I Rampichini sono passeriformi abbastanza comuni, ma spesso riescono a passare inosservati
I Rampichini sono passeriformi abbastanza comuni, ma spesso riescono a passare inosservati. Sono infatti piccoli uccelli arboricoli, molto legati agli alberi di alto fusto, su cui praticamente passano la vita, nutrendosi e riproducendosi. Sono strettamente legati alle cavità arboree, sfruttando quelle naturali o più raramente quelle scavate dai picchi, nelle quali fanno il nido. Al contempo il tronco degli alberi diventa terreno di caccia, essendo ricco di prede, perlopiù insetti e altri artropodi. Peculiare è infatti la caratteristica di percorrere i tronchi su e giù, “camminando” sulla corteccia: è questo movimento che li rende più facilmente visibili, poiché il loro piumaggio criptico li mimetizza prettamente con gli alberi quando sono fermi.
I Rampichini europei appartengono alla famiglia dei Certhiidae, rappresentando due delle undici specie presenti nel mondo. In Italia sono presenti entrambe le specie, caratterizzate da un piumaggio bruno screziato nelle parti superiori e biancastro nelle inferiori; hanno un tipico becco lungo e ricurvo, artigli lunghi adatti all’ancoraggio sui tronchi e una coda rigida per puntellarsi contro gli alberi. Sono molto simili tra loro, differenziandosi per piccoli dettagli, ma soprattutto vocalizzazioni e altitudine.
Il Rampichino alpestre (Certhia familiaris) è localizzato alle quote più elevate (localmente dai 500 m in su, ma più diffusa nelle coniferete tra 1200 e 1900), sulle Alpi e più localmente sugli Appennini, mentre in Corsica è presente una sottispecie diversa da quella italiana. Possiede maggior contrasto nel piumaggio, dovuto al bianco più acceso delle pari inferiori e a un sopracciglio più evidente.
Il Rampichino comune (Certhia brachydactyla) è invece diffuso in tutta Italia, Sardegna esclusa, a quote raramente superiori ai 1200 m. Vive in ambienti boschivi sia di latifoglie e conifere, anche in parchi urbani. Possiede un pannello alare leggermente differente dall’alpestre e un becco leggermente più lungo.
Daniele Capello


