Dal 2 al 14 dicembre al Teatro India debutta in prima nazionale Misura per misura, il classico shakespeariano adattato per la scena in una nuova versione firmata da Chiara Lagani e affidata alla regia di Giacomo Bisordi. Una produzione Teatro di Roma, in collaborazione con il Centro Teatrale Santacristina, che esalta il vigore e la modernità di quella che viene definita l’ultima commedia scritta dal Bardo, ma che porta in sé i nodi irrisolti della contemporaneità: la giustizia e il suo rapporto con la violenza, le dinamiche del potere e la validità delle leggi nella società.
Misura per misura, ci porta a Vienna, una città nel caos. La guerra incombe alle sue porte e, come spesso accade, quando la possibilità della fine si fa più pervasiva nei pensieri delle persone, per rovescio la fame di vita e di sesso cresce esponenzialmente, generando una prostituzione fuori controllo col suo carico di malattie infettive e nascite “illegittime”. Il Duca – una specie di monarca assoluto che tutto può – riconosce che la sua eccessiva permissività nell’applicare la legge ha portato al disastro e decide di lasciare temporaneamente il suo ruolo al vicario Angelo, brutale e severo applicatore della norma “lasciata sepolta troppo a lungo”. Angelo ripristina l’ordine con pugno di ferro, iniziando a mozzare le teste di chi trasgredisce la legge, in particolare quella che proibisce rapporti sessuali prima del matrimonio. La sua prima vittima è Claudio. Sua sorella, Isabella – definita da Peter Brook il personaggio più bello della produzione shakespeariana – novizia di un convento, implora il perdono. Lo otterrà a un prezzo: dare il suo consenso a un rapporto sessuale col vicario.
Giacomo Bisordi così commenta i temi della violenza, della giustizia, dell’ambiguità del testo e dell’ambivalenza del desiderio e della gelosia: «Dicono che Misura per misura sia una commedia, l’ultima che Shakespeare abbia scritto. Dopo verranno le grandi tragedie e poi un po’ di malinconici commiati al mondo. Se problematica è la scena di ricatto in questione, altrettanto lo è proprio il modo in cui è stato scritto Misura per misura.
Una pennellata massiccia di vernice per trasformare, modificare, celare quello che di buio si era fino a lì spiattellato. Perché? Dicono anche che Misura per misura sia un testo sulla giustizia: è vero. Il buon Angelo applica la legge senza interpretarla, quasi che la norma sia da sé equivalente alla giustizia. Verrebbe da chiedergli, quale giustizia, e come. Del resto, Cesare Beccaria s’interrogava su come si possa davvero chiamare giustizia quella che passa attraverso un atto violento come una testa mozzata.
Al Teatro India di Roma
Dal 2 al 14 dicembre 2025
Misura per misura
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Chiara Lagani
regia Giacomo Bisordi
con (in o.a.) Vanda Colecchia (Isabella, una novizia), Arne De Tremerie (Angelo, vicario del duca),
Dimitri Galli Rohl (Vincenzo, duca di Vienna), Michele Lisi (Escalo, prefetto di Vienna),
Irene Mantova (Mariana, una borghese; Suor Francisca, la Signora Gomito, Boia),
Edoardo Raiola (Claudio, suo fratello) e Francesco Russo (Lucio, un borghese cliente di prostitute)
e in video Miruna Cuc – scene e luci Marco Giusti – costumi e assistente alle scene Caterina Rossi
suono Dario Felli – video Lorenzo Bruno – regista assistente Paolo Costantini
Bruno Cimino


