A Montreal, un circuito ricco di strappi, l’assenza delle radioline (e forse anche quella del supercampione Pogacar) ha reso le due gare elite appassionanti
I mondiali di ciclismo su strada di Montreal 2026 sono stati i più spettacolari degli ultimi anni. Un circuito ricco di strappi, l’assenza delle radioline e forse anche quella del supercampione Pogacar (ma tra le donne c’era Vollering) ha reso le due gare elite appassionanti, anche se diverse nello svolgimento.
La gara femminile ha visto i Paesi Bassi tirare a fondo, ma la selezione principale arriva per una caduta che ha spezzato il gruppo (circa 30 davanti), eliminando alcune big come Blasi e Pienaar. Poi a 40 km dal traguardo Vollering ha attaccato in solitaria. Sembrava fatta ma le inseguitrici, tra cui la nostra Longo Borghini e la polacca Niewiadoma rientrano su di lei. L’azzurra soffre nel finale ma prova un attacco a tutta alla fine del penultimo giro, viene superata dalle due rivali ma sul rettilineo finale quasi rientra, ma con Reusser (vincitrice della cronometro) dietro che stava riprendendola a sua volta: la volata premia Vollering, che dopo Giro e Tour (e europeo 2025), conquista il titolo iridato per la prima volta. Per Longo Borghini invece arriva il bronzo.
Nella gara maschile le danze iniziano a 100 dalla fine, con Van der Poel che attacca e distrugge il gruppo: è anarchia totale, con attacchi continui e gruppetti che si formano e si disfano, corridori che si staccano e poi rientrano (come Evenepoel, dominatore della cronometri, che fa l’elastico per tutta la gara) e poi a 35 dalla fine l’attacco chirurgico di Brandon McNulty che se ne va da solo, mentre dietro si prova a ricucire (molto attivo anche il nostro Ciccone), ma senza riuscirvi. Vittoria a sorpresa per lo statunitense, ma non troppo: non era tra i primi favoriti ma qui lo scorso anno vinse il Grand Prix di Montreal e quest’anno ha chiuso terzo, sul medesimo circuito.
Mondiale positivo per l’Italia con un oro (Staffetta mista con Ganna, Cattaneo, Sobrero, Longo Borghini, Trinca Colonel e Guazzini), tre argenti (Ganna e Milesi nelle crono elite, Rossignoli nel gara in linea femmine juniores) e il già citato bronzo di Longo Borghini: cinque medaglie come a Zurigo 2024.
Daniele Capello


