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Wout van Aert, la vittoria alla Roubaix è un premio meritato

Quella di Wout van Aert alla Roubaix non è una vittoria come le altre

Quella di Wout van Aert alla Roubaix non è una vittoria come le altre. È il successo di un uomo che per anni è stato considerato da tutti un grande talento, ma da tanti anche un eterno incompiuto. Un corridore universale, in grado di fare più discipline (strada e ciclocross) e più ruoli su strada (gregario nei grandi giri, leader nelle classiche, scalatore e velocista).

Ha vinto 3 mondiali di ciclocross e su strada oltre 50 corse, tra cui una Sanremo e dieci tappe al Tour (tra cui una volata di gruppo agli Champs-Élysées e una con doppia scalata al Mont Ventoux), ma ha sempre sofferto la rivalità con Van der Poel. Se aggiungiamo i numerosi secondi posti in corse importanti e i tanti infortuni nei momenti importanti si capisce perché viene considerato uno dei più sfortunati corridori contemporanei. Ma anche uno dei più apprezzati dagli appassionati e forse anche dai colleghi, come si è visto a fine Roubaix, con i complimenti ricevuti dai grandi sconfitti Pogacar e Van der Poel.

Era forse la gara più ambita dal campione belga, giusto premio di un destino che finalmente gli ha sorriso in una giornata in cui la sfortuna maggiore (leggasi forature nei punti chiave) l’hanno gli altri, in particolare Van der Poel nella Foresta di Arenberg. La volata a due con Pogacar nel velodromo di Roubaix ha distrutto momentaneamente il sogno delle cinque classiche monumento dello sloveno ma è stata il premio alla carriera per il corridore contemporaneo che più meritava una giornata di gloria come questa.

Favorite battute anche nella gara femminile, disputata per la prima volta nella stessa giornata della corsa maschile: vince la tedesca venticinquenne Franziska Koch, al primo grande successo in carriera, che batte in volata le due Visma, Pauline Ferrand-Prevot (campionessa 2025) e Marianne Vos.

Daniele Capello

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