Corvi o cornacchie? Come riconoscerle

La cornacchia, uccello praticamente ubiquitario in Italia ma per le persone non esperte definita quasi sempre come “Corvo”: errore molto comune ma evidente

Una delle specie più comuni ma anche meno riconosciuta è la cornacchia. Uccello praticamente ubiquitario in Italia ma per le persone non esperte definita quasi sempre come “Corvo“: errore molto comune ma evidente, poiché il corvo esiste, ma è un’altra specie, anzi due.

Partiamo dalle Cornacchie: in Europa esistono due specie (per alcuni autori due sottospecie): la cornacchia grigia (Corvus cornix) e la Cornacchia nera (Corvus corone). Pressoché identiche a livello strutturale, differiscono per il colore del piumaggio, grigio e nero per la prima, completamente nero per la seconda. La grigia è diffusa nell’Europa orientale, la nera in quella occidentale. L’Italia si trova proprio in mezzo a questi due areali e perciò ospita entrambe le specie, nonché numerosi individui ibridi, di prima o successive generazioni: la grigia è presente in tutta la penisola, mentre la nera e gli ibridi sono limitati alle aree alpine e subalpine.

Le cornacchie sono uccelli sedentari e presenti in ogni ambiente, sia naturale che urbano, grazie al loro opportunismo e alla grande plasticità, adattandosi a ogni situazione.

Per quanto riguarda i corvi invece abbiamo due specie ben distinte, morfologicamente e ecologicamente. Il corvo comune (Corvus frugilegus) è una specie presente in Europa, ma in Italia è solo migratore e svernante, un tempo più comune e ora rara e limitata in alcune aree della pianura padana. Non è mai stata accertata la riproduzione in Italia, anche se esistono alcuni casi sospetti. Il suo piumaggio appare nero lucido, ma si riconosce facilmentre dal lungo becco a pugnale, grigiastro e con la base caratterizzata da mancanza di penne, che lo fa sembrare biancastro.

L’altra specie è il Corvo imperiale (Corvus corax), il corvide più grande d’Europa, caratterizzato da piumaggio nero lucido come il “cugino”, con una coda a “cuneo” come i gipeti e becco nero e possente, fortemente incurvato. Vive nelle aree alpine e dell’Appennino meridionale e nelle isole (dove è più marino) mentre è poco diffuso in centro Italia. Nidificante regolare, è un necrofago al pari degli avvoltoi e si riconosce facilmente per il verso sordo e potente.

Nell’ultimo decennio una nuova specie di corvo è entrata nella nostra checklist: il Corvo collobruno (Corvus ruficollis), specie nordafricana e mediorientale, simile all’imperiale ma come suggerisce il nome, dal piumaggio di testa, collo e petto più tendenti al bruno. Finora sono tre le segnalazioni accettate, tutte in Sicilia e isole limitrofe.

Daniele Capello

Articoli simili

Le altre averle italiane

La Fondazione Centaurus per animali apre in Umbria

Le averle nidificanti in Italia