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Arte & Cultura

IL VIAGGIO TRA ORDINARIO E STRAORDINARIO ALLA SCOPERTA DELLA MODA AL MAXXI

Oscillando tra ordinario e straordinario, occorre domandarsi se oggi la moda è distante dall’etimologia latina «modo, foggia, maniera», come fenomeno sociale di affermazione di modelli estetici e comportamentali, o se è un qualcosa di totalmente nuovo, non solo moda diffusa ma veicolo di messaggi e rivoluzioni concettuali e materiali.

Memorabile è il desiderio di meraviglia che pervade la moda, l’emozione per quei manufatti che costituiscono l’architettura più prossima al nostro corpo.

Con queste premesse nasce “Memorabile. Ipermoda” al MAXXI, fruibile sino al 27 Aprile 2025, con ulteriori domande ma anche risposte a chi percorrerà questo viaggio nella moda.  Da Gucci a Bottega Veneta, il progetto analizza com’è cambiata la moda dal 2015 a oggi, “memorabile”, perchè difficile da dimenticare. In gran parte Made in Italy

Sogni scenografici couture a (non) abitare il corpo, spronandoci a riflettere sulla funzione della moda, un umilissimo sacchetto di carta con umorismo, il fashion ready-made poi divenuto cult. Sono solo alcuni tra gli abiti e accessori che compongono Memorabile. Ipermoda, un grande viaggio che indaga la Moda scritta con lettera maiuscola dandole la dignità che merita e che spesso non ha.

Che ruolo riveste oggi la moda? E cosa si può definire “moda” nel 2024? 

Abiti, accessori e immagini vengono assemblati dalla curatrice Maria Luisa Frisa per indagare l’arte del vestire partendo dalle fondamenta del fashion system contemporaneo: la struttura creativa ed economica mondiale, le pratiche progettuali, l’uso di tecnologie sempre più sofisticate, e i protagonisti.

Il Maxxi, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana e con Fondazione Bvlgari, si serve degli abiti più memorabili creati dal 2015 a oggi, l’arco temporale di dieci anni scelto per fotografare l’evoluzione della moda. In passerella i marchi esposti più emblematici della nostra era: dal Gucci di Alessandro Michele e poi di Sabato De Sarno, al Dior di Raf Simons prima e Maria Grazia Chiuri dopo, senza tralasciare Prada, Marco Rambaldi, Bottega Veneta, Viktor&Rolf, ACT N°1 e altri ancora. 

Questi abiti vestono le visioni utopiche che la moda propone e che pongono una serie di questioni, etiche e non, al passo con i tempi. 

L’allestimento è stato progettato dai Supervoid all’interno della Galleria 5, la più scenografica, con il percorso espositivo che si sviluppa attraverso una sequenza di scene, svelando gli abiti in modo graduale, in un gioco di prospettive che sfrutta al meglio le particolarità architettoniche dello spazio. La mostra propone una serie di “stazioni” in cui gli abiti costruiscono relazioni inaspettate fra loro, dove i pezzi straordinari della haute couture dialogano con esperienze più indipendenti senza gerarchie. 

Maria Luisa Frisa ha dichiarato in un’intervista a Vogue Italia, volevo rimandare a un’idea di moda espansa (un’ipermoda appunto) e in questo mi è venuto in soccorso il libro ‘Iperoggetti’ di Timothy Morton, in cui l’autore fa un discorso filosofico ed ecologico. La moda ha la necessità di estendersi oltre i suoi confini, di occupare gli spazi per la maggior visibilità possibile”.

Il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa ha ribadito che “l’Italia, nonostante sia leader mondiale nella produzione di moda, spesso non riesce a raccontare adeguatamente il proprio percorso”. In controtendenza, Memorabile. Ipermoda è “un percorso che mira a coinvolgere il pubblico nell’esplorazione dei processi creativi e delle dinamiche che rendono il Made in Italy unico; un invito a riflettere sull’importanza della moda non solo come industria economica, ma anche come veicolo culturale e narrativo”. Insomma, una mostra necessaria nell’Italia che ancora non valorizza abbastanza l’arte del vestire.

Una costellazione articolata di oggetti che evocano, mettono in discussione e restituiscono l’aspirazione della moda a essere memorabile. Il tutto relazione creativa tra tempo e archivi e, allo stesso tempo, il ruolo del design indipendente.

Abiti, accessori, immagini, esplorano il presente e il ruolo della moda nella struttura creativa ed economica del mondo, nelle pratiche progettuali, nell’uso di tecnologie sempre più sofisticate, nei protagonisti e co-protagonisti. Un viaggio che resterà memorabile nei visitatori e negli anni.

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