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LA NASCITA DEI SOCIAL NETWORK

Che differenza c’è tra social media e social network?

Viene definito social media, da medium che in latino significa mezzo/strumento, un gruppo di applicazioni basate sul web che permettono la creazione e lo scambio di contenuti generato dagli utenti.

Social network rappresenta, invece, un reticolo di persone unite tra loro da interessi di varia natura, che decidono di costruire una community, intorno agli interessi che hanno da condividere. Il fenomeno nasce negli Stati Uniti intorno alla metà degli anni Novanta e si è sviluppa attorno a tre grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e quello delle relazioni amorose.

I Social Media vengono definiti i figli del web 2.0, ma in realtà nascono nel 1971, con l’invio della prima e-mail tra due Pc. All’inizio degli anni ’90 Internet comincia la sua divulgazione di massa. Verso la fine degli anni ’90 nasce quello che oggi chiamiamo Web 1.0: nascono le prime web company che cercano di offrire esperienze online sempre più ricche e complete.

Nel il 1997, quando Ellison crea e lancia in rete SixDegrees.com, un sito con l’obiettivo della creazione di relazioni digitali tra persone, inizia una nuova era. Il sito per la prima volta ingloba le caratteristiche distintive di un social network: profilo personale, lista di amici, messaggistica e instant messaging/chat, pubblicazione di status, visita dei profili degli amici e non, e consultazione dei network.

Con il Web 2.0, primi anni 2000, nascono i servizi collaborativi come Wikipedia, YouTube, Google e Facebook. Sembra essere passata un’eternità, in realtà, in un tempo relativamente breve si sono

trasformati i modi della socialità, della comunicazione, della diffusione delle conoscenze, delle strutture delle identità.

La diffusione dei social coinvolge milioni di utenti in tutto il mondo, ovvero al 67% di persone sulla terra hanno accesso ai dispositivi mobili, il 60% della popolazione mondiale utilizza internet.

La situazione nel contesto italiano, da dati tratti da “Digital 2020: Italy”, evidenzia che gli utenti attivi sui social media è di 35 milioni e vi trascorrono una media di quasi due ore al giorno.

I primi tre social network più usati al mondo sono:
Facebook: 2,7 miliardi di utenti;
YouTube: 2,0 miliari di utenti;
WhatsApp: 2 miliardi di utenti;

L’utilizzo dei social network nel mondo ha raggiunto livelli davvero incredibili cambiando i nostri stili di vita, i comportamenti, i nostri modelli relazionali. Nonostante la grande crescita, anno dopo anno, permane un forte digital divide, in particolare tra paesi sviluppati e sottosviluppati e in via di sviluppo. Chiaramente i motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello di istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso.

Con la presenza di blog e social network, gli individui iniziano a condividere informazioni inerenti la propria sfera sociale, riaffermando pubblicamente la propria identità. Al nickname e all’avatar si sostituiscono il nome, il cognome, le foto e i video. Dal file-sharing si è passati al life-sharing, alla condivisione della propria vita.

La comunicazione attraverso l’impiego del testo scritto perde tutti i segnali paralinguistici e quelli prossemici tipici della comunicazione umana, per ovviare alle difficoltà che si creano nell’interazione si diffondono gli emoticons.

Dietro al semplice gesto, mettere un like, gratificante per chi lo riceve, si costruisce la profilazione sulla rete dell’utente, ad uso e consumo delle società di marketing e di manipolazione dei consensi. Seguendo i like si riescono a profilare: gusti, desideri, abitudini, relazioni. I profili sulla rete diventano merce di scambio, vengono venduti e manipolati, usati a fini commerciali, anche per scopi politici e di manipolazione delle coscienze.

L’utilizzo del web offre diversi vantaggi: eliminazione degli spazi fisici, ci si può rapportare con persone care distanti, si può alterare la propria identità creandone una ‘virtuale’ che sostituisce quella reale meno soddisfacente.

Ma a fronte dei vantaggi non mancano i potenziali risvolti negativi: la tendenza alla possessività nei confronti di persone care che si pretende di avere sempre a disposizione, la creazione di falsi sé ai limiti della patologia, rischi dei quali gli utenti sono spesso inconsapevoli.

Per queste ragioni molte persone tendono ad abituarsi sempre più a questi nuovi mezzi di comunicazione esponendosi al rischio di vera e propria dipendenza, con gli effetti negativi che questa comporta.

Nel prossimo articolo, verranno descritti i rischi psicologici di chi fa un uso indiscriminato del Social Network.

Marisa Paola Fontana

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