La battaglia vinta da una donna contro la società di trasporti
Si fa un gran parlare di società inclusiva e forse, mai come ora, si assiste al proliferare di sempre maggiori aberrazioni. A dare voce ad una di queste è una signora di Montegrotto Terme in provincia di Padova. “Siamo un gruppo di anziane e non usiamo lo smartphone: allora dobbiamo rinunciare all’autobus”. Queste le sue parole che vengono riportate letteralmente all’interno dei vari articoli che stanno dando voce alla protesta della donna ultraottantenne ma perfettamente in salute e attiva.
Una protesta, la sua, che non può che trovare d’accordo. Questa sfrenata virata verso la iper-tecnologia e la digitalizzazione sta infatti creando sacche consistenti di esclusione tra gli stessi italiani. Perché imporre che tutto, o quasi, passi attraverso la lettura di un QR Code ha delle pesanti ripercussioni sulla vita delle persone. In primis, ciò impone che si abbia disponibilità economica per sostenere i costi che gli attuali smartphone sul mercato, hanno. In subordine si richiede che tutte le generazioni di persone, anche quelle più in là con gli anni, siano in grado di gestire queste strumentazioni.
Infine va anche messo nel conto che i file possano subire delle lesioni nel tempo, per cui, disponibilità di smartphone a parte, si potrebbe verificare che non sia comunque possibile accedere alla lettura degli orari dei mezzi di trasporto. Per cui, anziché facilitare la vita, questi nuovi “stili” impediscono alle persone di accedere ai servizi essenziali, quali, per l’appunto, i mezzi di trasporto. E così, per farla breve, l’agguerrita signora ottiene ragione e vince la sua battaglia contro gli orari dei bus accessibili solo in formato digitale.
Una protesta, la sua, che ha preso avvio quando l’azienda di trasporto locale aveva drasticamente eliminato i tradizionali fogli cartacei alle fermate degli autobus sostituendoli con i QR code. “Siamo in tanti, anziani, che non sappiamo usare lo smartphone per scansionare i QR, perché emarginarci?”. Una posizione, la sua, che in realtà si è resa portavoce di tanti, come lei, costretti a rinunciare al servizio di trasporto pubblico. La richiesta di ripristinare i fogli cartacei con gli orari degli autobus, è stata così accolta dalla società interessata che ha quindi provveduto ad esporre gli orari in formato cartaceo. Una battaglia vinta a cui tutti possono ispirarsi anche nelle altre regioni.
Maria Teresa Biscarini


