Viaggio nelle città con forti tematiche misteriose ed esoteriche.
Livorno città nata nel 600 per volontà della famiglia Medici che anche grazie ad astrologi e alchimisti custodisce un volto nascosto fatto di simboli massonici, architetture ermetiche, leggende oscure e misteri irrisolti legate al suo passato di porto franco e di crocevia di culture.
Anzi secondo alcuni c’è proprio un disegno esoterico nella sua fondazione.
Questo nasce dalla convinzione che Livorno sia stata concepita seguendo un sogno utopico di città ideale del Rinascimento con un forte simbolismo che ne segnò il destino di centro cosmopolita multietnico e religioso.
Il primo luogo ricco di simboli di mistero è senza dubbio
Terrazza Mascagni: questa non è soltanto una terrazza panoramica sul mare è praticamente un manifesto geometrico a cielo aperto, il suo pavimento a scacchiera con oltre 34mila piastrelle bianco e nere riproducono fedelmente il loggione massonico. Secondo la tradizione esoterica della libera Muratoria questo schema rappresenta il dualismo assoluto dell’esistenza, la lotta e l’equilibrio tra luce ed ombra tra bene e male.
Il palco della musica poi sempre all’interno della Terrazza, conosciuto anche come il Gazebo presenta forti richiami alle proporzioni sacre.
Il ricorrere di fore geometriche perfette, i riferimenti numerici rimanda alla progettazione degli architetti legate alle logge del territorio che intendevano creare una connessione spirituale tra l’uomo e la grandezza del cosmo.
Proseguendo la gita e recandosi on via della Collinaia troviamo nascosta la Cappella di Sant’Edoardo chiamata dai livornesi la cappella dei Misteri per via di radici affondate nel sangue e di un enigma mai risolto.
L’omicidio Corridi: il 27 febbraio 1867 l’imprenditore Gustavo Corridi venne brutalmente assassinato a coltellate appena fuori dalla sua villa di famiglia. Nonostante le indagini il colpevole non fu mai trovato. Pochi mesi dopo il delitto il figlio fece erigere sul punto esatto dell’agguato una cappella memoriale in stile neoclassico sormontato da una cupola ottagonale caratterizzata da insoliti archi acuti.
Negli ultimi tempi essendo l’edificio totalmente abbandonato e visti i numerosi accessi legati al mondo del paranormale gli ingressi della cripta sotterranea sono stati murati.
Vi sono poi le leggende legate alla Valle Benedetta un polmone verde alle spalle della città anticamente denominato Monte del diavolo su cui narrano che fosse collegato da una fitta rete di tunnel sotterranei che partivano direttamente dalla costa in cui pare siano stati ritrovati corpi di cavalieri templari perfettamente conservati.
Benedetta Giovannetti