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Arte & Cultura

Addio alle Gemelle Kessler, regine degli anni ’60

Alice ed Ellen Kessler sono morte all’età di 89 anni: hanno scelto il suicidio assistito

Hanno deciso di lasciare questo mondo all’unisono, come all’unisono hanno danzato per tutta la loro lunga e straordinaria vita artistica. Il 17 novembre le Gemelle, Alice ed Ellen Kessler, sono state trovate senza vita nella loro casa in un sobborgo di Monaco di Baviera, chiamato Grunwald.  Avevano 89 anni e hanno fatto al scelta di sottoposri alla cosiddetta morte assistita. In Germania è consentita in particolari condizioni e attraverso una pratica complessa. Le persone che decidono di mettere fine alla propria vita agiscono di spontanea volontà. Si somministrano in modo autonomo il farmaco letale e devono ovviamente essere nelle condizoni giudridiche per poter scelgliere in modo assolutamente consapevole questa triste pratica.

A separare i loro due appartamenti, arredati entrambi con colori molto chiari, una parete con una porta scorrevole.

Le Gemelle Kessler erano nate nella provicia di Lipsia il 20 agosto 1936: la loro infanzia fu caratterizzata dalla Seconda Guerra Mondiale; nella loro città prima arrivarono gli americani, poi i russi, con la conseguente annessione della Gemania Est (di cui Lipsia faceva parte) al controllo dell’Unione Sovietica.

Nel 1952, con il padre, riescono a lasciare Lipsia per andare nella parte Ovest del paese, a Dusseldorf: “questa nuova meta a noi pareva il paese dei balocchi -confidarono diversi anni fa in un’intervista- eravamo abituate al grigiume della Germania Est e ci siamo ritrovate in vie e piazze ricche di locali, frutta gustosa e colorata e divertimento”.

Ed è qui che iniziano, seppur ancora timidamente, la loro carriera artistica: a 17 anni vanno a Parigi; la loro esperienza fanciullesca nella scuola di danza dell’Opera di Lipsia, aveva loro dato i fondamentali per praticare con successo quest’arte. Entrano nelle Bluebell Girls, il loro  trampolino di lancio.

Il 16 gennaio 1961 arrivano in Italia, imparano subito la nostra lingua e si fanno ammirare nella trasmissione “Giardino d’Inverno”, al fianco del Quartetto Cetra e di Henry Salvador, il primo brano che incidono sarà “Pollo e champagne”, seguito poi da “Concertino”. Passano poi a Studio Uno, mitico programma televisivo della prima metà degli anni sessanta che regalerà alle Kessler una popolarità vastissima, suggellata da “Da-da-un-pa”, sigla della stessa trasmissione.

Segue il periodo in cui le Gemelle si alternano tra TV e Cinema: sul Grande Schermo le troviamo in “Canzoni, bulli e pupe”, “Il giovedì” e “I complessi”, film ad episodi in cui loro recitano con il “dentone” Alberto Sordi. Ma nel Cinema avevano comunque una serie di esperienze che duravano dal 1955, esordendo con “Solang es hubsche Madchen gibt” del regista austriaco Arthur Maria Rabenalt. 

TV, Cinema, ma anche tanto teatro: “Viola violino, viola d’amore” e “Follies” sono solo due dei loro grandi successi sui palchi dei teatri.

Tra acclamazioni, notorietà e amori travolgenti, le Kessler dagli anni ottanta hanno inziato a viaggiare in tutto il mondo, facendosi apprezzare come ballerine, cantanti e attrici, nei teatri più prestigiosi.

Nel 1987 la Repubblica Federale Tedesca attribuisce loro la Croce al Merito al nastro dell’Ordine al Merito, mentre in Italia canzoni come “La notte è piccola”, “Quelli belli come noi” e “Monoton Blues”, tornano alla ribalta in versioni rimodernate.

La rivista Playboy batte ogni record di vendita italiano quando esce con la loro foto in copertina: loro proponevano una danza in “bianco e nero”, con esibizioni ad un passo leggero, con simmetrie di altezze che creavano una coesione totale tra lo schermo televisivo e la loro stessa danza.

Fabio Buffa

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