Image default
Ambiente & Società

Avvocati in Giappone presentano reclamo contro alcune pratiche dei Testimoni di Geova

La testimonianza di ex membri circa la disciplina impartita a minori

Un gruppo di avvocati ha recentemente presentato un reclamo al Ministero della Salute giapponese a Tokyo contro alcune pratiche del gruppo religioso dei Testimoni di Geova. La denuncia sostiene che tali pratiche del gruppo, come il rifiuto delle trasfusioni di sangue per i propri figli, potrebbero costituire abuso sui minori. Gli avvocati forniscono assistenza legale agli ex seguaci del gruppo e ai figli dei membri del gruppo. Circa 100 persone hanno dichiarato nelle interviste con il team di essere state istruite da membri anziani del gruppo religioso a rifiutare le trasfusioni di sangue per i propri figli. Altri hanno riferito di essere stati frustati dai loro genitori Testimoni di Geova durante la crescita.

È stato presentato alle autorità un sondaggio effettuato tra i figli di famiglie dei Testimoni di Geova. Takeshi Komatsu, figlio di un seguace dei Testimoni di Geova, ha dichiarato di essere stato frustato da sua madre. Il sondaggio ha rilevato che circa il 30% di questi “seguaci di seconda generazione” è stato frustato dai genitori con oggetti come cinture di pelle e cavi elettrici prima di compiere tre anni, e circa il 75% prima di entrare nella scuola elementare. Il motivo più citato era “fare un pisolino o parlare durante le adunanze”. Altri motivi includevano “rispondere ai genitori” e “giocare con un compagno di scuola”. Alcuni intervistati hanno dichiarato di aver sofferto di depressione a causa delle frustate.

Il Ministero della Salute ha emanato linee guida affermando che negare ai bambini le cure mediche necessarie, comprese le trasfusioni di sangue, è negligenza, una forma di abuso. Le linee guida affermano inoltre che il ricorso a punizioni, come la fustigazione di un bambino, costituisce un abuso fisico. Uno degli avvocati, Tanaka Kotaro, ha osservato che il team è stato in grado di intrattenere discussioni significative con i funzionari del Ministero, poiché le due parti hanno confermato la necessità di cooperazione nell’affrontare i problemi.

Il Ministero ha espresso la sua disponibilità a discutere quali azioni dovrebbero essere intraprese dopo aver esaminato il rapporto presentato. I Testimoni di Geova, a loro difesa, sostengono che le affermazioni vanno contro i fatti, e che è sbagliato aver raggiunto una conclusione errata sulla base di rapporti distorti prodotti da coloro che li criticano. Affermano di non approvare le trasfusioni di sangue per motivi religiosi e che le decisioni mediche vengono prese dagli individui e dalle loro famiglie a seguito di un’adeguata discussione.

Qualcuno potrebbe pensare al Giappone come a un Paese lontano, con una cultura diversa e una severità differente, dove una rondine non fa primavera. Questo è un dubbio legittimo, ma ci sono altri luoghi nel mondo, come l’Islanda, dove i paesaggi possono essere diversi, ma la situazione dei Testimoni di Geova è la stessa. Anche in Islanda i bambini potevano vedersela brutta, se non riuscivano a stare fermi e tranquilli durante le noiose e interminabili riunioni religiose che non capivano, almeno secondo la seguente testimonianza. In una lettera pubblicata sull’edizione del 18 marzo 2023 del quotidiano islandese “Morgunblaðin” (Il giornale del mattino), una ex Testimone di Geova di nome Eydís Mary Jónsdóttir ha risposto alle dichiarazioni di un rappresentante per la Scandinavia dei Testimoni, ricordando la sua infanzia e descrivendo le violenze che i bambini subivano durante le riunioni religiose. Eydís ha ricordato di aver subìto e visto ripetute violenze contro i bambini che non potevano stare seduti e in silenzio alle adunanze.

La donna ha descritto come altri bambini venivano sollevati dalle orecchie o dalle braccia e trascinati in una stanza laterale nella Sala del Regno dove tutta la congregazione poteva sentire le loro grida per quello che supponeva fosse una punizione. Gli adulti della congregazione continuavano a guardare il predicatore come se non stesse succedendo nulla. Eydís ha descritto quanto fosse terrificante essere uno di quei bambini trascinati nella stanza laterale, tutto perché non riuscivano a stare seduti e tranquilli per 90-120 minuti. Inoltre, il predicatore citava la Bibbia, dove leggevano passi che giustificavano la punizione dei figli con la verga:

“Chi risparmia il bastone odia suo figlio, ma chi lo ama, lo castiga in tempo” (Proverbi 13:24). “Non risparmiare il castigo al ragazzo; se lo colpirai con la verga, non morirà. Con la verga lo colpirai e gli salverai la vita dal regno dei morti” (Proverbi 23:13, 14). “Poiché il Signore corregge chi ama e flagella chi riconosce come suo figlio” (Ebrei 12:6). 

Ai bambini veniva insegnato che i genitori li picchiavano perché li amavano e che dovessero essere grati per questo “amore”. L’autrice della lettera si è dichiarata contenta che tali metodi non siano più utilizzati in una Sala del Regno in Islanda e che non si seguano più alla lettera dettami scritti nella Bibbia per una società di più di 2000 anni fa. Questo rappresenta certamente un progresso rispetto ai diritti dell’infanzia. Tuttavia, secondo questi racconti, anche in Islanda, così come in Giappone e in chissà se anche in altri Paesi, fino a pochi anni fa, crescere come un bambino in una famiglia di Testimoni di Geova poteva comportare, talvolta, esperienze dolorose che avrebbero lasciato cicatrici soprattutto interiori. Diverso il caso delle emotrasfusioni, un divieto che continua a riguardare anche i minori sulla base di un’interpretazione dottrinale che perpetua l’antico tabù del sangue. In attesa dell’esito di questa vicenda, soprattutto quella giapponese, non c’è da sorprendersi che oggi tali bambini, oggi adulti, sentendosi vittime di tale sistema “educativo”, non accettino la negazione del passato e chiedano chiarezza su quanto realmente accaduto.

 

Siti web di riferimento:  

https://www.japantimes.co.jp/news/2023/03/15/national/jehovahs-witnesses-whipping/

https://www.asahi.com/ajw/articles/14849160

https://mainichi.jp/english/articles/20221108/p2a/00m/0na/018000c

Altri articoli