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Salute&Sport

La Liegi 2026 tra re Pogacar e il nuovo principe Seixas

Tadej Pogacar ha vinto ancora la Liegi-Bastogne-Liegi ma stavolta ha faticato più del solito

Tadej Pogacar ha vinto ancora la Liegi-Bastogne-Liegi ma stavolta ha faticato più del solito. Se l’attacco decisivo è arrivato come sempre sull’ultimo passaggio della Cote de la Redoute, a 36 km dal traguardo, quest’anno lo sloveno non se n’è andato via da solo come nelle edizioni precedenti. Il merito è stato del diciannovenne francese Paul Seixas, talento emergente del ciclismo mondiale, già in grado lo scorso anno di conquistare il bronzo europeo tra i pro (dietro lo stesso Pogacar ed Evenepoel) e di vincere poche settimane fa il Giro dei Paesi Baschi (Itzulia Basque Country) e la Freccia Vallone. Seixas ha tenuto le ruote del campione del mondo, dandogli anche i cambi in pianura, fino ai 14 dal traguardo, quando l’ennesima accelerazione di Pogacar sulla Roche-aux-Faucons, ultima cote prevista, lo ha fatto desistere: il talento ha però dimostrato di poter diventare il nuovo dominatore tra qualche anno.

La gara era peraltro iniziata con una situazione che capita molto raramente: pochi km dopo il via il gruppo si era spezzato in due, con un allungo di 50 uomini davanti, con molte seconde linee, ma anche due grandi nomi: Bernal e soprattuto Evenepoel (alla fine terzo). Il gruppo di fuggitivi e arrivato anche a 4 minuti di vantaggio, costringendo così le squadre di Pogacar e Seixas a lavorare in maniera forsennata per ricucire, fatto che è avvenuto a 100 km dalla fine. Alla fine Pogacar può festeggiare la sua quarta Liegi e la tredicesima Classica monumento in carriera.

Come per le altre grandi classiche si è disputata anche la corse femminile: qui l’attacco alla Redoute di Demi Vollering fa il vuoto e la campionessa nederlandese si invola in solitaria per 36 km a conquistare la sua terza Liegi al femminile.

Daniele Capello

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