Florinda Prota è una delle giovani “voci” più interessanti del panorama canoro nazionale. Nata a Napoli nel 2000, Florinda, questo è il suo nome artistico, definisce la propria musica, “sincera, autentica e contaminata”, quest’ultimo termine, nel contesto artistico (ma sarebbe bene anche in quelli umano e sociale) rappresenta una virtù, che aumenta la caratura di originalità. Nello scrivere canzoni si fa “volentieri” influenzare dalla sua grande conoscenza di vari generi e dalla sua capacità di osservare i comportamenti, i vizi e le virtù della gente. Napoli è una città umanamente varia e vivace, una caratteristica che rappresenta una costante e quotidiana fonte di ispirazione per la nostra Florinda.
La sua forza è stata anche l’utilizzo efficace dei social network, permettendo ad un vasto pubblico di conoscerla e apprezzarla, soprattutto tra i giovani: ma le sue origini sono state un terreno fertile per crescere talenti musicali, ascoltando Pino Daniele, Steve Wonder, i Bee Gees, Michael Jackson, entità artistiche che, non solo hanno offerto (e offrono tutt’ora) prodotti di grande qualità, ma aiutano a stimolare la creatività di chi vuol fare della canzone il proprio mestiere (o almeno ci prova).
Florinda inizia a cantare da piccola, nel coro lirico del Teatro San Carlo, poi prende le prime lezioni di pianoforte; dopo aver conseguito il diploma al Conservatorio San Pietro a Majella, inizia ad esibirsi con le cover di cantanti famose, come Christina Aguilera e Beyncè.
Una vera artista però deve essere anche molto curiosa: e la sua curiosità era incentrata sul voler comprendere come nasce una canzone, dalle prime note all’ultima parola di un brano: così inizia l’esperienza del cantautorato, pubblicando le sue creazioni sui social. E la gente ha apprezzato.
Il brano che ha fatto conoscere Florinda al grande pubblico è “Ma che vuò”, espressione napoletana che dice tante cose, che diventa un intercalare internazionale. Lei canta in italiano, inglese e napoletano, “il napoletano a livello sonoro forse si avvicina di più all’inglese rispetto all’italiano, perchè le parole finiscono spesso senza vocali”.
“Vorrei odiarti”, che parla della fine di una storia d’amore, è un altro suo brano diventato popolare, che parla della malinconia che ti monta dentro alla fine di una storia sentimentale.
Nella sua musica c’è anche Napoli come città che la ispira, un motore potentissimo per fare musica, lei stessa confida che se non vivesse a Napoli non avrebbe la creatività che la sta contraddistinguendo.
Ma è giusto ora conoscere il genere della nostra giovane artista: spazia dall’elettronica eterea, minimalista, atmosferica, al pop; e dal Rhythm and Blues al Folk.
Florinda è tra le artiste selezionate da Amazon Musica per l’edizione 2025 di un progetto che vuol valorizzare le nuove promesse della musica italiana. In ordine di popolarità, troviamo poi il suo terzo lavoro, “Lunch”, una canzone che propone in lingua inglese una musicalità in stile Rock rarefatto.
Fabio Buffa


