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Le giocatrici norvegesi di pallamano sulla spiaggia contro il bikini

Nel corso della partita contro la Spagna del campionato europeo che si è tenuto a Varna (Bulgaria), le pallamaniste norvegesi hanno deciso di indossare dei pantaloncini, anziché l’”uniforme” prevista dal regolamento, che consiste in un succinto e aderente bikini.

La scelta è stata fatta proprio in segno di protesta, giacché le regole dell’abbigliamento dello sport diversificano donne e uomini, permettendo solo a questi ultimi di poter indossare canotte coprenti e pantaloni comodi.

La commissione disciplinare della EHF (Federazione Europea di Pallamano) non ha gradito la loro presa di posizione e ha deciso di multarle, per non aver indossato la divisa regolamentare.
Ogni giocatrice ha ricevuto un’ammenda di 150€, per un totale di 1.500€.

Una delle atlete multate, Martine Welfler, ha dichiarato di non comprendere il motivo per cui debbano giocare in bikini e inoltre, ha sollevato il problema del body shaming, al quale sono sottoposte quotidianamente proprio a causa del fatto che il loro corpo è costantemente esposto agli occhi degli spettatori. Inoltre, l’atleta ha rivelato che alcune sue colleghe erano restie a competere a livello internazionale a causa delle rigide regole sull’abbigliamento: a livello nazionale, infatti, possono tranquillamente gareggiare in pantaloncini. “Il focus della Federazione dovrebbe essere sul gioco, non sull’abbigliamento” ha ribadito la Welfer.

La squadra delle pallamaniste norvegesi ha ricevuto il sostegno della propria federazione, il cui capo, Kare Geir Lio, ha fatto sapere tramite i canali social che si impegnerà a pagare la multa e si dichiara orgoglioso delle proprie atlete che hanno sfidato delle regole ingiuste che non tengono conto degli usi e delle culture di alcuni paesi e del disagio arrecato ad alcune atlete.

Yami

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