Paul Seixas, la nuova stella del ciclismo conquista il Lombardia

Il Lombardia 2026 ci regala una nuova stella: Paul Seixas riesce a conquistarla

La Lombardia 2026 ci regala una nuova stella. Paul Seixas, 20 anni compiuti lo scorso 24 settembre, è il vincitore più giovane della storia del Lombardia e il più giovane vincitore di una Classica monumento nel secondo dopoguerra.

L’assenza per infortunio del dominatore Pogacar, vincitore delle ultime cinque edizioni, lasciava il pronostico aperto a più soluzioni, dal vincitore della Vuelta, Enric Mas (già secondo nel 2022) al neocampione europeo Evenepoel, alla coppia UAE (l’iridato McNulty e Del Toro), fino ai nostri Ciccone (vicecampione europeo) e Piganzoli (vincitore del giro dell’Emilia). Il francesino ha sbaragliato la concorrenza sulla salita di Civiglio, a 18 km dal traguardo, con un attacco che ha ricordato molto quelli del grande assente Pogacar: accelerazione costante e inarrestabile, con gli avversari che saltano uno alla volta provando a stargli dietro. L’ultimo a resistere è stato Ciccone, che nel fine però viene superato da Mas, chiudendo comunque con un prestigioso terzo posto.

Quello che abbiamo visto è forse la nascita di una nuota stella, un corridore che a livello di risultati è tra i più precoci degli ultimi anni. Non è naturalmente ancora ai livelli di Pogacar e non si può aver la certezza che vi arriverà, ma nel 2026, seconda stagione pro, i risultati sono già impressionanti: otto vittorie, tra cui una monumento (Lombardia), una grande classica (Freccia Vallone) e una corsa a tappe World Tour (Itzulia, con tre frazioni), a cui si aggiungono il quarto posto al Tour (primo Grande Giro corso in carriera) e un bronzo mondiale a cronometro, più podio a Liegi, Strade bianche e Montreal.

Con questo successo, Seixas diventa uno dei principali rivali di Pogacar nelle corse più impegnative, in particolare i grandi giri, forse già dal prossimo anno: molto però dipenderà anche da come verrà gestito questo talento, per evitare che si perda quando arriveranno le prime difficoltà.

Daniele Capello

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