OMNIA VINCIT AMOR, IL CASO FELICIA KINGSLEY

Premessa: questo non è un articolo di critica al libro del Generale Vannacci, semmai è un elogio a Felicia Kingsley che nelle ultime classifiche è riuscita a superare “Il mondo al contrario” con il suo romance “Una ragazza d’altri tempi”.

Su varie testate si leggono più o meno velati parallelismi tra i due libri sopracitati, ma l’unica cosa che hanno in comune Roberto Vannacci e Serena Artioli (vero nome della Kingsley) è che entrambi hanno iniziato con l’autopubblicarsi. Fine. Tutto qui.

Ma come è riuscita Felicia Kingsley a superare il caso letterario che ha invaso testate, social e alcune vetrine di librerie? Semplice, con l’amore. E non solo con l’amore che troviamo nei suoi romanzi, ma anche con quello che ha lei per la lettura e la scrittura e quello che hanno le lettrici (il suo pubblico è prevalentemente femminile) nei suoi confronti.

Come dicevano i latini “Omnia vincit amor”, l’amore vince ogni cosa. Anche il libro del Generale.

La Kingsley non solo riesce a totalizzare vendite che superano il milione di copie nonostante i numerosi pregiudizi sul suo genere letterario, ma avvicina alla lettura giovani generazioni. Come fa? Grazie ai social, ovviamente. Felicia Kingsley è l’esempio perfetto di come i social possano essere degli strumenti positivi se ben usati.

Una ragazza d’altri tempi

“Una ragazza d’altri tempi” (Newton Compton Editori, 2023) parla di Rebecca Sheridan, brillante studentessa di Egittologia e lettrice romance. Alla ragazza il ventunesimo secolo va stretto: vita frenetica, zero spazio personale e gli uomini incapaci di corteggiare una ragazza.

Ad un certo punto Rebecca si ritrova inspiegabilmente catapultata nella Londra del 1816.

Superato lo shock iniziale, realizza di avere un’opportunità unica: essere la debuttante più contesa dagli scapoli dell’alta società.

La sua attenzione però si dirige ad un tipo poco raccomandabile: Reedlan Knox, un corsaro dal fascino oscuro e dalla reputazione assai scandalosa. Insomma, il genere d’uomo che una signorina per bene non dovrebbe proprio frequentare.

Rebecca nel corso del libro scopre segreti inconfessabili e trame losche dell’aristocrazia e, di conseguenza, il suo senso di giustizia le impone d’indagare.

Nessuno però pare intenzionato a mettere a rischio il proprio onore per aiutarla. Da qui la decisione di rivolgersi all’unico che un onore da difendere non ce l’ha: Reedlan Knox.

“E – si legge nella sinossi – se, dopotutto, il corsaro si rivelasse più interessante del gentiluomo che ha sempre sognato? Decidere se tornare nel presente o restare nel 1816 potrebbe diventare una scelta difficile”.

Francesco Natale

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