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Il Castello Svevo di Rocca Imperiale

Il Castello Svevo di Rocca Imperiale in provincia di Cosenza, in Calabria è uno dei monumenti più belli e interessanti dell’Italia meridionale.

Storia del Castello di Rocca Imperiale

Il Castello Svevo di Rocca Imperiale fu costruito tra il 1220 e il 1225 per volontà di Federico II di Svevia, secondo gli Editti di Capua che prevedevano la fortificazione del Mezzogiorno. La sua posizione strategica, dominante sull’antica Via Appia Traiana e sul Golfo di Taranto, lo rendevano un baluardo difensivo e un rifugio per la corte imperiale durante viaggi e battute di caccia.

Nel corso dei secoli, il castello ha attraversato diverse fasi costruttive.

In epoca sveva (XIII secolo), la struttura era ancora modesta, forse con un solo torrione. Rimangono tracce di questo periodo: una torre a sezione uniforme, il portale d’ingresso, una finestra ogivale in arenaria e alcune feritoie.

Nel 1487, sotto Alfonso II d’Aragona, il castello fu ampliato e fortificato con otto torri (cinque a base circolare), mura merlate, un mastio poligonale, un cassero, un fossato e due ponti levatoi. Il fossato, stretto e profondo, isolava gli assedianti e ne rallentava i movimenti, rendendo la difesa più efficace.

Nel XVIII secolo, i duchi Crivelli lo trasformarono in una residenza signorile: furono aggiunti nuovi alloggi, restaurata la loggia e resi più eleganti gli spazi interni, dando al castello l’aspetto di una piccola reggia.

Il castello fu anche protagonista di episodi bellici: resistette a un assalto turco nel 1644 e a un pesante attacco nel 1664, quando oltre 4.000 pirati saraceni, guidati dall’ammiraglio Bachir per conto del sultano Ibrahim, devastarono il borgo e bruciarono la chiesa trecentesca. Gli abitanti si rifugiarono nella rocca, che riuscì a resistere.

Dopo la fine del sistema feudale, il castello cadde in abbandono, fu saccheggiato e usato come cava di materiali.

Nel 1903 fu acquistato dai Cappa, una famiglia borghese locale che lo abitò fino al 1989, quando gli ultimi eredi lo donarono al Comune di Rocca Imperiale.

Pur senza origini nobiliari o legami storici con il territorio, i Cappa segnarono la storia recente del castello, garantendone la sopravvivenza. Oggi, grazie a restauri e interventi pubblici, il castello è stabilizzato, valorizzato e aperto al pubblico.

Architettura e punti d’interesse interni

Il Castello Svevo di Rocca Imperiale presenta una pianta quadrangolare, dominata da un imponente mastio centrale di forma poligonale. I prospetti meridionali dell’edificio si affacciano direttamente su un dirupo naturale, contribuendo alla sua funzione difensiva. Tra gli elementi architettonici di maggior rilievo si distingue la Torre Frangivento, di forma amigdaloide e risalente all’epoca aragonese, e la Torre Polveriera, una struttura tronco-conica decorata secondo lo stile aragonese.

Il castello è circondato da un fossato stretto e profondo circa otto metri, attraversato da due ponti levatoi che conducono all’ingresso principale. Questo è costituito dal suggestivo Portale di Federico, affacciato direttamente sul mare e sormontato da un bastione merlato che conferisce all’intero complesso un aspetto solenne e maestoso.

All’interno si conservano ambienti di grande fascino e valore storico, come le antiche scuderie con pavimentazione originaria e stalli ancora visibili, la Piazza d’Armi, una cucina medievale ben conservata, gli eleganti saloni barocchi appartenuti alla famiglia Crivelli e uno scalone monumentale che collega i diversi livelli della fortezza. Il castello ospita anche una cisterna, locali sotterranei, casematte e gallerie segrete, tra cui una particolare galleria d’uscita nascosta, un tempo utilizzata per fuggire in aperta campagna in caso di assedio.

Il Castello Svevo di Rocca Imperiale, affacciato sul mare, è una preziosa testimonianza della storia militare e architettonica calabrese. Fondato in epoca federiciana, e trasformato nei secoli, ospita ancora la leggendaria “Sala dei supplizi“, con un anello di ferro usato per torture. Visitabile tutto l’anno, offre tour guidati da giugno 2025, con audio guide in sette lingue e visite in presenza nei weekend. Prenotazione obbligatoria.

Un luogo imperdibile per chi ama la storia, l’arte e i panorami mozzafiato sul mar Ionio.

Rosa Maria Garofalo

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