Hokusai al Palazzo Bonaparte di Roma: capolavori del maestro giapponese tra stampe iconiche e opere rare in un percorso immersivo da non perdere.
No, non è Piotta, né una canzone. Resta da chiedersi in effetti se Piotta si fosse ispirato a questa celebre opera per scrivere La grande onda… si dà per assodato che si sappia che la canzone venga dopo Hokusai: esisteva già da un po’, in effetti. Beh, se pensi di conoscere l’arte giapponese, ripensaci. Alla mostra dedicata a Hokusai al Palazzo Bonaparte di Roma, le celeberrime onde non si limitano a infrangersi sulla carta o sulla sacca della spesa: travolgono il visitatore con energia e precisione, come se l’artista stesso stesse guidando il pennello davanti ai tuoi occhi. Dopo il grande successo di pubblico ottenuto nella graziosa Pisa, Hokusai si prepara per conquistare l’intramontabile e sterminata Roma.
L’importanza di Hokusai deriva dal suo retroscena culturale giapponese ma esplode nel suo essere antesignano, universale e arrivare col suo linguaggio, ovunque, anche in europa, ancora dopo svariati secoli.
Katsushika Hokusai non è solo il genio dietro La Grande Onda di Kanagawa. La sua produzione, assolutamente contemporanea, vasta e caleidoscopica, abbraccia più di trentamila opere tra stampe, disegni e dipinti, che raccontano un Giappone vivo e in continua trasformazione. L’esposizione romana raccoglie alcuni dei suoi lavori più iconici, insieme a pezzi meno noti, creando un percorso capace di sorprendere sia gli esperti sia chi si avvicina per la prima volta al mondo ukiyo-e.
Il colpo d’occhio iniziale è immediato: la tecnica di Hokusai non si limita a rappresentare la realtà, ma la reinventa. Ogni linea, ogni colore, trasmette movimento e tensione, eppure tutto resta armonico. La mostra mette in luce anche la sua capacità di anticipare la modernità: molti artisti europei, dai francesi agli impressionisti, furono influenzati dal suo approccio audace alla prospettiva e al colore.
Hokusai era ossessionato dal cambiamento e dall’innovazione. La sua fama esplose dopo i sessant’anni, e continuò a produrre opere fino all’ultimo giorno della sua vita. Il percorso romano restituisce questa energia inesauribile, alternando iconografie tradizionali giapponesi a sperimentazioni che sfidano le convenzioni dell’epoca.
Non solo arte visiva, ma anche narrazione, infatti come da tradizione orientale, l’arte spesso ingloba nell’immagine le parole stesso, che in giappone più che semplici caratteri scritti divengono veri e propri disegni, immagini e forme, derivando per altro da questi. Così le stampe finiscono per raccontare storie di vita quotidiana, leggende e miti, creando un filo tra il Giappone del XVIII secolo e lo spettatore contemporaneo, europeo, americano, africano o di dovunque esso sia. La mostra diventa così un’esperienza immersiva, che abbraccia tutti, un invito a guardare oltre il già visto e a lasciarsi trasportare dall’estro di un maestro senza tempo.
Roma ospita dunque un’occasione rara: entrare in contatto diretto con l’arte di Hokusai, osservare i dettagli di opere che difficilmente lasciano il Giappone e riscoprire il potere della linea e del colore nella sua forma più pura e innovativa.
Per maggiori onde: https://www.mostrepalazzobonaparte.it/mostra-hokusai.php
Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia 5, Roma + 39 06 87 15 111
Marino Ceci


