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Ambiente & Società

CRISI UCRAINA IL CREMLINO CONFERMA CHE ALCUNE TRUPPE HANNO FINITO LE ESERCITAZIONI

Un riassunto della «crisi ucraina, fatti che ci riguardano da vicino e responsabilità del conflitto.

In Ucraina vi è un conflitto armato che dura da otto anni, da quando la Russia, nel 2014, ha annesso la Crimea rivendicando un diritto storico su di essa, come parte dell’ex Unione Sovietica e sede di una cospicua fetta di popolazione russofona. Nello stesso periodo di tempo, la Russia ha assunto il controllo di due regioni orientali ucraine, sostenendo dei movimenti separatisti filorussi, come aveva già fatto nel 2008 con due regioni della Georgia e prima ancora con una parte della Moldavia.

Secondo la Russia, trent’anni fa, al momento della riunificazione della Germania, gli Stati uniti avrebbero promesso all’Unione sovietica di non far accedere alla NATO nuovi Stati dell’Europa orientale. Gli storici hanno già stabilito da tempo, sulla base dei documenti, che una tale promessa non ci fu

I Paesi dell’Europa orientale, quando cadde il comunismo e crollò l’Unione sovietica, chiesero tutti, a gran voce, di aderire subito all’Alleanza atlantica e all’Unione europea. Lo fecero per sottrarsi all’influenza russa,

Cosa vuole Mosca dalla Nato e cosa l’Occidente non può accettare?

“Per noi è assolutamente obbligatorio garantire che l’Ucraina non diventi mai e poi mai un membro della Nato”, ha affermato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov. Mosca accusa i paesi Nato di “pompare” l’Ucraina con armi e gli Stati Uniti di alimentare le tensioni

la Russia ha qualche ragione a non voler vedere un avamposto della Nato alle proprie frontiere, la Nato si piazzerebbe a Kiev, vale a dire a ottocento chilometri da Mosca. Da una parte Putin non può invadere direttamente l’Ucraina. Dall’altra farà di tutto per ostacolarne l’ingresso nel patto atlantico. Finché non si ricomporrà questa crisi io temo che l’Ucraina penerà per anni.

Si moltiplicano coloro che paragonano ciò che accade in questi giorni alla crisi di Cuba del 1962. In quella circostanza, gli Stati uniti reagirono minacciando azioni militari, perché l’Unione sovietica stava installando missili sull’isola di Cuba, a poca distanza dalle coste statunitensi. Si rischiò una terza guerra mondiale. Se allora si capirono gli Stati uniti, che non volevano missili sovietici alle loro porte, oggi dobbiamo capire la Russia, che non vuole la NATO alle sue frontiere.

Mosca lamenta la mancata applicazione degli accordi di Minsk. Gli Stati Uniti hanno chiarito che non hanno in programma di inviare truppe da combattimento in Ucraina, pur essendo impegnati ad aiutare l’Ucraina a difendere il suo “territorio sovrano”.

l colpo economico più pesante per Mosca in caso di invasione dell’ Ucraina, sarebbe quello di disconnettere il sistema bancario russo dal sistema di pagamento internazionale Swift e le restrizioni alle banche che convertono i rubli in valuta estera. Un’altra opzione sarebbe impedire l’apertura del gasdotto russo Nord Stream 2 in Germania, la cui approvazione è attualmente in corso di valutazione.

Il ruolo della Germania nel conflitto Russia-Ucraina è al centro di un dibattito acceso. Il governo tedesco rifiuta di fornire armi all’Ucraina, per ragioni storiche e umanitarie. Altra questione è il gasdotto chiamato Nord Stream 2. Serve a importare ulteriori quantità di gas russo verso l’Europa. Intorno a quest’opera, in Germania, si moltiplicano da tempo dichiarazioni imbarazzanti, secondo le quali sarebbe un’infrastruttura industriale senza riflessi geopolitici. Al contrario, un eminente valore geopolitico esiste: il gasdotto permette alla Russia di fornire l’Europa aggirando l’Ucraina e gli Stati baltici.

Da qualche giorno l’Occidente ha alzato i toni verso Mosca. Diversi Paesi hanno invitato i loro cittadini a lasciare l’Ucraina, poiché una nuova invasione da parte della Russia sarebbe è stata prevista ormai come imminente.

Restano aperti 4 scenari.

  • Il primo è che la Russia invada di nuovo e più a fondo l’Ucraina.
  • Il secondo scenario è che le reazioni internazionali di questi giorni convincano Putin a non rischiare una nuova invasione dell’Ucraina.
  • Terzo scenario è che il dispositivo militare russo resti alle frontiere con l’Ucraina per lungo tempo. Diventerebbe una minaccia costante alla sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa.
  • Il quarto scenario che possa essere favorito in Ucraina l’insediamento di un governo, gradito a Putin.

Ma in barba a tutte le previsioni, il Cremlino oggi 15 febbraio, conferma che alcune truppe hanno finito le esercitazioni e torneranno alla base, accusando gli Usa di «un’isteria esibizionista e senza senso». Il ritiro delle truppe russe afferma il Cremlino «non dipende dall’isteria occidentale» ma era già stato pianificato.

Marisa Paola Fontana

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