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90 anni fa Alida Valli debuttava al Cinema

Alida Valli era nata a Pola nel 1921, a 15 anni debuttò nella pellicola, “I due sergenti”

Novant’anni fa avveniva il debutto cinematografico di Alida Valli, una delle più grandi attrici italiane del secolo scorso. A dire il vero era nata a Pola, in Croazia, il 31 maggio 1921, ma già da bambina, con i genitori, si trasferisce sulle rive del Lago di Como.

Il suo vero nome era  Alida Maria Altenburger Freiin, il padre era un nobile con discendenze tirolesi e alla figlia trasmette il titolo di baronessa, mentre la madre (Silvia Obrekar) era pianista.

La sua non fu un’infanzia felice, con due genitori troppo distanti tra loro, di età e di metalità, poi ancora giovanissima rimane orfana del padre. Fu in questo periodo che si trasferisce a Roma da parenti e qui inizia a cucire i primi rapporti che le consentiranno di entrare nel mondo della recitazione. Frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dopo sei mesi di scuola però la scartano, perchè dicono che non ha l’indole per la recitazione. Un valutazione dettata da una buona dose di incapacità nel captare la propensione artistica della ragazza, se si considera che un po’ di anni dopo Bernardo Bertolucci amava definirla “la mamma di tutte le attrici”, con la critica che si divideva tra chi la considerava un’autentica diva del cinema e chi, invece, la assecondava quando lei stessa diceva di essere un’ antidiva.

Ma torniamo a 90 anni fa, ovvero al suo debutto sul Grande Schermo: dopo quel “No” al Centro Sperimentale, la futura attrice  ha quindici anni, non si perde d’animo, anzi … Trova comunque il modo per entrare nel mondo del Cinema, guadagnandosi una piccola parte nel film storico-drammatico “I due sergenti” del 1936, con la regia di Enrico Guazzoni. Ricopre la parte di una commessa di un emporio, nel cast viene ancora accreditata come Alida Maria Altenburger Freiin.

La nota il regista Mario Bonnard alla ricerca di un’attrice per interpretare la parte di Sulamita nel film “Il feroce Saladino”, che uscirà nel 1937: Bonnard le darà la parte e le consiglierà di lasciare quel nome troppo difficile e pomposo, per adottarne uno d’arte più semplice; consulta la guida telefonica e le sceglie “Valli”, Alida Valli.

Inizia così una carriera che non conosce ostacoli,  infatti dopo tre commedie in un solo anno,  nel 1938  recita nel suo primo film drammatico, “L’ultima nemica”, per passare al genere dei così detti “telefoni bianchi”, pellicole che prendevano il nome da queste apparecchiature di telecomunicazione, vere protagoniste sul Grande Schermo degli anni quaranta e cinquanta.

Facendo un passo indietro, tornando al 1941, ecco che arriva il film che le permetterà di diventare straordinariamente popolare; Mario Soldati la vuole per “Piccolo mondo antico”, il lavoro che rappresenterà la vera prova di maturità artistica per Alida.

Nel 1942 le due pellicole (in cui lei era protagonista) “Noi vivi” e “Addio Kira !” conobbero la scure della censura fascista, anche se, a dire il vero, il “regime” colpì questi due film semplicemente perchè non ne aveva capito la storia.

Dopo la seconda guerra mondiale la sua interpretazione in “Eugenia Grandet”, con la regia di Mario Soldati, le valse il Nastro d’Argento, come migliore attrice. Lavora in America e Inghilterra, poi, tornata in Italia, recita in “Ultimo incontro”, al fianco di Amedeo Nazzari, ma la sua grande occasione per confermarsi nella storia del cinema internazionale è con “Senso” di Luchino Visconti, del 1954. Il Leone d’Oro alla carriera per la Valli arriva nel 1997, ma lei stessa aveva affermato che questo riconoscimento voleva collegarlo al capolavoro di Visconti di 43 anni prima.

Continuò a recitare in film dai più svariati generi, dal drammatico (“Un’orchidea rosso sangue”) all’horror (“La casa dell’esorcismo” e “Suspiria”), alla commedia comica (“Sogni mostruosamente proibiti” e “Zitti e mosca”), per arrivare, nel 1977, al comico-politico grottesco “Berlinguer ti voglio bene”, nella parte della madre di uno scatenato Roberto Benigni.

Ha raccolto innumerevoli riconoscimenti (Golden Globe, David di Donatello, Grolla d’Oro e Premio Flaviano), ha continuato a lavorare senza interruzioni tra teatro, televisione e perfino in una piccola esperienza canora; ma  Alida Valli è stata anche moglie e madre: la sua vita privata fu caratterizzata dal suo primo amore, un aviatore morto in guerra nel 1941, dai suoi due figli, avuti con il compositore Oscar De Mejo, poi conobbe un assistente alla regia, Giacarlo Zagni, con cui fu legata per circa quindi anni.

Alida Valli morì a Roma il 22 aprile 2006.

Fabio Buffa

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