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Mir vince il motomondiale più pazzo di sempre

Lo scorso weekend, con l’inedito Gran Premio del Portogallo, é terminata la stagione più pazza del Motomondiale. 14 gare per la MotoGP e 15 per Moto2 e Moto3, concentrate in pochi mesi, per eleggere i nuovi campioni del mondo: lo spagnolo Albert Arenas per la Moto3, il nostro Enea Bastianini per la Moto2 e lo spagnolo Joan Mir per la MotoGp.  Proprio la MotoGp si è rivelata essere la categoria dove i pronostici della vigilia sono saltati per aria: prima l’infortunio del dominatore Marc Marquez alla prima gara, poi la rivoluzione del calendario (appuntamenti doppi sulla stessa pista e fino a 3 weekend consecutivi di gare, oltretutto in periodi differenti rispetto al consueto). Così alla fine su 14 gare ci sono stati 9 vincitori differenti (tra cui 1 successo di Dovizioso e Petrucci e 3 di Morbidelli) di 4 marche diverse. L’inizio del campionato ha visto le Yamaha, in particolare quella del francese Quartararo, come grande favorita, poi sono cresciute le sorprendenti KTM mentre, di gara in gara, cambiavano i protagonisti. I team ufficiali sono stati spesso superati dai rispettivi team satellite, soprattutto le Yamaha Petronas di Morbidelli e Quartararo con 3 vittorie a testa rispetto all’unica di Vinales; anche le Ducati di Dovizioso e Petrucci hanno spesso arrancato dietro Miller, Bagnaia e addirittura Zarco. Le Honda praticamente non si sono viste (zero vittorie). Alla fine la regolarità delle Suzuki di Rins e Mir è risultata vincente e così il maiorchino Mir, alla seconda stagione di Motogp e campione della Moto3 nel 2017, conquista alla quartultima gara ad Aragon la testa della classifica; a Valencia conquista la prima vittoria in categoria per poi aggiudicarsi il titolo sulla stessa pista nella penultima gara. Con questo equilibrio e le voci preoccupanti sul futuro di Marquez (si parla di una possibile terza operazione), anche la prossima stagione si preannuncia molto incerta e avvincente.

Daniele Capello

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