C’è tempo fino al 6 gennaio 2027 per raccogliere le 50.000 firme necessarie per la legge di iniziativa popolare contro la macellazione dei cavalli.
C’è tempo ancora fino al 6 gennaio 2027 per raccogliere le 50.000 firme necessarie per la legge di iniziativa popolare contro la macellazione dei cavalli. A promuoverla è l’associazione internazionale Animal Equality la cui pagina web istituzionale è raggiungibile al presente link. L’iniziativa è contraddistinta dall’evocativa espressione di “Fine Corsa” e porta il numero 7100000 all’interno della sezione “Referendum ed Iniziative Popolari” della pagina web del Ministero della Giustizia. Vediamo ora, più da vicino, quali sono i termini della questione.
Analizzando il testo reso pubblico e relativo alla descrizione dell’iniziativa, il soggetto promotore fa un preliminare distinguo. Gli animali, allo stato attuale, sono suddivisi in due grandi macro aree, ovvero: animali da reddito/produzione e di affezione/compagnia. Relativamente a quest’ultima categoria, vengono espressamente citate le normative di riferimento nel territorio italiano. Per cui, citando testualmente il “riconoscimento giuridico degli animali d’affezione si fonda sulla legge 281/1991 e sulla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con legge 201/2010”. Queste disposizioni di legge sanciscono quindi il rispetto per gli animali e la prevenzione di stati di abbandono e maltrattamento.
Ma che cosa s’intende per animali di affezione, in quanto tali, protetti dalla citata rete giuridica? Stando a quanto viene riportato nella pagina web dedicata, la categoria menzionata riguarda quasi esclusivamente cani, gatti e pochi altri animali. Ne consegue che vengono così ad essere esclusi da protezione tante altre specie comunque capaci di instaurare legami affettivi con l’uomo. Restringendo il focus sulla campagna firme, di cui in narrativa, sta espressamente scritto che tale proposta di legge ad iniziativa popolare è finalizzata al “divieto di macellazione degli equidi”.
Per equidi si intendono i cavalli, gli asini, i muli, e i bardotti. Qual è il loro status normativo? Stando a quanto si apprende lo status normativo degli equidi è piuttosto particolare. Gli stessi sono infatti da considerarsi situati in una sorta di “terra di mezzo” e cioè sono sia animali da reddito sia da compagnia dell’uomo. Ciò comporta delle significative conseguenze. Vediamo quali! Non rientrando “a pieno titolo” nel range degli “animali d’affezione”, vengono tuttora macellati per la produzione alimentare. E ciò avviene nonostante il legame affettivo che spesso si instaura con l’uomo. Basti pensare all’ambito in cui i cavalli vengono impiegati in ruoli a carattere terapeutico/ricreativo come nella pet therapy.
Ebbene, stando a quanto viene riferito dal soggetto promotore, sembra che attraverso vari raggiri delle norme, non di rado anche equidi cosiddetti di “fine corsa” finiscono al macello. Questo significa, citando testualmente quanto riportato nell’area descrittiva della pagina di raccolta firme che “le carni di equidi macellati a fine carriera, oltre a contenere sostanze potenzialmente nocive per la salute umana, sono il prodotto di un’attività illecita poiché il loro utilizzo a fini alimentari è espressamente vietato dalla normativa vigente”. Per prendere visione in modo integrale del quesito dell’iniziativa a cui è legata la campagna firme si rimanda al presente link.
Maria Teresa Biscarini


