Image default
Acqua Mari e oceani

Mediterraneo, il mare che ci tiene in vita, oggi chiede di essere ascoltato.

Lo stato di salute del Mediterraneo, i diversi impatti antropici che gravano sugli ecosistemi e le problematiche del climate change, delle microplastiche e dei nuovi inquinanti ambientali.

Ci sono mari che separano le terre e altri che le uniscono. Il Mediterraneo appartiene alla seconda categoria. Da sempre è una culla di civiltà, un luogo di incontri, commerci e culture che si intrecciano. È il mare che ha accompagnato la storia dei popoli che si affacciano sulle sue coste e che continua, ancora oggi, a rappresentare una risorsa indispensabile per milioni di persone.

Eppure, dietro l’immagine da cartolina delle sue acque e dei suoi paesaggi, si nasconde una realtà molto più complessa. Il Mediterraneo è uno degliecosistemi marini più ricchi di biodiversitàal mondo, ma è anche uno dei più fragili.

Ogni cambiamento, ogni pressione esercitata dall’uomo, ogni errore nella gestione del territorio lascia un segno destinato a riflettersi sul suo equilibrio.

È un mare piccolo, quasi un lago se confrontato con gli oceani, ma custodisce un patrimonio naturale immenso. Pur rappresentando appena lo0,82%della superficie marina mondiale, ospita circa il7,5%delle specie conosciute.

La salute del mare non è separata dalla nostra

Per molto tempo si è pensato che la natura fosse qualcosa di esterno alla vita quotidiana dell’uomo. Oggi sappiamo che non è così. La qualità dell’aria che respiriamo, il cibo che consumiamo, il clima che regola le stagioni e perfino la nostra economia dipendono dall’equilibrio degli ecosistemi.
Il mare produce risorse alimentari, assorbe una parte significativa dell’anidride carbonicapresente nell’atmosfera, contribuisce allaregolazione del climae rappresenta una fonte di reddito per migliaia di famiglie. Quando il Mediterraneo entra in sofferenza, non è soltanto un problema ambientale: diventa una questione che riguarda direttamente lasalute, illavoroe ilbenesseredelle persone.

Qual è, attualmente, lo stato di salute del Mare nostrum? Quali sono i diversi impatti antropici che gravano sugli ecosistemi del Mediterraneo e quali i loro effetti? Quanto pesano le problematiche del cambiamento climatico, delle microplastiche e dei cosiddetti nuovi inquinanti?
Ne abbiamo parlatoquiconLuca Bolognini,Ricercatore del CNR, nonché Responsabile dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie di Ancona, nel corso di una puntata del nostro formatDiamo Voce all’Ambiente.

Il cambiamento climatico corre più veloce nel Mediterraneo

Tra le principali minacce c’è l’aumento delletemperature. Il riscaldamento globale interessa tutto il pianeta, ma il Mediterraneoreagisce con una rapidità ancora maggiore. La sua conformazione geografica e il limitato ricambio delle acque fanno sì che ogni incremento della temperatura produca effetti più marcati rispetto ad altri mari.

Le microplastiche: il nemico invisibile

La maggior parte della plastica che raggiunge il mare non resta in superficie. Solo una minima percentuale continua a galleggiare, mentre tutto il resto affonda lentamente, si frammenta e diventa invisibile agli occhi. Le microplastiche sono ormai presenti nei sedimenti, negli organismi marini e nella catena alimentare.

L’inquinamento non si ferma ai rifiuti
Farmaci,cosmetici,detergenti,pesticidie numerose sostanze chimiche utilizzate ogni giorno raggiungono il mare attraverso gli scarichi e finiscono per accumularsi negli organismi viventi, alterando gli equilibri naturali.

La pesca ha bisogno del mare quanto il mare ha bisogno della pesca

Glistock itticinon sono inesauribili. La sostenibilità significa rispettare i tempi biologici delle specie affinché possano continuare a riprodursi e garantire risorse anche alle generazioni future.

Le aree marine protette rappresentano una scelta per il futuro

Proteggere glihabitatpiù delicati significaconservare la biodiversitàe favorire anche ilripopolamento delle aree circostanti, con benefici per l’ambiente e per le economie locali.

Serve una nuova consapevolezza

La tutela del Mediterraneo riguarda tutti. Ogni comportamento quotidiano, dalla corretta gestione dei rifiuti alla riduzione della plastica monouso, contribuisce alla salute del mare. Proteggere il Mediterraneo significa proteggere soprattutto il nostro futuro.

Per guardare l’intera intervista: “Gli impatti antropici sul Mediterraneo” conLuca Bolognini,Ricercatore del CNR, nonché Responsabile dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie di Ancona, si rimanda al seguentelink.

Eleonora Giovannini