Vigna terapeutica un supporto per la riabilitazione di pazienti affetti da disabilità
Con una comunicazione Ansa del 7 settembre 2026 si dà notizia di una prima vigna terapeutica in ambiente ospedaliero. La location, nello specifico, è nel parco dell’ospedale pubblico San Luigi di Orbassano a Torino e la vigna porta il nome di “Rivìtere”. La pianta della vite, dunque, entra nei percorsi di cura per attività riabilitative.
Il target di persone a cui si rivolge questo spazio, citando l’Ansa, è costituito da “pazienti con disabilità neurologiche, persone affette da patologie oncologiche e croniche”. Il primo elemento di novità che salta subito all’occhio è il fatto che una vera e propria vigna venga integrata con finalità terapeutiche nell’area afferente ad un ospedale pubblico italiano.
Scendendo più nel dettaglio, l’obiettivo che lo spazio si propone di raggiungere è, citando testualmente, “integrare i percorsi terapeutici ospedalieri con attività a contatto con la natura, favorendo movimento, autonomia, manualità, equilibrio, orientamento e relazione”. Una mission piuttosto interessante considerate anche le caratteristiche degli spazi di cui si compone la vigna. L’area verde si estende infatti su circa “900 metri quadrati, si compone di sei aree di vigna hi-tech e un’area sensoriale con varietà aromatiche e vegetazione dedicata alle attività terapeutiche”.
Il progetto pilota introduce anche “sensori IoT per il monitoraggio ambientale e una dashboard digitale per la raccolta e l’analisi dei dati” è sempre il comunicato a dettagliare. Il focus finale sarà dare vita ad evidenze scientifiche sul valore della riabilitazione in ambiente naturale. Del resto, prendendo a prestito quanto dichiarato dai rappresentanti delle istituzioni intervistati, “Innovare in sanità significa anche immaginare nuovi modi di prendersi cura delle persone”.
Maria Teresa Biscarini


