Sabato 23 maggio ci sarà la camminata della Pace da Vicchio a Barbiana, in Mugello
Sabato 23 maggio torneranno a riempirsi di passi, voci e silenzi i sentieri che conducono a Barbiana. Sarà la venticinquesima edizione della Marcia di Barbiana, un appuntamento che negli anni è diventato molto più di una semplice camminata: è un pellegrinaggio civile, un cammino della memoria e della coscienza che porta centinaia di persone verso il piccolo luogo dove visse e insegnò Lorenzo Milani, conosciuto da tutti come Don Milani.
Barbiana non è un paese qualunque. È una collina dell’Appennino toscano dove, negli anni Cinquanta e Sessanta, Don Milani trasformò una canonica in una scuola rivoluzionaria, aperta ai figli dei contadini e degli operai, a quei ragazzi che la società lasciava indietro. Da quella esperienza nacque anche uno dei libri più importanti della scuola italiana, Lettera a una professoressa, scritto insieme ai suoi studenti: un atto di accusa contro l’ingiustizia sociale, ma anche una dichiarazione di speranza.
La Marcia di Barbiana nasce proprio per ricordare quel messaggio e per rimetterlo in cammino.
Ogni passo, lungo i sentieri che salgono verso la piccola chiesa di Barbiana, sembra rispondere a una domanda antica e sempre nuova: come si costruisce la Pace?
Per Don Milani la Pace non era una parola da pronunciare nelle cerimonie. Era una responsabilità concreta, quotidiana, che passava dalla coscienza individuale. Lo dimostrò con coraggio quando difese l’obiezione di coscienza al servizio militare, pagando di persona con un processo e con l’incomprensione di molti. In quella scelta non c’era ribellione sterile, ma un amore radicale per la giustizia, perché, come scrisse, “l’obbedienza non è più una virtù” quando diventa complicità con l’ingiustizia.
La pace, allora, nasce dalla libertà di pensare, viene creata dall’educazione e dalla parola.
E proprio la parola fu lo strumento più potente nella scuola di Barbiana. Don Milani insegnava ai ragazzi a leggere il mondo prima ancora dei libri. Ogni parola imparata era un passo verso la dignità. Ogni frase costruita insieme diventava un piccolo atto di emancipazione. In quel gesto educativo c’era già una forma di pace: la pace che nasce quando nessuno viene lasciato indietro. La marcia che si svolgerà il 23 maggio 2026 sarà quindi, come ogni anno, un cammino fisico ma anche simbolico. Persone di età diverse, studenti, insegnanti, associazioni e famiglie si ritroveranno lungo i sentieri che salgono verso Barbiana. Cammineranno tra boschi e silenzi, tra parole scambiate e riflessioni condivise. In quel movimento lento e collettivo si ritrova qualcosa di profondamente umano: il bisogno di cercare insieme un senso.
Perché la pace non è mai immobile, la Pace è un cammino, fatto di passi piccoli, spesso invisibili, come quelli che i ragazzi di Barbiana compivano ogni giorno salendo verso la scuola, passi di fatica e di speranza concreta.
La venticinquesima edizione della Marcia di Barbiana ha un valore particolare proprio per questo. Venticinque anni sono il tempo di una generazione. Significa che un’intera generazione di camminatori ha scelto di tornare su quei sentieri per interrogarsi ancora sul messaggio di Don Milani.
E forse il segreto della forza di Barbiana sta proprio qui: non è un monumento al passato, ma una domanda rivolta al presente, al servizio del futuro.
In un mondo attraversato da conflitti, paure e disuguaglianze, il piccolo borgo sulle colline continua a ricordare che la pace non nasce nei trattati, ma nelle coscienze. Nasce quando si impara a vedere l’altro, quando si sceglie di ascoltare, quando si difende la dignità dei più fragili.
L’iniziativa partirà da Vicchio, i partecipanti raggiungeranno a piedi Barbiana, luogo simbolo dell’esperienza educativa fondata dal priore negli anni Cinquanta.
Ma ecco il programma: il ritrovo è previsto alle ore 9.30 presso il Lago Viola a Vicchio e la partenza della marcia è stata fissata per le ore 10. Alle 11 ci sarà l’arrivo a Barbiana, con i saluti delle istituzioni e gli interventi di rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo e del mondo del lavoro. Ci sarà anche un momento in cui verranno consegnati gli attestati del bando rivolto agli studenti dal titolo,“Scuola di Pace e Costituzione, Scuola di Barbiana, Scuola che vorrei”.
Fabio Buffa


