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Arte & Cultura

Addio a Peppino Di Capri, il romantico cantore

Nelle scorse settimane è deceduto Peppino di Capri, una delle voci più riconosciute nel panorama musicale italiano

E così il 2026 si è portato via anche Peppino di Capri, una delle voci più popolari e apprezzate nel panorama canoro italiano. Lo scorso 11 luglio il cuore di questo artista si è fermato per sempre, ma non si sono fermate le atmosfere musicali che Di Capri ha scritto e suonato in, pensate un po’, ben 73 anni di carriera. Infatti iniziò ad esibisri, con il compaesano Ettore Falconieri, nel 1953: quest’utimo aveva 19 anni, Peppino solo 14. Li chiamvano il Duo Caprese e intrattenevano i turisti nei locali dell’isola dei Faraglioni con brani in dialetto napoletano che si alternavano a sonorità nuove per allora, che arrivavano dagli Stati Uniti.

Tra poco cadrà il 70° anniversario dal debutto televisivo di Peppino Di Capri, visto che nell’agosto 1956 apparì (con Falconieri) nella trasmissione televisiva della Rai “Primo Applauso”, condotta da Enzo Tortora.    

Peppino Di Capri, all’anagrafe faceva Giuseppe Faiella, era nato nelle Perla del Golfo di Napoli il 27 luglio 1939 e, nel 1954, realizzò la sua prima esibizione ufficiale, al fianco dello stesso Falconieri, in uno spettacolo dal vivo.

Peppino arrivava da una famiglia di orchestrali: suonavano sia il nonno che il padre, quest’ultimo tra l’altro gestì per diversi anni un negozio di dischi e strumenti.

A quattro anni Peppino è già capace di intrattenere al pianoforte amici e parenti, è un vero e proprio bambino prodigio, così gli viene assegnata una maestra di musica tedesca, per perfezionare le già spiccate doti.

E’ il 1953 e il nostro artista è un quattordicenne combattuto tra la rigida disciplina didattica musicale e le esibizioni in pubblico all’insegna del quel Rock and Roll che sta conquistando l’Italia dell’immediato dopoguerra.

Peppino decide di seguire l’istinto e il cuore, optando per i ritmi provenienti dagli Usa, che rappresentano per lui linfa vitale per il successo: che arriva nel 1956, proprio con quell’apparizione in TV in qualità di Duo Caprese.

Quelli di “Amici”, piuttosto che di “X Factor”, non si sono inventati un bel niente, visto che quella trasmissione di 70 anni fa era il primo talent show italiano, che dava spazio alle nuove realtà della musica di allora, occupandosi anche di ballo e cabaret.

Verso la fine degli anni cinquanta si crea il gruppo dei “Capri Boys” (Primo Amenta, Mario Cenci, Gabriele Varano e Peppino con Falconieri), ma l’indiscussa leadership di Faiella spinge la band a chiamarsi “Peppino di Capri e i suoi rockers”.

Il loro riferimento artistico è Buddy Holly e la loro canzone di maggior successo è “Non è peccato”, scritta dal molisano Ugo Calise.

La carriera di Peppino di Capri a quel punto è una biglia di vetro che scorre su un liscio piano inclinato, inarrestabile.

Prosegue senza freni, tra il Rock, il Mambo e il Cha cha cha, alternando canzoni napoletane ad altre in italiano.

La vita artistica di Peppino di Capri proseguirà con ben 45 album, oltre 100 raccolte, 15 apparizioni al Festival di Sanremo, con due vittorie, 9 edizioni di Canzonissima, 4 del Festival di Napoli e, ancora, Festivalbar, Un disco per l’estate e la partecipazione all’Eurovision con “Comme è dolce ‘o mare”, del 1991.

La lunga sua carriera artistica regista poi ben 22 interpretazioni cinematografiche in iconici film tra cui,  “Canzoni al tempo di twist” e “Totò a Napoli”.

Fabio Buffa

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