Si sono chiusi domenica 28 settembre i Campionati mondiali di ciclismo su strada di Kigali 2025
Con la seconda vittoria consecutiva di Tadej Pogacar, si sono chiusi domenica 28 settembre i Campionati mondiali di ciclismo su strada di Kigali 2025. Un’edizione storica questa perché rappresenta la prima assoluta in terra africana per gli elite (nel 1986 furono organizzati quelli juniores in Marocco), con un entusiasmo locale e un’organizzazione di alto livello ma anche con percorsi impegnativi e spettacolari. Pogacar ha vinto come da pronostico il titolo in linea “vendicando” l’onta patita nella cronometro col sorpasso subito da Evenepoel (partito due minuti e mezzo dopo), l’immagine simbolo di questo mondiale. Per lo sloveno anche il record di essere il primo a vincere nella stessa stagione, mondiale, grande giro e classica monumento per due anni consecutivi.
Se per Pogacar il pronostico è stato rispettato (anche col secondo posto di Evenepoel e il terzo di Healy), così non è stato al femminile dove un attacco di otto cicliste al momento giusto ha permesso a Magdeleine Vallieres, canadese di 24 anni con un solo trofeo in bacheca, di vincere un titolo storico e inatteso.
La spedizione italiana ha vissuto luci e ombre: cronometro elite deludenti, un bel sesto posto di Ciccone nella gara in linea vinta da Pogacar, solo quindicesima Longo Borghini in quella femminile (come tutte le big troppo attendiste). Le gioie invece sono arrivate dai giovani: ha iniziato Federica Venturelli con il bronzo nella cronometro femminile Under-23 e ha chiuso Cantal Pegolo che ha colto l’argento nella corsa in linea Juniores femminile. In mezzo soprattutto è arrivato il titolo iridato Under-23 in linea di Lorenzo Mark Finn, talento cristallino già campione mondiale juniores lo scorso anno a Zurigo. Un capolavoro il suo con un attacco solitario (come lo scorso anno) che fa ben sperare per il futuro delle classiche e dei grandi giri: primo anno di categoria, era il più giovane in gara ma ha corso come un veterano, dimostrando una caratura superiore ai rivali.
Daniele Capello


