Panificatori e dolciari a fianco degli agricoltori in rivolta

La difesa delle produzioni locali a dispetto delle politiche europee.

 “Il presidente dei panificatori e il presidente dei dolciari della Cna territoriale manifestano tutto il proprio sostegno e vicinanza agli agricoltori iblei”. Così si apre la notizia diffusa da Ragusa H24 con un articolo del 9 febbraio 2024. La discesa in campo si colloca all’interno della protesta nazionale e sovranazionale che sta infiammando il comparto degli agricoltori. “Comprendiamo appieno – sta scritto nelle fonti di stampa locali – la necessità di rivendicare la difesa delle produzioni agricole locali a dispetto delle politiche europee”. La discesa in campo mira quindi a fare sentire il proprio fermo dissenso alle politiche europee che privilegiano la grande distribuzione; oltre all’ingresso nel mercato di prodotti non tracciati provenienti da altri Paesi. 

Una situazione aggravata ancora di più dalla “politica che non consente di calmierare i costi di produzione”. La stretta contiguità che esiste tra il mondo della panificazione quello della pasticceria e gli agricoltori locali spiega questo sostanziale allineamento alla cosiddetta “protesta dei trattori”. Una solidarietà tra comparti di cui, già in parte, ci siamo occupati in un altro nostro approfondimento di cui al presente link. In quel caso la solidarietà proveniva dai cuochi di Bergamo riuniti in associazione.     

La solidarietà dei panificatori e dolciari siciliani si pone in linea con la sinergia che esiste tra i comparti. “Le materie prime utilizzate – riferisce la stampa locale – arrivano sostanzialmente da operatori del posto che consentono di portare sui banchi di vendita prodotto che rappresentano l’eccellenza del territorio”. “Per questo – sono sempre loro a dire – non è possibile rimanere indifferenti alla crisi dell’agricoltura che ha un impatto devastante anche sulle nostre realtà”. Si pensi alle varie materie prime utilizzate in una pasticceria o in un panificio: dal latte per la crema pasticciera alla ricotta per condire le rinomate “scacce”. Una cordata che non può escludere il grano per il quale c’è stato un lavoro di anni alle spalle al fine di incentivare il consumo di grani autoctoni, grani locali che insistono in specifiche porzioni di territorio. “Ecco perché – concludono – esprimiamo il nostro pieno sostegno alla lotta che gli amici agricoltori stanno portando avanti nelle sedi nazionali ed europee”.

   Di Maria Teresa Biscarini

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