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UN NUOVO POTENTISSIMO REPELLENTE PER LE ZANZARE

Uno studio sperimentale apre la strada ad un nuovo mezzo per tenere lontane zanzare e malattie da esse veicolate

Per rovinare tutte le piacevoli serate d’estate, Dio ha creato un insetto, tra i più diffusi al mondo: la zanzara!

Ma no, a parte questo fastidio, è triste ammettere come le zanzare siano responsabili, in alcune parti del globo, di importanti patologie, spesso letali. In quest’ottica, trovare un adeguato repellente può rivelarsi un vero e proprio salva-vite.

In altre parti del mondo, ogni anno, più di un milione di persone perdono la vita a causa di una patologia veicolata dalla puntura di una zanzara (malaria, dengue, febbre gialla, Zika…) e circa 700 milioni di persone vengono colpite da una patologia.

In Italia, la malaria è stata solo recentemente sconfitta, con la bonifica delle aree lacustri, lasciando così, solo il ricordo di questa pericolosa malattia.
Invece, la ricerca di rimedi contro le punture di zanzara, da migliaia di anni, non ha mai smesso di evolversi.

La nonna direbbe che “gli antichi custodivano scienza e saggezza”. In questo caso, possiamo dire che ha proprio ragione: una delle prime testimonianze di rimedi contro questi fastidiosi insetti, risale al 400 a.C.: in Persia, come repellente per le zanzare si utilizzava il piretro. Questa sostanza viene estratta dai fiori dell’omonima pianta e viene tutt’oggi usato come insetticida biologico (in quanto naturale), sicuro per bambini e animali.

Uno studio su Nature Communications, ha diffuso una importante scoperta su questo materiale, antico ma risultato oggi, una sostanza dalle inaspettate proprietà.
Ciò che si sapeva sul Piretro era che, grandi concentrazioni potevano uccidere una zanzara, per via del suo effetto paralizzante sul sistema nervoso dell’insetto.
La novità introdotta da questo studio consiste in una precisazione e in pratica, un suo cambio di effetto: il piretro, usato con concentrazioni più basse, non ha più un effetto mortale sulle zanzare, ma solo un effetto repellente, mantenendole a distanza e impedendo loro di posarsi.

Responsabile di questo switch è un recettore che si trova nelle antenne delle zanzare, che in presenza di una minima concentrazione di piretro, si attiverebbe, trasmettendo un segnale di pericolo al cervello della zanzara. Quindi, il piretro a basse dosi, manterrebbe le zanzare a distanza, questo probabilmente, dipende dall’evoluzione della specie che spingerebbe la povera zanzara a tenersi a distanza da una sostanza che ad alte dosi avrebbe per lei effetti letali.

Insomma, questa scoperta apre a importantissime strade di ricerca, volte a studiare un sistema per ridurre il tasso di contagio di malattie, spesso letali, diffuse dalle zanzare.

I ricercatori protagonisti dello studio hanno identificato questo recettore in molte specie di zanzare.
Questi risultati diventeranno la base per nuove ricerche, per produrre repellenti ancora più efficaci – che sarebbero un sollievo per noi e uno strumento in grado di salvare vite umane.

Guardare indietro al passato, per guardare al futuro, pare sia un saggio consiglio dei nonni quanto degli scienziati.

Marino Ceci

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