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Arte & Cultura

Varzi, il gioiello incastonato nella Valle Staffora

Varzi, in provincia di Pavia, è un mix di storia, architettura antica, paesaggi ed enogastronomia d’eccellenza

Se si vuole trascorrere una giornata immergendosi nelle atmosfere architettoniche dell’Alto Medioevo, dove il silenzio nelle strette vie del centro storico è controbilanciato dal vociare schietto di adulti e bambini nelle piazze, ecco che Varzi rappresenta la tappa ideale. Ideale che per chi, accanto alle belezze paesaggistiche, vuole assaggiare piatti genuiti di una collina diventata famosa per il vino e per il salame: quello, appunto, di Varzi.

Parliamo di un Comune, in provincia di Pavia, che dista un’ora d’auto dal capoluogo e altrettanto da Piacenza. Varzi è un gioiello incastonato nel cuore della Valle Staffora, rappresenta una delle mete più affascinanti e ricche di atmosfera dell’intero Oltrepò Pavese, tanto da meritare l’inserimento nel  circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

Le origini di questo territorio le troviamo in un passato antichissimo, che evoca i primi insediamenti della popolazione dei Liguri, il cui legame indissolubile con il territorio è testimoniato dalla stessa radice del nome “Var”, traducibile con l’espressione ligure che indica la presenza del fiume o del corso d’acqua, a indicare lo sviluppo originario lungo le sponde del torrente, ovvero lo Staffora. Dopo aver vissuto le influenze dell’epoca romana e le successive invasioni dei Celti e dei Longobardi, l’abitato divenne nel corso dell’Alto Medioevo una corte posta sotto l’importante influenza religiosa e culturale del celebre Monastero di San Colombano di Bobbio.

Nel 1164 l’imperatore Federico Barbarossa concesse il territorio alla potente casata dei Marchesi Malaspina e, sotto l’egemonia della nobile famiglia, nel 1275 Varzi divenne capitale di un Marchesato autonomo, guidato dal marchese Azzolino.

Allora era un crocevia commerciale molto importante, lungo l’antica Via del Sale, ovvero la storica strada battuta dalle carovane, che univa la pianura padana e i mercati di Milano ai porti della vicina costa ligure, che oggi dista non più di un’ora e mezza d’auto.

Passeggiare oggi all’interno del centro storico medievale, rimasto intatto nelle sue forme, equivale a compiere un autentico viaggio a ritroso nel tempo. Tra le meraviglie architettoniche più iconiche spicca maestoso il complesso del Castello di Varzi, dimora Malaspina: le pietre con cui è stata costruita questa struttura raccontano ottocento anni di storia, tra imperatori, dame, cavalieri e antiche leggende. E’ un’ imponente fortezza eretta dai marchesi, che vanta una magnifica torre risalente ai secoli dodicesimo e tredicesimo, un tempo fulcro difensivo del borgo. Accanto alla struttura sorge la celebre Torre delle Streghe, un luogo denso di suggestione dove, nel corso del quindicesimo secolo, vennero rinchiuse e processate numerose persone accusate di stregoneria secondo i rigidi dettami dell’Inquisizione dell’epoca. Il tessuto urbano è protetto dai resti della cinta muraria medievale di cui si conservano le due imponenti e storiche porte d’accesso, la Porta Soprana e la Porta Sottana, che con la loro solida pietra marcano i confini della parte più antica.

Allontanandosi di poco dalle vie principali, si incontra la splendida Chiesa dei Cappuccini, una preziosa costruzione in puro stile romanico, edificata nel dodicesimo secolo sopra le fondamenta di un antichissimo tempio. Accanto al patrimonio storico e alle meraviglie monumentali, come abbimo prima accennato, l’identità profonda del territorio si esprime nella sua rinomata tradizione enogastronomica, guidata dal celebre Salame di Varzi DOP, il cui gusto inconfondibile pare sia ottenuto grazie al microclima che regna in questa cittadina. 

Fabio Buffa

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