Dopo aver analizzato le Cince più colorate nel precedente articolo, restano altre cinque specie di questo gruppo, di cui una accidentale in Italia
Dopo aver analizzato le Cince più colorate nel precedente articolo, restano altre cinque specie di questo gruppo, di cui una accidentale in Italia.
La Cincia bigia (Poecile palustris) e la Cincia alpestre (Poecile montanus) sono due specie molto simili: piumaggio grigio-beige, bavaglino nero e guance bianche, si differenziano per piccoli dettagli: la alpestre ha il bavaglino leggermente più esteso, guance più bianche, testa poco più tondeggiante e un soffuso pannello chiaro sull’ala, ma per sicurezza tutti i caratteri dovrebbero essere presenti contemporanemente: molto piu facile invece distinguerle dalle vocalizzazioni. Si sovrappongono in certe fasce altitudinali: la bigia non supera generalmente i 1800 m, la alpestre nidifica sopra i 600, ma in inverno occasionalmente scende anche a quote inferiori.
La Cincia mora (Periparus ater) invece e più distinguibile: ha piumaggio grigio-azzurrognolo superiormente, più fulvo inferiormente, con gola nera contrastante con le guance bianche e una spessa stria bianca verticale dietro la nuca. Vive in ambienti boschivi come le precedenti, mentre i suoi movimenti migratori possono variare enormemente da un anno all’altro in termini numerici.
La Cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus) è facilmente riconoscibile già dalla silhouette, per il tipico ciuffo di penne sul capo da cui prende il nome, tenuto sempre eretto. Oltre a questo, si differenzia per il dorso marrone, il sottile collarino e la stria nera che circonda la guancia.
L’unica specie accidentale è la Cincia dalmatina (Poecile lugubris), che come suggerisce il nome, vive nell’area centro-orientale dell’Europa. Ha caratteri misti tra bigia e mora, con dorso grigio-marrone, parti inferiori bianche e gola nera. Finora sono quattro le segnalazioni nel nostro paese.
Daniele Capello


