MAGIA NEL RUBINETTO: Il sogno

La Puglia, il granaio di Italia (ante tempore, ante-globalizzazione), una lingua di terra che separa e unisce Adriatico e Ionio, è sempre stata una regione secca. E non a caso oggigiorno chiamiamo Puglia questo angolo di terra magico, crocevia di saperi, filosofie, gastronomie e architetture bellissime, spiagge e distese mozzafiato. In merito al significato etimologico del termine Puglia, vi sono diverse ipotesi. La più verosimile è quella di Fazio degli Uberti nel Dittamondo, riferendosi al termine “siticulosa” dato alla regione da Orazio, scrive: “Apuglia è detta, ch `l caldo v ‘è tale che la terra vi perde alcuna volta la sua vertù e fruttifica male”. In termini diversi, la denominazione Puglia deriverebbe da a-pluvia, non precisamente nel significato letterale di “priva di pioggia”, ma in quello oraziano, cioè “assetata, arida” in relazione non solo al clima ma anche alla tipologia di terreno predominante 

L’acqua che sgorga, fresca in estate, dissetando bimbi e anziani, con le tipiche fontane disseminate nei centri storici della Puglia è un’immagine radicata nel nostro presente, talmente che alle volte rischia di parere scontata. E invece scontata non lo è affatto. La sua importanza può essere dedotta anche solo dal nome della regione stessa. 

Sogno utopico o realtà? L’ Acquedotto Pugliese

Dinanzi a questo quadro storico-geografico, non si può attendere: nel 1868 la Provincia di Foggia pubblica un bando per la conduttura di acque nel territorio e diversi professionisti presentano i loro progetti, tra cui l’ingegnere Camillo Rosalba che propose un’idea geniale: l’adduzione delle acque dalle sorgenti di Caposele per mezzo di una grande conduttura in traforo fino a Conza per superare lo spartiacque del Tirreno e di un canale sulla sponda dell’Ofanto verso Andria per volgere verso Corato, Ruvo, Bitonto fino a Brindisi. Eppure il progetto non viene scelto.

Nel 1896 viene nominata una Commissione nazionale per lo studio delle acque potabili e, in particolare, per l’Acquedotto Pugliese. L’idea di utilizzare le acque del Sele, avanzata nell’800 dall’ Ing. Camillo Rosalba e respinta, fu ripresa e riproposta contro la credibilità della più parte, dall’On. le Matteo Luigi Imbriani. In questo momento entra in gioco la figura del deputato Matteo Renato Imbriani per avviare i lavori per dissetare la Puglia con la nascita ad Avellino, di un ufficio speciale del Genio civile.

Articoli simili

Dove il caffè costa ancora solo 30 centesimi a tazzina

Questioni di priorità

Sovranità agricola e alimentare: miraggio o realtà?