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Arriva l’estate ma il Beach volley non può ripartire. Ed esplode la rivolta

E’ uno degli sport estivi più amati, ma non può partire. Il mondo del  Beach volley è in fermento in attesa del 25 giugno, quando forse verrà data l’autorizzazione per la ripresa degli “sport da contatto”, tra i quali è stato inserito. Quella di inserire il Beach volley tra gli sport di contatto è una decisione che ha suscitato non poche polemiche. Cinquanta società di tutta Italia hanno rivolto un appello alle istituzioni chiedendo che il beach volley “2 contro 2” venga considerato alla stregua degli altri sport di coppia (consentiti dal 25 maggio, ndr).

La ripresa per le partite di Beach Volley doveva avvenire il 15 giugno poi è slittato tutto sino al 25 giugno. E in condizioni normali questa disciplina sarebbe già stata attiva da qualche mese. Proprio il 15 giugno c’è stato un “flash mob” virtuale sui social con un post dal titolo: “Il beach volley non è uno sport di contatto assolutamente“. “Non riusciamo a comprendere come mai il nostro sport sia stato accomunato al calcetto, al rugby o agli sport di combattimento in cui il contatto fisico è preponderante mentre da noi completamente assente“, hanno scritto le società al ministro Spadafora.

E anche Ivan Zaytsev si è schierato contro la decisione del ministro lanciando un appello personale a CONI e FIPAV. “È sempre stato trattato diversamente, il fratello sf…to della pallavolo, lo sport olimpico che oggi conta come il due di bastoni quando regna denari – ha scritto lo Zar. Ebbene questo sport che oggi deve ancora attendere per la ripresa, che viene definito di contatto, è la disciplina più difficile e meravigliosa che si possa ammirare soprattutto d’estate. Per evitare le partitelle tra amici al mare, state impedendo a tante società, atleti e allenatori di svolgere il loro mestiere. Io non ci sto”

A.C.

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