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Ambiente & Società

I “Frigoriferi di Strada” sbarcano anche in Italia

Progetti pilota contro lo spreco alimentare: i frigoriferi di strada

Li hanno chiamati “Frigoriferi di Strada” e stanno cominciando a diffondersi anche in Italia. Di cosa si tratta? Di una specie di atto rivoluzionario gentile. Sembra infatti che il tutto si sia originato da un moto d’indignazione di un gruppo di giovani nel constatare la quantità di cibo ancora commestibile che finiva nei cassonetti dell’immondizia. E così è cominciata la rivoluzione che si è materializzata nella prima “installazione” di un frigorifero in un cortile con una scritta quanto mai evocativa. “Chi ha troppo, lasci; chi ha bisogno, prenda”. E così, dopo Berlino, hanno preso piede frigoriferi “gemelli” anche ad Amburgo, Colonia e Monaco.

Le location dove posizionare i “Frigoriferi di Strada” non sono casuali, ma scelte ad “arte”. Vengono cioè privilegiate aree come cortili delle chiese, mercati rionali o centri sociali, quindi luoghi dove è più facile procedere con azioni di controllo, pulizia, ricambio degli alimenti. Quasi superfluo dire che quello che può essere depositato deve essere commestibile. Si possono quindi lasciare pane, frutta, verdura e quant’altro possa essere condiviso. C’è quindi chi lascia delle torte fatte in casa che altrimenti non si riuscirebbe a consumare, ristoratori che lasciano i piatti invenduti del giorno e addirittura studenti che si scambiano i pasti. E in Italia come siamo messi? Qualcosa si sta muovendo anche qui o è una sorta di utopia di matrice europea?   

Sembra che ci siano della città “pilota” che stanno facendo da battistrada come Bologna, Milano, Torino, Napoli e Bari.  Il principio che sta alla base è lo stesso: frigoriferi pubblici, controllati dai volontari, collocati in spazi facilmente accessibili, come biblioteche, parrocchie, centri civici ed università. Va da sé che il tutto prevede delle persone che si occupino della manutenzione e del controllo igienico. Una lotta allo spreco dunque che nasce dal “basso” e che mira a sostenere le persone in un’ottica di aiuto silenzioso e condivisione fraterna.

Maria Teresa Biscarini

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