscotti hanno la giusta croccantezza. Se comunque li volete più morbidi, potete aggiungere un pizzico di lievito in più e anche qualche pezzetto di mela. Se li volete più “grezzi”, sostituite 50g di farina con farina di mais.

Per 20 biscotti:

  • 70 g di uvetta
  • 70 g di noci
  • 70 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 250 g di farina non troppo raffinata
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • 2 cucchiai di vino liquoroso

Per prima cosa, mettiamo l’uvetta in un colino abbastanza grande e la passiamo sotto l’acqua (meglio calda) del rubinetto, rimestando. Facciamo scolare e la lasciamo a bagno in due cucchiai di vin santo, passito o rum.
Prendiamo le noci e sul tagliere le spezzettiamo un po’ grossolanamente.
Ora, l’impasto. Con le mani o con il vostro robot, versiamo l’uovo intero, un pizzico di sale, lo zucchero e l’olio. Mescoliamo bene poi aggiungiamo tutta la farina ed il lievito. L’impasto dovrebbe risultare abbastanza duro da non appiccicarsi più. Infine uniamo le noci e l’uvetta.
Foderiamo la leccarda del forno o una altra teglia grande con carta forno con il trucchetto di inumidirne la superficie per far aderire bene la carta. Dividiamo il nostro impasto in due, poi ancora in due: ecco, ora abbiamo quattro mucchi, ognuno da dividere in cinque, in totale 20 mucchietti di pasta che trasferiamo man mano sulla teglia, ben distanziati tra loro. Mettiamo nel forno già caldo per 20 min a 160°. Serviamo quando i biscotti saranno completamente raffreddati.

Buon divertimento goloso!

Maria Cristina

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Featured SALMONE AL FORNO CON FINOCCHI: un binomio riuscito e semplice semplice!

Cristina Corrieri

Dei tranci di salmone fresco cotti sopra un letto di finocchi: un accostamento insolito e profumatissimo. Approfittiamo del gran ritorno del finocchio sui nostri mercati per utilizzarlo cotto al forno. Un ortaggio molto benefico, pochissime calorie: insieme al salmone, ricco di Omega 3, prepariamo, con poche mosse, una cena leggera ma molto gustosa. Non ci va di accendere il forno? Non c’è problema, il procedimento rimane lo stesso anche in padella, usando il coperchio, il piatto sarà solo meno “dorato”.

Ingredienti per 6 persone:

  • 6 tranci spessi di salmone
  • 2 finocchi
  • Olio extravergine d’oliva
  • Vino bianco

Lasciamo interi i finocchi, leviamo solo eventuali parti scure delle foglie e, tenendoli dalla base utilizziamo la mandolina (attenzione alle dita!! ma un bel coltello affilato andrà bene ugualmente), l’importante è ottenere delle fette sottili lasciando perdere il cuore centrale, duro. Lasciamo cadere le fettine in una ciotolona che poi riempiamo d’acqua e sciacquiamole velocemente. Scoliamo, ma non completamente poi nella stessa ciotola, condiamo i nostri ortaggi con olio extra vergine d’oliva, pepe e poco sale. Perché poco? Per il fatto che i finocchi “calano” molto in cottura e il sapore si concentra, sale compreso…
Rivestiamo una teglia da forno con carta oleata, ci distribuiamo gli ortaggi ed inforniamo a 160 gradi. Dovranno cuocere da soli per adesso, per 10 minuti.
Nel frattempo, prepariamo il pesce. Se abbiamo acquistato un pezzo di salmone fresco, passiamolo per prima cosa sotto il rubinetto, sfregandolo leggermente per eliminare le squame poi ricaviamo tranci spessi di almeno due centimetri. Se amiamo un pesce bello ripulito, con una pinzetta leviamo le lische che troviamo, poche, e se vogliamo anche il pezzo di lisca centrale.
Ora preleviamo la teglia dal forno e trasferiamo i tranci di salmone sopra il letto di finocchi, condiamo solo loro con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e una spruzzatina di vino bianco.
Alziamo a 180 gradi la temperatura del nostro forno e non tocchiamo più niente: in 30 minuti, il nostro piatto sarà cotto, avrà preso una leggera doratura e…lasciato in cucina un profumo delizioso!

Maria Cristina

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Featured FOGLIE DI SALVIA FRITTE: lo stuzzichino che non ti aspetti!

Cristina Corrieri

Volete sorprendere i vostri prossimi ospiti all’ora dell’aperitivo? Ecco un’idea originale, veloce e ancora di stagione. Basta avere a disposizione un pugno di foglie di salvia, preferibilmente quella a foglia larga.

Raccogliamo qualche cimetta di salvia con due-tre centimetri di gambo, per il quantitativo, diciamo una a testa ma se non c’è modo, vanno bene anche foglie singole. Tenendole per il gambo, le passiamo sotto l’acqua del rubinetto, sfregandole delicatamente e le lasciamo sgocciolare a testa in giù.
Intanto, prepariamo una pastella fatta con farina, birra fredda, sale e pepe. Possiamo sostituire senza problemi la birra con acqua: avremo un fritto solo meno “gonfio”.
Riprendiamo le nostre foglie di salvia che tamponiamo con della carta da cucina per assorbire l’umidità residua. Tenendo ogni cimetta per il gambo, le intingiamo nella pastella avendo cura di ricoprire tutta la superficie delle foglie: se abbiamo azzeccato la sua consistenza, la pastella aderisce bene e non cola. Se fosse il caso si può ancora rimediare aggiungendo poca farina, stando attenti a non creare grumi.
E adesso, massima concentrazione e tempismo! In una padella  profonda ma piuttosto piccola mettiamo a scaldare olio per frittura del tipo girasole o arachide. Portiamo l’olio ad una bella temperatura; un metodo per verificare se è giusta consiste nell’ immergere la punta di uno stuzzicadenti: appena tocca la superficie dell’olio, si formano tante mini bollicine, segno che possiamo iniziare a friggere.
Attenzione: la cottura delle foglie di salvia è molto veloce e non dobbiamo aspettare che dorino troppo, diventerebbero amare! Ecco perché è meglio usare una padella di piccole dimensioni (ma altina): introdurre pochi pezzi da friggere alla volta ci consente un maggior controllo.  Quindi, tuffiamo le nostre cimette, lasciamo un minuto poi le rigiriamo dall’altra parte. Un altro minuto poi scoliamo su carta assorbente. Aggiungiamo un pizzico di sale se necessario.
Le foglie di salvia fritte si possono degustare calde ma anche fredde. Un’avvertenza: se le state servendo man mano che le friggete, raggiungete velocemente i vostri ospiti… o non ne ritroverete nemmeno una!

Buon aperitivo!

Maria Cristina

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Featured MIX di POMODORI, ZUCCHINE, PEPERONI: un’unica cottura con tre idee colorate!

Cristina Corrieri

Vi è mai capitato che qualcuno vi regali, in piena estate, una borsa piena di zucchine raccolte nell’orto suo e a noi, molto grati per il gesto, un attimo dopo, ci mette in crisi il dover trovare loro una sistemazione?

Mentre, durante i mesi più caldi, la frutta si conserva facilmente a temperatura ambiente, controllando comunque spesso e rigirandola, gli ortaggi, a parte i pomodori che magari vogliamo lasciar maturare, vanno tenuti rigorosamente nel frigorifero, pena vederli avvizzirsi entro poco tempo. Ma cosa facciamo se durante questi mesi dell’abbondanza, le nostre verdure estive non entrano tutte nel nostro amato e prezioso elettrodomestico?  
Un sistema c’è. Se non abbiamo un’idea precisa di come cucinarle o una ricetta specifica, comunque occupiamoci subito di loro: anche se non consumati nell’immediato, una volta cotti, avranno ridotto il loro volume e avremo inoltre a disposizione un piatto di verdure miste di una versatilità… provvidenziale! Ovviamente, il primo uso in cucina è preparare un bel piatto colorato di questi ortaggi misti come contorno. In una padella capiente mettiamo due cucchiai di olio extra vergine d’oliva, uno spicchio di aglio schiacciato, anche non pelato. Lasciamo un minuto poi versiamo peperoni, zucchine, cipolle, melanzane: tutto a pezzetti (volendo anche patate o carote: buonissime) Leviamo lo spicchio d’aglio. Solo dopo un po’ uniamo i pomodorini, belli rossi. Saliamo, pepiamo e soprattutto giriamo spesso: i peperoni hanno la propensione malefica ad attaccare! A piacimento, aggiungiamo spezie e aromi, come ad esempio origano, timo, maggiorana ma anche basilico o prezzemolo (questi ultimi solo alla fine).
Per quanto riguarda la consistenza, se vogliamo un piatto stufato, più umido, tipo “ratatouille”, mettiamo un coperchio e ce lo lasciamo. Se preferiamo verdure più secche e dorate, lo mettiamo cinque minuti all’ inizio poi lo togliamo: tutti questi ortaggi rilasciano naturalmente acqua in cottura. Per questo meglio evitare di dover aggiungerne ma giocare sull’uso del coperchio e della fiamma.
Detto questo, quando gli ortaggi sono più di quattro, già non entrano più in una padella e quindi possiamo decidere di cuocerli molto comodamente in forno. Con l’ulteriore vantaggio di non dover star sempre a controllare, basterà rigirarli una volta o due con una paletta. La leccarda del forno oppure una teglia grande da pizza, rivestite di carta da forno sono perfette.
L’idea furba, dov’è? Utilizzare questi ortaggi già cotti per la preparazione di primi:

  • Come condimento di una pasta corta con magari l’aggiunta di passata di pomodoro che lasciamo dieci minuti a cuocere da sola per poi aggiungerla alle nostre verdure.
  • Dentro un risotto, volendo cotto con carne macinata, al quale per ultimo uniamo il nostro mix vegetale.
  • Infine, per preparare un delizioso couscous (come sulla foto) dove questi ortaggi sono di casa. Con l’aggiunta, per arricchire, di fave o ceci cotti, di salsiccia di pollo o di maiale. Senza scordare spezie come curcuma e peperoncino.

Un piccolo ma non trascurabile vantaggio per chi sta attento alla linea: questo modo di condire i primi ci consente di mangiare quello che mangia tutta la famiglia, ma di poter comodamente, nel nostro piatto personale, aumentare la proporzione di verdure rispetto ai cereali.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured LE NOSTRE PIANTE AROMATICHE: come farle sopravvivere?

Cristina Corrieri

Quando arriva l’estate, è difficile resistere alla tentazione di creare, anche per chi abita in appartamento,  un’angolo sul terrazzino o sul davanzale esterno di una finestra, dedicato alle piantine aromatiche che insaporiranno le nostre pietanze durante diversi mesi. E se sono pressoché indispensabili in cucina, contribuiscono anche a tenere a distanza gli insetti indesiderati della stagione calda. Che dire poi della gratificazione di raccogliere quei rametti, quelle foglioline fresche che abbiamo visto crescere di giorno in giorno?
Mentre prezzemolo e erba cipollina amano una collocazione ombreggiata, maggiorana, basilico, salvia rosmarino non temono il sole diretto. L’unica cosa indispensabile a tutte: annaffiarle quotidianamente, meglio dopo il tramonto. Per aiutarle, ovviamente, niente concime chimico ma possiamo ogni tanto versare nei nostri vasi dei fondi di caffè che reiquilibreranno il livello di acidità del terriccio.
Ma adesso, come fare, ora che le notti si sono rinfrescate notevolmente, a mantenerle vive?
Se avete avuta l’accortezza quest’estate di tagliare quello che vi serviva come si deve e cioè alla base del rametto, lasciandone solo un centimetro, avete ancora delle piantine in piena salute. Ogni tanto avete anche reciso più di un rametto per farli seccare ad esempio, come la maggiorana o l’origano, ma anche fatto un bel taglio a prezzemolo o erba cipollina, questo per favorire lo sviluppo di nuoni rametti e foglie e mantenere la vostra pianta bella folta. Come conservare queste ultime? Dentro un vasetto d’acqua per qualche giorno oppure sott’olio (in questa rubrica potete ritrovare un’articolo che parla della conservazione del prezzemolo)

Prendiamo ad esempio il basilico: se ormai è troppo tardi perchè già sta soffrendo per il cambio di temperatura, tenete a mente questi consigli …per l’anno prossimo. Appena vediamo che I rametti crescono troppo in alto e sviluppano inflorescenze, ne scegliamo uno o due che tagliamo lasciando solo due foglioline. Non ci serve tutto? perfetto! mettiamo il ramo avanzato in un vasetto d’acqua: si manterrà fresco per giorni poi, sorpresa…abbiamo creato senza volerlo una talea che non chiede altro che diventare una vera pianta! In effetti, dopo circa una settimana in acqua spuntano dalla base del rametto delle radici molto vigorose. Se succede, non esitate a ripiantarla in terra magari nello stesso vaso di origine e vedrete come svilupperà in fretta, molto più efficacemente che se avessimo semplicemente interrato il rametto appena tagliato. Se ancora volete provarci, piantatela in un vaso da tenere ormai in casa: la nuova piantina di basilico ha bisogno di caldo per attecchire e mantenersi bella fresca.
Che fare con le altre piante aromatiche quando il freddo arriverà? Se abitate in zone dove le temperature scendono facilmente sotto lo zero d’inverno, non aspettate che muoiano.
Rosmarino e salvia possono restare fuori, magari in un’angolino riparato o con il vaso (non tutta la pianta!) avvolto in uno strato di plastica da imballaggio, tipo “mille bolle”: ricordiamoci che una stessa pianta soffre di più il freddo (e il caldo) in vaso che se vive nel suolo.
Trovate invece un riparo per le altre piantine, più delicate; se avete usato quest’estate dei vasi di dimensioni contenute, spostateli e collocateli in casa o in garage, in un posto fresco, luminoso ed arieggiato. Prezzemolo, maggiorana, menta, erba cipollina, ecc, non avranno il vigore passato ma comunque continueranno a crescere…e a rendersi utili in cucina!

Buon cambio di stagione!

Maria Cristina

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Featured TORTA SALATA…con quello che c’è!

Cristina Corrieri

Mai capitato di ritrovarsi ospiti all’ultimo momento? Ecco allora un’idea salva cena e che vi farà fare un’ottima figura. Basta aver in frigo uno o due rotoli di pasta sfoglia, pasta brisée o pasta da pizza ed è fatta.
Ovviamente per il ripieno, qualcos’altro ci vuole: verdure come zucchine, pomodori secchi, radicchio, porri, cipolle, ecc…Del formaggio come fontina, scamorza, taleggio o anche parmigiano. Infine volendo, qualche affettato come prosciutto cotto, crudo, pancetta fine, speck ma anche salsiccia sbriciolata o wurstel. Adesso ci resta solo da creare un abbinamento a piacere.
Un consiglio: se si affettano finemente le verdure, inutile cuocerle prima in padella, perderebbero già un po’ dei loro nutrienti e comunque quando faranno parte del ripieno della torta salata, la cottura in forno è sufficiente.
Un ulteriore (ed ovvio) suggerimento: se avete tempo, fate voi l’impasto, è di certo più buono. Ma qui, stavamo parlando di una cena express, quindi della pasta fatta in casa, ci occuperemo un’altra volta…
La ricetta di oggi è un classico che piace a tutti i palati ma che propone una sfiziosità. Ci vogliono 15 minuti per la preparazione, mezz’ora per la cottura.

Per questa TORTA ALLE ZUCCHINE, SPECK E SCAMORZA, ci occorrono:

  • 2 rotoli di pasta brisée
  • 1 grossa zucchina
  • mezza cipolla
  • 100 g di speck a fette fine
  • 100 g di scamorza bianca
  • 1 uovo piccolo

 Affettiamo per il lungo la zucchina poi tagliamola a fette di ½ cm di spessore. Facciamo a fette fini la mezza cipolla. Uniamo le due verdure in una grande ciotola e condiamo leggermente con sale e pepe.
Prendiamo il primo rotolo di pasta brisée e con il suo foglio, lo adagiamo in una teglia da pizza o da crostata di circa 32 cm di diametro. Bucherelliamo la superficie con una forchetta e ci disponiamo le verdure. Distribuiamo sopra le fette di speck ed infine la scamorza a fette anch’essa.  Per finire, ricopriamo con la seconda sfoglia di pasta facendo aderire per bene i bordi. Bucherelliamo anche questa. Spennelliamo con un uovo sbattuto e facciamo cadere un mix di semi del tipo sesamo, lino, girasole, papavero che “arrostiranno” un po’ in cottura, dando quella gradita croccantezza.
Mettiamo nel forno preriscaldato a cuocere per circa trenta minuti, a 180°.

Un accorgimento: usare il ripiano basso del forno perché, mentre la superficie della torta non tarderà a dorare, la base rimane “molliccia” più a lungo a causa dell’umidità rilasciata dalle verdure del ripieno, quindi è importante assicurarsi che il fondo prenda colore anch’esso, sollevando la torta ogni tanto e, se serve, coprire il sopra della torta con un foglio d’alluminio per rallentarne la doratura.

Buon appetito!

Maria Cristina

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Featured OSSO BUCO DI TACCHINO CON SPICCHI DI CARCIOFI

Cristina Corrieri

Chi pensa che i piselli siano il classico e unico abbinamento possibile alle fette di ossobuco potrebbe ricredersi: provate questa ricetta, semplice e molto gustosa. Gli spicchi di carciofi danno una nota fresca al piatto ma anch’essi sono avvolti dalla salsa che si forma durante la cottura della carne.

Ingredienti per quattro persone:

  • quattro belle fette di ossobuco di tacchino
  • una cipolla piccola
  • una dozzina di spicchi di carciofi congelati
  • farina, olio extravergine d’oliva, sale e pepe
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco

Prendete le fette di osso buco e per prima cosa, passatele sotto l’acqua, sfregando un po’ per eliminare eventuali frammenti di osso. Lasciate sgocciolare.

In una padella capiente o un tegame largo fate appassire la cipolla tagliata a fettine in poco olio extra vergine d’oliva, a fuoco molto dolce.

Nel frattempo, tamponate leggermente le fette di carne con carta assorbente, salate e pepate entrambi i lati, infine infarinateli. Ora togliete le cipolle dalla padella e tenetele da parte. Di nuovo versare due cucchiai di olio nella stessa padella e, appena caldo, disponetevi le fette di tacchino. A fuoco medio, lasciate che si dorino da entrambi i lati, dopodiché sfumate con il vino. Riprendete le cipolle e unitele alla carne. Mettete un coperchio e proseguite la cottura per una quarantina di minuti, rigirando delicatamente ogni tanto i pezzi di tacchino, badando a lasciare sempre un fondo di cottura.

 Adesso occupiamoci dei carciofi: prendete gli spicchi congelati, buttateli in acqua bollente salata per cinque minuti, fateli sgocciolare ed aggiungeteli alla carne dieci minuti prima della fine della cottura prevista.

Servite caldo, accompagnando volendo con degli spicchi di limone.

Buon appetito!

Maria Cristina