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Arte & Cultura

Il Sacrario di Redipuglia, simbolo della Grande Guerra

Redipuglia è un comune friulano, in provincia di Gorizia, il suo nome è ormai legato soprattutto al Sacrario Militare di Redipuglia, uno dei principali pilastri della memoria nazionale italiana per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale.

Un’architettura pensata per guardare verso l’alto

Il sito monumentale di Redipuglia richiama la comprensione collettiva delle sofferenze, dei sacrifici e del prezzo della libertà sostenuti dai soldati italiani lungo il fronte dell’Isonzo durante gli anni 1915-1917 e oltre.

Inaugurato nel 1938 sul Monte Sei Busi, nel cuore del Carso goriziano, il Sacrario racconta la Prima guerra mondiale attraverso un linguaggio architettonico solenne, essenziale e al tempo stesso potentemente scenografico.

L’intero complesso fu progettato dall’architetto Giovanni Greppi e dallo scultore e designer Giannino Castiglioni, che scelsero una struttura capace di evocare, nella forma e nella prospettiva, l’ascesa e il sacrificio collettivo.

Il cuore del Sacrario è costituito da ventidue gradoni paralleli, larghi quanto l’intera collina e disposti in modo da creare una gigantesca scalinata ascensionale.

Ogni gradone ospita migliaia di sepolture di soldati caduti nelle battaglie dell’Isonzo.

Le tombe non sono individualizzate da lapidi alte o elementi verticali: i nomi sono incisi direttamente nella pietra, in modo uniforme, creando un insieme compatto e visivamente potente.

È un’architettura che rinuncia al singolo per restituire l’immagine dell’esercito come corpo collettivo: un’unica marea di pietra che sale verso la cima.

Il visitatore, dal piazzale d’ingresso, percepisce subito questa monumentalità orizzontale che avanza verso l’alto come un’onda solenne.

I gradoni creano un effetto prospettico che guida lo sguardo fino al culmine del complesso, dove si trovano le statue monumentali dei Tre Fanti, figure bronzee alte oltre 7 metri, simbolo delle tre Armi dell’esercito italiano.

Il Piazzale d’Onore, la Via Eroica e il Parco del vecchio Cimitero di Guerra

L’accesso al Sacrario avviene attraverso il Piazzale d’Onore, dominato da due elementi simbolici: la Tomba del Duca d’Aosta, comandante della Terza Armata, e la grande iscrizione “Presente”, che accompagna ogni gradone.

Dal piazzale parte la Via Eroica, un lungo viale lastricato fiancheggiato da cippi in pietra carsica, ciascuno dedicato ai luoghi chiave del fronte isontino.

Salendo verso la sommità, la struttura alterna linee geometriche rigorose a dettagli simbolici. La pietra chiara crea un forte contrasto con il paesaggio carsico circostante.

Alla fine dell’ultimo gradone si apre la zona superiore del Sacrario con le tre statue bronzee dei Fanti, la cappella votiva e una terrazza panoramica.

Accanto al grande Sacrario moderno si trova il cimitero storico del 1916, voluto dal Duca d’Aosta. Questo cimitero più antico, realizzato con semplici file di croci, è stato integrato nel percorso di visita.

Perché visitarlo

Il Sacrario di Redipuglia non è un luogo che si guarda soltanto: è un luogo che si attraversa. Ogni suo elemento è pensato per accompagnare il visitatore in un percorso ascensionale, fisico e mentale. Visitare Redipuglia significa camminare dentro un paesaggio storico, infatti, il Sacrario sorge su un tratto di Carso che conserva gallerie, trincee e crateri delle battaglie.

Anche chi non ha familiarità con la Grande Guerra, trova in questo monumento una sintesi visiva potente: il passaggio dalla memoria individuale a quella collettiva, dalla pietra alla luce.

In un’epoca come la nostra, dove si continua a parlare di guerre, una visita a questo monumento simbolo della sofferenza causata dalla Prima Guerra Mondiale, dove sono custodite le spoglie di centomila soldati italiani caduti, potrebbe far capire a molti la follia delle guerre.

Rosa Maria Garofalo

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