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IL FUTURO DELLA TERRA: SOMMERSA DA ACQUE SALATE DA ESODO MONDIALE

Se si volesse sdrammatizzare, si potrebbe dire di munirsi di salvagente. 

Ma fare ironia su una tragedia di massa preannunciata risulta difficile oltre che sconveniente. Sembra che il futuro sia sconcertante per molte popolazioni. 

Per questo, in occasione dell’ultimo Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si è tenuto un dibattito ministeriale, moderato da Malta, proprio sul problema dell’innalzamento del livello degli oceani, una conseguenza dell’emergenza climatica che rischia di minacciare, sconvolgere e destabilizzare diverse società globali a tal punto che “assisteremo a un esodo di massa di intere popolazioni su scala biblica” ha detto Guterres. Presto, ha aggiunto, “vedremo una concorrenza sempre più agguerrita per l’acqua dolce, la terra e altre risorse. L’impatto dell’innalzamento dei mari sta già creando nuove fonti di instabilità e conflitti”.

Il futuro di una persona su dieci, sulla Terra, sta affondando. Circa 900 milioni di persone oggi vivono in zone costiere basse che entro la fine del secolo, o ben prima, potrebbero finire sommerse. Non si tratta solo di coloro che vivono sulle isole del Pacifico, oggi fra le più esposte all’innalzamento del livello del mare, ma anche a diverse città e megalopoli che potrebbero presto dover affrontare gravi conseguenze: Il Cairo, Lagos, Maputo, Bangkok, Dhaka, Jakarta, Mumbai, Shanghai, Copenaghen, Londra, Los Angeles, New York, Buenos Aires e Santiago sono fra quelle citate dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

Se non si dovessero mettere in campo misure ancora più drastiche e “serie” delle attuali, in pochi decenni milioni di rifugiati climatici saranno costretti a fuggire proprio a causa del riscaldamento globale che, amplificando il volume degli oceani, oggi sempre più caldi, sta portando a una crescita costante del livello dei mari. “L’innalzamento minaccia la vita e mette a repentaglio l’accesso all’acqua, al cibo e all’assistenza sanitaria” ha detto Guterres nel suo discorso e, citando i dati dell’Omm (Organizzazione meteorologica mondiale), ha ricordato come “i livelli medi globali del mare sono aumentati più velocemente dal 1900 rispetto a qualsiasi secolo precedente negli ultimi 3.000 anni. L’oceano globale si è riscaldato più velocemente nell’ultimo secolo che in qualsiasi momento negli ultimi 11.000 anni”.

Occorre che i talenti mondiali si seggano a tavolino e presentino un piano concreto e drastico per non attendere impotenti, alla stregua di qualsiasi film catastrofico che si possa immaginare.

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