Dove si annidano le sostanze dannose per l’uomo
E’ ormai da tempo che si fa un gran parlare di PFAS, ma cosa significa questo acronimo? La matrice va ricercata nella terminologia Perfluorinated alkylated substances che tradotto in italiano suona come sostanze perfluoroalchiliche. Altrimenti detto, riprendendo quanto riportato nella pagina ufficiale dell’Associazione “Altroconsumo” una variegata “serie di composti chimici utilizzati per rendere i materiali impermeabili, antiaderenti, resistenti alle alte temperature o alle macchie”.
Trattandosi di una ben nota associazione finalizzata alla tutela e difesa dei consumatori, quando la stessa si fa promotrice di campagne di sensibilizzazione è bene alzare le antenne. E’ stato sempre Altroconsumo ad avere portato avanti un’inchiesta, in tempi recenti, a seguito della quale è stato possibile stilare una vera e propria classifica delle acque minerali. E, udite udite, non sempre il marchio più noto e costoso si è posizionato in cima alla classifica. Ma dove si trovano questi PFAS? Riferendoci sempre a chi del settore se ne intende, i riflettori devono essere puntati su imballaggi alimentari, utensili da cucina, tessuti tecnici e molti altri oggetti di uso quotidiano.
Sono stati definiti anche come “inquinanti eterni”; e questo per un duplice ordine di motivi: in primis perché non si degradano nell’ambiente e poi perché tendono ad accumularsi nell’organismo. I rischi connessi alla loro ingestione e deposito nell’organismo, si associano a disturbi ormonali, problemi al sistema immunitario, infertilità, alterazioni metaboliche e aumento del rischio di alcune patologie. L’indagine condotta da Altroconsumo, per l’appunto, ha rilevato la presenza di PFAS anche nelle acque minerali in bottiglia.
Ne è scaturita una vera e propria petizione con cui i promotori intendono premere sul Governo italiano affinchè il loro uso venga vietato o ridotto al massimo, promuovendo invece alternative più sicure. Una linea d’indirizzo che stando a quanto rilevato da Altroconsumo è già stata assunta da paesi come la Germania, i Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Danimarca. Per prendere parte attiva e firmare la petizione di Altroconsumo, questo è il link dedicato.
Maria Teresa Biscarini


