Dalla fiducia in Parlamento alla fase operativa: cosa prevede la legge e quali effetti avrà sul sistema abitativo italiano.
Il Piano Casa è diventato legge dopo un iter parlamentare intenso, segnato da due voti di fiducia e da un ampio confronto politico. Il decreto-legge n. 66 del 7 maggio 2026, approvato definitivamente dal Senato con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astenuti, rappresenta oggi il principale intervento strutturale del Governo Meloni per affrontare la crisi abitativa.
L’iter normativo è iniziato il 30 aprile 2026 con l’approvazione del Consiglio dei Ministri, che ha definito un pacchetto di misure urgenti per incrementare l’offerta di alloggi attraverso la riqualificazione del patrimonio pubblico e la promozione dell’edilizia integrata. Dopo il passaggio alla Camera, suggellato da un primo voto di fiducia, il provvedimento è stato rimodellato con emendamenti significativi. Il Senato ha poi confermato la fiducia, trasformando il decreto in legge dello Stato.
Il Piano Casa si fonda su tre pilastri:
- Edilizia residenziale pubblica: è il pilastro più consistente; prevede il recupero di circa 60.000 alloggi popolari oggi inagibili, grazie a una dotazione di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030 e a procedure semplificate.
- Housing sociale: le risorse europee e nazionali destinate all’emergenza abitativa confluiranno nel Fondo housing coesione gestito da Invimit. L’obiettivo è offrire alloggi accessibili a studenti, lavoratori fuori sede e famiglie con redditi medio-bassi, una fascia sempre più penalizzata dal mercato libero.
- Edilizia integrata e investimenti privati: il terzo pilastro punta a coinvolgere capitali privati nella costruzione di alloggi a prezzi calmierati, con semplificazioni burocratiche e procedure rapide. Gli investitori dovranno garantire almeno il 70% degli alloggi in edilizia convenzionata, con prezzi ridotti del 33% rispetto al mercato.
Gli effetti attesi sono:
- Recupero rapido degli alloggi pubblici: migliaia di case oggi vuote torneranno disponibili in pochi mesi.
- Aumento dell’offerta abitativa: fino a 100.000 nuovi alloggi in dieci anni.
- Sostegno alle fasce medie: prezzi calmierati per studenti, lavoratori fuori sede, giovani coppie e docenti.
- Maggiore ruolo degli enti locali: Comuni e IACP potranno accedere direttamente alle risorse.
- Attivazione di investimenti privati: fino a 3 miliardi di capitali privati mobilitati.
Manuela Margilio


