L’opera di Bruno Cimino, tradotta in esperanto da Giorgio Denti, docente dell’Università UPTER di Roma, ha offerto l’occasione per raccontare una pagina drammatica della Tropea medievale, attraverso una narrazione in cui storia e fantasia si intrecciano tra guerre, passioni, vicende umane e sentimenti.
La letteratura come ponte tra culture, lingue e territori. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato a Gurnèa – Storia di nimìci, eroi e spirdi, il romanzo di Bruno Cimino presentato il 17 ottobre 2026 a Padova, nella prestigiosa sala Paladin del Municipio. Un appuntamento che ha unito la passione per la storia alla valorizzazione delle radici culturali di Tropea, città natale dello scrittore.
Tradotta in esperanto da Giorgio Denti, docente dell’Università UPTER di Roma, presente alla conferenza, coadiuvato dalla professoressa Carla Zulian, l’opera racconta una pagina drammatica della Tropea medievale, intrecciando storia e fantasia, guerre, passioni e vicende umane.
L’iniziativa, organizzata dalla dottoressa Paola Tosato, presidente della sezione padovana della Federazione Esperantista Italiana (FEI), ha visto la partecipazione di prestigiosi esponenti del mondo culturale. Tra questi, il dottor Carlo Minnaja, tra i più autorevoli traduttori di opere in esperanto e autore del Vocabolario italiano-esperanto, in 1448 pagine, pubblicato da Edistudio a Pisa nel 1996. Presente anche il professor Pier Luigi Fantelli, presidente dell’Università Popolare di Padova.
Nel corso dell’incontro, Cimino ha illustrato la genesi del romanzo e il suo legame con la memoria storica della propria terra. Gurnèa non è soltanto un’opera letteraria, ma anche uno strumento per recuperare e trasmettere alle nuove generazioni le vicende che hanno segnato l’identità di Tropea.
Il pubblico ha partecipato con domande e apprezzamenti, mostrando interesse anche per la storia e il patrimonio culturale della città calabrese. Dal confronto è emersa una riflessione sul ruolo dello scrittore, chiamato a custodire la memoria delle proprie origini, difenderne i valori e tramandarli nel tempo. Un impegno particolarmente sentito da Cimino, per il quale Tropea rappresenta una componente essenziale della propria identità.
La traduzione in esperanto assume, dunque, un significato che supera la dimensione linguistica: permette a una storia radicata nel territorio di raggiungere lettori di altre culture, trasformando la memoria locale in patrimonio condiviso.
La trasferta padovana si è conclusa con un bilancio umano e culturale positivo, tra l’accoglienza ricevuta, il confronto con personalità di rilievo e la soddisfazione di aver portato la storia di Tropea oltre i confini regionali e nazionali.
A suggellare il ricordo di quei giorni, un’immagine riportata dallo scrittore: «Indimenticabile lo sguardo, quella mattina, dalla finestra dell’Hotel Donatello, sulla maestosità della fede espressa dalla Basilica del Santo».
Un’esperienza nella quale cultura, memoria e incontro hanno dimostrato come la letteratura possa avvicinare territori e sensibilità diverse.
A Padova, Gurnèa incontra la cultura esperantista. Letteratura, memoria storica e identità calabrese nella presentazione del romanzo di Bruno Cimino
Bruna Fiorentino