Scopriamo le modalità per stabilire in condominio le modalità di accensione del riscaldamento
Anche se l’estate è stata particolarmente calda e le temperature stentano a scendere un po’ ovunque non mancano molte settimane all’accensione dei riscaldamenti, almeno in alcune zone d’Italia.
La gestione del riscaldamento centralizzato rappresenta uno degli aspetti più delicati della vita condominiale, poiché incide sul comfort abitativo e sui costi sostenuti dai proprietari e dagli inquilini. Una delle questioni più frequenti riguarda la definizione delle fasce orarie di accensione dell’impianto: chi può decidere gli orari e con quali modalità?
Nei condomini dotati di impianto di riscaldamento centralizzato, la determinazione degli orari di funzionamento rientra generalmente tra le competenze dell’assemblea condominiale. I condomini, riuniti in assemblea, possono infatti deliberare il calendario e le fasce orarie di accensione nel rispetto delle norme di legge e dei limiti previsti dalla regolamentazione nazionale e locale.
La disciplina generale è contenuta nella normativa sul contenimento dei consumi energetici, che suddivide il territorio italiano in diverse zone climatiche. Per ciascuna zona sono stabiliti il periodo annuale durante il quale il riscaldamento può essere acceso e il numero massimo di ore giornaliere consentite. Entro tali limiti, il condominio ha la possibilità di organizzare il funzionamento dell’impianto in base alle esigenze dei residenti.
L’assemblea può approvare una programmazione giornaliera che tenga conto delle abitudini della maggioranza dei condomini. Ad esempio, è frequente prevedere l’accensione nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio o nelle ore serali, quando gli appartamenti sono maggiormente occupati. La scelta deve però garantire un equilibrio tra comfort e contenimento delle spese energetiche.
L’amministratore svolge un ruolo di esecuzione delle decisioni assembleari. Una volta approvati gli orari, provvede a farli rispettare e a impartire eventuali istruzioni alla ditta incaricata della gestione e manutenzione dell’impianto. In assenza di una specifica delibera, può intervenire per gestire situazioni ordinarie o adeguare temporaneamente il funzionamento alle condizioni climatiche, sempre nel rispetto delle disposizioni vigenti e del regolamento condominiale.
Quando emergono esigenze particolari, l’assemblea può modificare le fasce orarie già stabilite. La proposta può provenire dall’amministratore o da uno o più condomini che ritengano necessario un diverso assetto. La richiesta viene discussa durante l’assemblea e sottoposta a votazione secondo le maggioranze previste dal Codice civile per la gestione dei servizi comuni.
La presenza di sistemi di termoregolazione individuale e contabilizzazione del calore ha inoltre modificato l’approccio alla gestione del riscaldamento. In molti edifici, infatti, ogni condomino può regolare la temperatura dei propri radiatori tramite valvole termostatiche. Ciò consente una maggiore autonomia individuale e riduce l’impatto delle decisioni collettive sugli orari di accensione, pur restando necessario rispettare il funzionamento generale dell’impianto centralizzato.
In caso di disaccordi tra i condomini, la soluzione deve essere ricercata attraverso il confronto assembleare. Le preferenze personali non possono prevalere automaticamente sull’interesse collettivo. Per questo motivo è opportuno individuare fasce orarie che soddisfino, per quanto possibile, le esigenze della maggioranza, evitando sprechi energetici e garantendo condizioni di vivibilità adeguate a tutti gli occupanti dell’edificio.
La definizione degli orari di accensione del riscaldamento costituisce dunque una decisione di interesse comune che deve essere assunta in assemblea, nel rispetto della normativa vigente e dei principi di buona gestione condominiale. Una programmazione equilibrata permette di conciliare comfort, efficienza energetica e contenimento dei costi, contribuendo a una convivenza più serena tra i residenti.
Manuela Margilio


