Sono diverse le specie di averle presenti ma non nidificanti in Italia
Sono diverse le specie di averle presenti ma non nidificanti in Italia. La più comune è l’Averla maggiore (Larus excubitor), comune svernante nelle aree settentrionali (dove in passato era ritenuta nidificante occasionale) e più localizzata in quelle centrali. È simile all’Averla cenerina, con parti inferiori però candide e mascherina più sottile.
Ancora più simile alla cenerina è l’Averla meridionale (L. meridionalis), specie recentemente separata dalla maggiore e distribuita in Europa meridionale; in Italia è considerata da poco migratore e svernante irregolare. Sia nella maggiore che nella meridionale esistono diverse sottospecie europee e asiatiche che possono capitare occasionalmente in Italia, rendendo più complicato il riconoscimento.
Accidentali sono invece le altre specie: Averla codirossa (L. phoenicuroides) e Averla isabellina (L. isabellinus), fino a pochi anni fa considerate due sottospecie della seconda (piumaggio grigio superiormente e chiaro interiormente e coda rossiccia) e l’Averla bruna (L. cristatus), al piumaggio più bruno-rossiccio delle precedenti. Una difficoltà ulteriore nel riconoscere queste specie, oltre alla scarsa confidenza dovuta alla rarità, è il fatto che spesso si tratta di individui giovani, quindi ancora più difficili da determinare. Infine la new-entry in Italia, l’Averla mascherata (L. nubicus), osservata per la prima volta in Aspromonte nel 2017: nidifica in Europa centromeridionale (in Grecia l’area più vicina a noi) ed è inconfondibile per il piumaggio bianco e nero (mascherina compresa) e i fianchi aranciati.
Daniele Capello


