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Natura&Animali

Il Rigogolo, l’oro dei boschi

Se tante specie di uccelli sono difficili da identificare, ce n’è una che invece è inconfondibile: il Rigogolo

Se tante specie di uccelli sono difficili da identificare, ce n’è una che invece è inconfondibile, almeno per quanto riguarda i maschi. Si tratta del Rigogolo (Oriolus oriolus), unico rappresentante europeo della famiglia Oriolidae. Il maschio non può essere confuso con alcun’altra specie selvatica nel continente: dimensioni di un merlo e piumaggio di un brillante giallo dorato, tranne le ali e la coda che sono nere, mentre il becco è di un rosso opaco.

Meno appariscente come spesso accade è la femmina, che presenta invece un colore tendente al verde lime sul dorso, mentre le parti inferiori sono biancastre, così come i giovani individui (che hanno però il becco scuro). In volo l’animale è facilmente individuabile in condizioni di luce buone, però spesso e volentieri passa il tempo ben nascosto nella vegetazione, nelle parti alte degli alberi. In aiuto ci viene il suo canto flautato, a sua volta facile da riconoscere, se non fosse però spesso imitato dagli storni, che possono trarre in inganno i birdwatcher meno esperti.

Specie prevalentemente insettivora, nel periodo post-riproduttivo si nutre anche di frutti, per far scorte prima della migrazione: è infatti un migratore transahariano, restando nel nostro continente per un tempo relativamente breve, tra aprile e fine settembre. È distribuito in maniera irregolare in tutta la penisola, localizzata in Sicilia e assente in Sardegna. Nidifica in zone planiziali o collinari costruendo un nido a coppa, appeso alla biforcazione di un ramo in ambienti boschivi di latifoglie naturali ma anche artificiali, visto che frequenta ampiamente i pioppeti industriali.

Daniele Capello

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