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Ambiente & Società

Porta Portese, il mercato di Roma

Porta Portese, il mercato di Roma

Una dei luoghi molto frequentato dai romani e dai turisti è il mercato domenicale che si trova lungo la direttrice di via Portuense, fino a via Ettore Rolli ed al Ponte Testaccio, conosciuto anche a livello internazionale con il nome di Porta Portese.

Una bellissima canzone del cantante Claudio Baglioni dice:

“È domenica mattina, Si è svegliato già il mercato/In licenza son tornato e sono qua/Porta Portese/ Cosa avrai di più/ Vado avanti a gomitate/Tra la gente che si affolla/
Le patacche che ti ammolla quello là/ C’ha di tutto pezzi d’auto/Spade antiche, quadri falsi/E la foto nuda di Brigitte Bardot/Porta Portese/Cosa avrai di più …”

Porta Portese si estende su una superficie di 47 mila mq. ed è il mercato storico di Roma, una delle anime più palpitanti della capitale, certamente ancora il più famoso, dove ogni domenica si riversano migliaia di persone.

Si trova nel caratteristico rione di Trastevere. Per i romani e, ovviamente, per i turisti è una tappa irrinunciabile.

Il suo nome è dato dall’antica Porta Portuensis, nel tratto di mura sulla riva destra del Tevere, ossia dove iniziava la via Portuense, la strada romana costruita alla fine del I sec. dopo Cristo per collegare l’Urbe con il Porto fatto costruire dall’imperatore Claudio alla foce del Tevere.

Il suo primo insediamento risale al 1945, dopo la seconda Guerra mondiale come nuovo riferimento che sostituisse la borsa nera che si teneva a Campo de’ Fiori.

Venditori ambulanti, anche improvvisati, commercianti privati sono lì ad esporre tutte le categorie merceologiche, tra quelle più importanti il vintage, il collezionismo, l’antiquariato, l’elettronica, l’abbigliamento uomo donna e anche gioielli. Ma attenti, come dice Baglioni, alle patacche.

Questo luogo, che possiamo definire cult, ha avuto i suoi momenti di gloria anche nel cinema. Ricordiamo i film I soliti ignoti di Mario Monicelli, Ladri di biciclette di Vittorio De Sica e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini del quale, molti ricorderanno, ricorrono i cinquant’anni dalla morte che risale al 2 novembre 1975.

Bruno Cimino

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