Asti e la Cattedrale, la santa alleanza di gotico e barocco

Conosciamo la Cattedrale di Asti, che durante l’anno annovera diversi eventi, tra il sacro e il divertimento

Anche il 2026 ha visto diverse manifestazioni organizzate nell’ambito delle visite alla Cattedrale di Asti: la Notte d’Organo, la rievocazione storica nel rione del duomo con il corteo dei bambini e Gustadòm, evento enogastronomico nei piazzali e nei cortili attorno alla principale chiesa astigiana.

La Cattedrale di Asti è dedicata a Santa Maria Assunta e venne edificata a partire dal 1300, sui resti di una precedente chiesa romanica. Le tappe principali di questa struttura religiosa possono così essere elencate: nel 1095 Papa Urbano II, reduce dalla prima crociata, consacra ad Asti la prima Cattedrale Romanica, nel 1266 viene eretto il campanile, mentre nel 1323 vi è il cedimento di una navata, con la necessità di aprire un nuovo cantiere ed è per questo che la Cattedrale la si fa risalire al XIV secolo.

Nel ‘700 il vescovo di allora ordina una radicale trasformazione della struttura sovrapponendo alle forme gotiche decorazioni barocche.

All’esterno la Cattedrale di Asti presenta una facciata con un basamento dentro al quale sono inserite le cornici che fanno da ornamento ai portali. La zona superiore è suddivisa in lesene (elemento architettonico verticale) e presenta tre rosoni sormontati da loculi e da una finestra a croce.

Di grande interesse è la parte sud della struttura, con contrafforti alternati a finestroni ogivali, decorati con fasce bicrome in laterizio e arenaria.

Entrando ci troviamo subito di fronte alle acquasantiere, risalenti al ‘500, donate da una nobile famiglia astigiana.

Troviamo poi la Cappella di San Filippo Neri e la Cappella della Madonnina o dell’ascensione, un tempo di proprietà di un’altra nobile famiglia del luogo.

L’altare, in stile barocco, è sormontato da un dipinto ad affresco datato alla seconda metà del ‘400, che rappresenta la Madonna che allatta il bambino.

Il presbiterio presenta un prezioso pavimento a mosaico, creato tra il 1100 e il 1200, rappresentante alcune scene della storia di Sansone.

Tra gli elementi d’interesse citiamo poi, sempre all’interno, la nicchia con il complesso scultoreo in terracotta rappresentante il Compianto su Cristo Morto, mentre la fonte battesimale, risalente al 1468, fu realizzata dall’arcidiacono Giacomo de Gentis.

Troviamo arredi settecenteschi disegnati da Bartolomeo da Varale ed eseguiti da Benedetto Torchio.

Sull’altare vi è il capolavoro del pittore monferrino Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, raffigurante la Resurrezione di Cristo.    

Fabio Buffa

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