Tutelare l’ambiente diventa costituzionale

La crisi climatica è in atto. L’ambiente che conosciamo sta mutando. Gli animali soffrono e si estinguono. Sembra l’inizio di un film catastrofico, ma purtroppo è l’attualità. Per questo, dopo anni di dibattiti politici e discussioni, in Italia la tutela dell’ambiente entra ufficialmente nella nostra Costituzione. Negli scorsi giorni la Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge che riguarda la modifica di due articoli costituzionali: il 9 e il 41.

Questi sono gli articoli che riguardano nello specifico le biodiversità, gli ecosistemi, gli animali e l’ambiente e la loro prevenzione e protezione per le generazioni future. Nell’articolo 9 si parla infatti di “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. 468 sono stati i voti favorevoli per l’approvazione e il presidente della Camera Roberto Fico si è così espresso: “Si tratta di un passaggio storico. Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese”.

La votazione alla Camera è stato solo l’ultimo passaggio dell’iter. Infatti lo scorso 3 novembre era stata la volta del Senato a dare il via libera al testo. Inoltre, questa modifica della Costituzione non richiede un referendum popolare confermativo perché approvata in entrambe le camere con una maggioranza di due terzi dei suoi componenti. Quindi entra subito in vigore.

Da oltre 40 anni il Governo italiano ne discuteva. Infatti risale al ’79 il diritto di ciascun uomo alla salute e a vivere in un ambiente salubre che la Cassazione riconosceva.

“Questo voto del Parlamento segna una giornata epocale”, ha commentato il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Sono unanime i commenti positivi che hanno accolto la modifica costituzionale. Anche da ambienti fuori dal contesto politico.

Tra questi spicca senza dubbio l’accoglienza di chi da oltre 60 anni lotta per difendere l’ambiente e le specie più a rischio: il Wwf. L’ente esprime estrema soddisfazione, anche se aggiunge che ritiene “debba costituire l’inizio di un intervento organico per adeguare strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali.” Questo quello che per lo meno trapela da una nota ufficiale del Wwf.

Una piccola modifica alla nostra Costituzione che però può costituire un enorme balzo verso una consapevolezza e un’attenzione maggiore alla tutela del patrimonio naturalistico che abbiamo. L’Italia infatti è uno dei paesi al mondo con la maggiore biodiversità sia di flora che di fauna, nostro compito è da sempre tutelarla per le generazioni future. Da oggi è divenuto anche un dovere costituzionale.

Riccardo Pallotta©

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