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Ambiente & Società Natura&Animali

REGIONI: Sardegna

Percorso dei centenari, persino con la presenza di Zac Efron

Di

Marino Ceci

La Sardegna è una delle 5 Blue Zone del pianeta, regioni in cui si vive più a lungo. Il vero segreto della longevità, probabilmente è una combinazione di genetica, stile di vita, alimentazione e luoghi incontaminati. Insieme alla Sardegna ci sono altre 4 Blue Zone nel mondo: Okinawa, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e Loma Linda in California

Questa zona sarda desta così curiosità che è al centro dell’episodio 4 della stagione 1 di “Con i piedi per terra”. Raccontata da Zac Efron, la Sardegna appare senza veli, così come i turisti non la conoscono. Efron percorre una Sardegna inedita e sposta il focus dalle solite calette e camicie di lino su pelle fin troppo abbronzata, al mistero della longevità.

Il concetto di Blue Zone è stato elaborato dagli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain che hanno pubblicato su Experimental Gerontology uno studio secondo il quale la provincia di Nuoro, in Sardegna, è l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo. Qui la concentrazione di centenari è di circa 10 volte maggiore rispetto a quella degli Stati Uniti. Ma cosa fanno e cosa non fanno i sardi per ottenere un esito così eccezionale? Qual è il loro stile di vita? Gli studi delle 5 regioni blu sono iniziati proprio qui, in Sardegna, nel paese di Seulo un piccolo centro abitato con poco più di 700 anime nel sud selvaggio di questa terra. Da anni il biochimico Valter Longo e lo statistico medico Gianni Pes, studiano i fattori che qui portano a vivere e spesso superare il secolo. Stile di vita e alimentazione sono al centro di questi studi internazionali. A questi due fattori si aggiunge anche una mutazione genetica che, come accade per altri popoli con usi e costumi ben definiti, ha portato questa popolazione ad essere il centro della ricerca.

Luogo magico, l’Isola è una rocca dalle spiagge paradisiache e un mare difficile da descrivere a parole, nel cuore del Mediterraneo.

Quello che accomuna le cinque zone blu della longevità è sicuramente il territorio. Ognuna di queste regioni è bagnata dal mare ed è immersa nella natura, il tempo scorre ma non in base all’orologio e agli impegni. Tutto si regola con il nascere e l’addormentarsi del sole. La vita semplice, che spesso noi delle metropoli traduciamo con la noia, è in realtà il vero punto fondamentale per condurre uno stile di vita adeguato a farci invecchiare con salute e dignità. Loma Linda – California

La dieta della longevità è molto semplice. Poca carne, prevalentemente lardo usato per la preparazione del minestrone e poi tanti carboidrati, con pasta e pane.

Le verdure seguono la stagionalità. I carboidrati sono ampiamente consumati. Assumere troppe proteine significa contrastare il naturale processo di rallentamento di crescita cellulare che si manifesta con l’età adulta dell’individuo. Questo può portare a mutazioni cellulari che causano malattie gravi già in età relativamente giovane. 

La buona notizia è che si può sempre riparare e cominciare a mangiare in modo più consapevole, il corpo non ha una buona memoria e fortunatamente vive nel presente. Qui gli anziani rispondono bene agli esercizi cognitivi e non vi sono tracce rilevanti di demenza senile.

Così l’iconico pane carasau è sempre presente sulle tavole sarde. È un pane molto antico, risalente al 1000 a.C. e si prepara con farina, acqua e sale. Il pane carasau ha una lunga conservazione e per questo era molto apprezzato dai pastori che stavano al pascolo per molte settimane. 

Il quarto ingrediente del pane carasau è l’amore e la condivisione. Infatti le famiglie si riuniscono e condividono il momento della preparazione indipendentemente dalla generazione di appartenenza. Bambini, adulti e anziani sono tutti impegnati nella preparazione del pane in una sfoglia sottile. I culurgiones sardi non possono mancare: tipici ravioli di farina di semola ripieni con patate, pecorino e zafferano. Uno dei piatti più consumati nelle famiglie sarde è il minestrone di verdure.

Altro ingrediente fondamentale è lo stile di vita. Allontanarsi dallo stress, dall’ansia e camminare tanto: sono queste le regole d’oro delle zone blu. I pastori sardi camminano dagli 8 ai 20 km al giorno su vari dislivelli, questa è la migliore palestra. Uno stile di vita così lontano da quello dei grandi centri urbani e dalle aspettative che ne conseguono, aumenta la positività, altro elemento indispensabile per vivere a lungo. Allenare costantemente la mente stando a contatto con persone di diverse generazioni aumenta gli stimoli cognitivi soprattutto dopo i 60 anni. Far parte di una comunità e coltivare i rapporti umani ci allontana dalla solitudine e limita lo stress. La quotidianità influenza la durata e la qualità della nostra vita.

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