Image default
Arte & Cultura

Scozia, quando la morte diventa un business

Tra i vari crimini particolari di cui si è appreso nel corso dei secoli quelli compiuti nella Scozia dell’800 da William Burke e William Hare sono di sicuro i più particolari e macabri.

William Burke e William Hare si conobbero quando Burke e la sua compagna si trasferirono in una pensione gestita da Hare e da sua moglie Margaret.

Un giorno un inquilino morì per cause naturali senza aver saldato l’affitto, Burke e Hare una notte si introdussero furtivamente nel cimitero, trafugarono il cadavere e lo trasportarono in una cassa alla scuola di medicina dove un rinomato docente di anatomia pagò il corpo che i due avevano portato.

Presi dall’entusiasmo i due iniziarono a violare le nuove tombe di cui avevano notizia per vedere i cadaveri al docente di anatomia.

Tuttavia i due si stancarono presto di dissotterrare le bare nel cuore della notte, per cui quando un inquilino della pensione si ammalò Burke accelerò il decesso immobilizzandolo e tappandogli le vie respiratorie.

Da lì si verificò un’ondata di uccisioni di vagabondi e prostitute il cui corpo veniva poi trasportato all’ambulatorio del professore di anatomia.

I due continuarono con gli omicidi fino a quando due inquilini della pensione non scoprirono un cadavere e informarono la polizia.

Il cadavere però poi era stato spostato nell’aula di anatomia.

I due furono accusati di omicidio a seguito di accuse rivolte loro da un quotidiano locale ma visto che le prove erano insufficienti tentarono di estorcere la confessione ad uno dei due.

La scelta cadde su Hare che ottenne l’immunità a seguito della sua testimonianza contro Burke che fu condannato e impiccato per aver commesso tre omicidi.

Benedetta Giovannetti

Altri articoli