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Il Duomo di Siena, tra religione e filosofia

Siena non è solo il Palio: sono innumerevoli le bellezze culturali, storiche e artistiche di questa città. Tra cui il Duomo

Il Duomo di Siena, intitolato a Santa Maria Assunta, rappresenta uno dei capolavori del gotico italiano, una maestosa struttura in cui marmi bianchi e neri si alternano creando una trama cromatica inconfondibile che riflette lo stemma della città.

Entrando in questa cattedrale si viene immediatamente catturati dalla straordinaria ricchezza del pavimento, un vero e proprio percorso, teologico e filosofico, unico al mondo, composto da cinquantasei tarsie marmoree realizzate da celebri artisti tra il quattordicesimo e il sedicesimo secolo. Queste narrano storie bibliche e allegorie classiche con una precisione straordinaria. Alzando lo sguardo l’attenzione si sposta verso il pulpito di Nicola Pisano, capolavoro della scultura medievale che con i suoi rilievi ha rivoluzionato la storia dell’arte introducendo una plasticità e un dinamismo senza precedenti.

All’interno della stessa navata, si apre lo scrigno della Libreria Piccolomini, affrescata magnificamente da Pinturicchio con scene della vita di papa Pio II, dove i colori brillanti e i dettagli dorati sembrano non aver risentito del passare dei secoli.

Ma la meraviglia di questo luogo non si esaurisce nella chiesa principale, poiché l’intero complesso monumentale del Duomo costituisce un organismo museale e spirituale che comprende la Cattedrale, il Museo dell’Opera, il Panorama dal Facciatone, la Cripta e il Battistero. Proprio scendendo la scalinata monumentale sul retro della cattedrale si raggiunge il Battistero di San Giovanni: è una struttura trecentesca che si sviluppa sotto le campate finali del coro del Duomo stesso, creando un gioco architettonico suggestivo. L’interno del Battistero è completamente affrescato da artisti del calibro di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, che decorò le volte con un ciclo dedicato agli Articoli del Credo. Il vero protagonista di questo spazio è il celebre fonte battesimale in bronzo e marmo, alla cui realizzazione lavorarono i più grandi maestri del primo Rinascimento come Jacopo della Quercia, Lorenzo Ghiberti e Donatello, autore quest’ultimo dello straordinario rilievo con il Banchetto di Erode.

Poco distante si trova la cosiddetta Cripta, riscoperta solo in tempi recenti dopo secoli di oblio, che custodisce un ciclo di affreschi duecenteschi rimasti intatti nella loro vivacità cromatica originaria proprio perché protetti dal buio e dalle tamponature. Salendo invece verso il Museo dell’Opera si possono ammirare da vicino i capolavori originali rimossi dalla facciata e, soprattutto, la celeberrima Maestà di Duccio di Buoninsegna, opera cardine della pittura senese, prima di accedere al Facciatone, la maestosa parete rimasta incompiuta del grandioso progetto del Duomo Nuovo che nel quattordicesimo secolo avrebbe dovuto trasformare l’attuale chiesa nel transetto di una cattedrale immensa, e da cui oggi si gode di una vista mozzafiato.

Nel loro insieme, queste meraviglie compongono un itinerario artistico e devozionale imprescindibile, dove l’architettura gotica dialoga continuamente con le prime intuizioni rinascimentali e la grandezza di una Repubblica che voleva celebrare la propria potenza attraverso la bellezza eterna.

Fabio Buffa

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